Quante boe per tassisti e noleggiatori? Un ricorso al Tar cambia le carte in tavola

Posti barca, norme da riscrivere

13/02/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Dovrà essere riscrit­to qua­si sicu­ra­mente il rego­la­men­to comu­nale per l’asseg­nazione dei posti bar­ca nei due por­ti dema­niali, approva­to nel set­tem­bre scor­so dal­l’aula con­sil­iare di Limone. I giu­di­ci del Tar di Bres­cia han­no, infat­ti, accolto il ricor­so pre­sen­ta­to dal­la dit­ta Per­oni, che eserci­ta servizio di noleg­gio e di trasporto con tre moto­scafi, che si era vista pri­vare di due dei tre ormeg­gi autor­iz­za­ti da oltre quar­an­t’an­ni dal­la Regione nel por­to Nuo­vo del paese. I giu­di­ci ammin­is­tra­tivi han­no quin­di deciso di sospendere il provved­i­men­to, men­tre più avan­ti eman­er­an­no la sen­ten­za defin­i­ti­va. Ma è qua­si scon­ta­to che anche la sen­ten­za con­fer­merà questo pri­mo verdet­to. I cui effet­ti potreb­bero deter­minare una reazione a cate­na in quan­to altri Comu­ni riv­ieraschi — e tra questi Padenghe — han­no adot­ta­to rego­la­men­ti nei quali è sta­to deciso di asseg­nare un solo pos­to bar­ca a tas­sisti e noleg­gia­tori. Un prin­ci­pio che era appar­so qua­si subito in odore di ille­git­tim­ità per­chè la Regione, nel­la nor­ma­ti­va di trasfer­i­men­to delle fun­zioni in mate­ria di nav­igazione e di por­ti ai Comu­ni, non ave­va mai accen­na­to a ques­ta pos­si­bil­ità: cioè di tagliare posti bar­ca ai noleg­gia­tori e di ris­er­varne appe­na uno nel por­to. Cos’era suc­ces­so, nel caso speci­fi­co, a Luca Per­oni, figlio di Romo­lo Per­oni noleg­gia­tore dagli anni ’70 a Limone, attual­mente tito­lare del­la soci­età «Gar­da Escur­sioni», la stes­sa coin­vol­ta nel­la sci­agu­ra del naufra­gio in cui morirono tre tur­isti ingle­si il 12 agos­to ’98? Che nel­la doman­da inoltra­ta lo scor­so autun­no ave­va chiesto la con­ces­sione di tre posti, tan­ti quan­ti sono i moto­scafi imp­ie­gati nel trasporto di per­sone, ma dal Comune ave­va ottenu­to un diniego: o meglio un solo pos­to. Per gli altri due natan­ti, tra l’al­tro di notevoli dimen­sioni, si sarebbe dovu­to arran­gia­re troivan­do chissà dove il pos­to bar­ca, tenu­to con­to che a Limone non esistono altre darsene. Nel suo ricor­so l’avvo­ca­to Alber­to Lup­pi, che ha dife­so gli inter­es­si dei Per­oni, ha sostenu­to che, mal­gra­do il rego­la­men­to lo prevedesse, «non è sta­ta accol­ta la pre­sen­za di un rap­p­re­sen­tante dei noleg­gia­tori di taxi», men­tre lo stes­so provved­i­men­to non ha recepi­to la nor­ma­ti­va regionale che sta­bili­va la pri­or­ità, nel­la stesura del­la grad­u­a­to­ria finale degli asseg­natari, appun­to ai taxisti indipen­den­te­mente da quante imbar­cazioni avessero in servizio. Inoltre, per i Per­oni sarebbe sta­to un «gravis­si­mo dan­no eco­nom­i­co» dover rin­un­cia­re all’ormeg­gio e al noleg­gio di due moto­scafi, per i quali «sono sta­ti investi­ti 1 mil­iar­do e 300 mil­ioni e l’as­sun­zione di sei dipen­den­ti per l’e­s­ple­ta­men­to del servizio». Dice­va­mo pri­ma che altri Comu­ni han­no introdot­to questo cri­te­rio. A Padenghe si è appre­so che qual­cuno è dis­pos­to a dare battaglia.

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