Il Tar dà ragione a un noleggiatore: annullata la graduatoria. A Limone il Comune vince al Consiglio di Stato

Posti barca, tutto da rifare

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Men­tre gli appas­sion­ati si vedono già all’opera approf­ittan­do di qualche gior­na­ta di sole, nei por­ti comu­nali del Gar­da si assiste a una situ­azione di caos com­ple­to a propos­i­to delle asseg­nazioni dei posti bar­ca. Non pas­sa giorno sen­za una sor­pre­sa, e capi­ta così che gli ormeg­gi già asseg­nati ai diportisti vengano rimes­si in dis­cus­sione, o deb­bano essere nuo­va­mente asseg­nati con la mod­i­fi­ca o la nuo­va stesura delle grad­u­a­to­rie. E tut­to questo men­tre, dice­va­mo, la sta­gione nau­ti­ca sta entran­do nel vivo. Un solo Comune, a quan­to risul­ta, ha per ora rego­lar­iz­za­to le con­ces­sioni dei posti bar­ca, e anzi sta già riscuo­ten­do i canoni dema­niali: si trat­ta di Sirmione. Tut­to attorno il buio com­ple­to. Con i pro­pri­etari di natan­ti che impre­cano o rimpiangono il pas­sato: quan­do era in fun­zione l’Ispettorato di por­to, rifer­i­men­to uni­co e con­sol­ida­to per i diportisti. Inoltre ci si mette anche la giurispru­den­za a ingar­bugliare la mate­ria. Nei giorni scor­si, per esem­pio, il Tar di Bres­cia ha dato ragione a un noleg­gia­tore di Padenghe (assis­ti­to dall’avvocato Alber­to Lup­pi) che si era vis­to asseg­nare un solo pos­to bar­ca anziché i cinque chi­esti per attrac­care i suoi natan­ti. Il risul­ta­to? Il Comune è chiam­a­to ora a rifor­mu­la­re una nuo­va grad­u­a­to­ria, annul­lan­do quin­di tutte le asseg­nazioni già approvate. Un mez­zo dis­as­tro. Facile immag­inare la rab­bia dei diportisti che ave­vano già pre­gus­ta­to la sod­dis­fazione di una con­ces­sione per tre anni, e che ora rischi­ano di ved­er­la sfu­mare con un altro sorteg­gio. Men­tre a Padenghe c’è chi fes­teggia (il rifer­i­men­to è a Pier­lui­gi Carmi­nati, tito­lare del­la dit­ta di noleg­gio Nau­ti­ca Garu­ti), a Limone c’è invece chi si sta met­ten­do le mani nei capel­li. E’ il caso di Luca Per­oni e del padre Romo­lo, tito­lari del­la soci­età «Gar­da escur­sioni», che offre un’attività di trasporto per­sone per con­to terzi e che ha per­so il ricor­so al Con­siglio di Sta­to. Cos’era suc­ces­so? Anche il Comune di Limone ave­va dis­pos­to l’assegnazione alle imp­rese di noleg­gio di un solo ormeg­gio, indipen­den­te­mente dal numero di natan­ti posse­du­ti e dalle prece­den­ti autor­iz­zazioni rilas­ci­ate dal­la Regione. I Per­oni ave­vano ovvi­a­mente fat­to ricor­so al Tar, per­chè due dei loro moto­scafi, lunghi 12 metri e larghi 4, avreb­bero dovu­to restare fuori dal por­to. I giu­di­ci ammin­is­tra­tivi han­no dato loro ragione, annul­lan­do il rego­la­men­to. Ma non ave­vano fat­to i con­ti con il Comune, che ha fat­to appel­lo al Con­siglio di Sta­to. E i giu­di­ci romani han­no dato ragione alla Giun­ta munic­i­pale, rib­al­tan­do la sen­ten­za del Tar. Un bel colpo per l’attività com­mer­ciale in ques­tione. E’ come se la Regione, un bel giorno, dovesse decidere di annullare gli spazi d’ormeggio alla «», costrin­gen­dola a por­tar via gli alis­cafi. E la dit­ta dei Per­oni offre un servizio anal­o­go: è un’attività tute­la­ta dal codice del­la e dai suc­ces­sivi rego­la­men­ti. A Desen­zano invece la situ­azione è appe­sa a un filo: nei prossi­mi giorni ver­rà deposi­ta­to un ricor­so al Tar con­tro la grad­u­a­to­ria del­la com­mis­sione. A Maner­ba si è las­ci­a­to tut­to com’era. A Moni­ga, invece, un noleg­gia­tore ha ottenu­to sei ormeg­gi, men­tre l’Ispettorato di Por­to gliene con­cede­va soltan­to uno. Insom­ma, una babele. Sul­la spon­da bres­ciana del esistono 28 por­ti pub­bli­ci con 1550 ormeg­gi; a questi si devono aggiun­gere altri 300–400 diportisti che ogni fine set­ti­mana trasportano il loro natante con il car­rel­lo. La richi­es­ta è però mag­giore rispet­to alle disponi­bil­ità: si par­la di un fab­bisog­no di cir­ca 500 ormeg­gi che non viene soddisfatto.

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