Ma nonostante il piano comunale le liste di attesa restano ancora lunghe. Rinnovo delle concessioni per un anno e giro di vite contro i «morosi»

Posti barca, una boccata d’ossigeno

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Buone notizie per i con­ces­sion­ari di posti bar­ca di Desen­zano. Dall’ufficio comu­nale all’Ecologia stan­no par­tendo in questi giorni le let­tere che comu­ni­cano il rin­no­vo per un altro anno del dirit­to di usufruire dell’ormeggio. Sono almeno 350 i pro­pri­etari che possiedono un natante nel­la darse­na grande di Desen­zano. A questi van­no aggiun­ti altri due­cen­to dis­tribuiti tra por­to Vec­chio, Mara­tona, Riv­oltel­la e Zat­tera. L’elenco dei con­ces­sion­ari è leg­ger­mente vari­a­to rispet­to a quel­lo del 2004, anno in cui il Comune accolse un migli­aio di domande e pre­dis­pose la grad­u­a­to­ria finale con la for­mu­la del sorteg­gio che, piac­cia o no, res­ta anco­ra lo stru­men­to tut­to som­ma­to fuori dalle ten­tazioni di manipo­lare o aggiustare un elen­co elen­co. Il peri­o­do di con­ces­sione venne fis­sato in sei anni, dunque fino al 2010, con pos­si­bil­ità di rin­no­vare annual­mente la con­ces­sione. E così è sta­to fino­ra fat­to dagli uffi­ci com­pe­ten­ti di palaz­zo Bagat­ta. Si dice­va di un elen­co leg­ger­mente mod­i­fi­ca­to. Come spie­ga l’architetto Dario Bonzi, capo dell’ufficio Ecolo­gia, la lista d’attesa è purtrop­po anco­ra con­sis­tente. Si par­la di un centi­naio di diportisti in stand by. Poi, sono state rimossi quat­tro natan­ti con ordi­nanze emanate dal­la Polizia urbana che han­no avu­to la fun­zione di deter­rente ver­so quei diportisti più fur­bi che, sen­za pagare, ave­vano tenu­to ugual­mente in por­to i pro­pri natan­ti. Adesso, stan­do alle assi­cu­razioni del­lo stes­so Bonzi, la situ­azione gen­erale è decisa­mente miglio­ra­ta. Sono sta­ti inoltre cam­biati diver­si posti bar­ca, nel sen­so che sono sta­ti effet­tuati degli sposta­men­ti dovu­ti alle dimen­sioni degli ormeg­gi o dei natan­ti. Questo ha fat­to sì che le proteste iniziali dei con­ces­sion­ari si atten­u­assero, ripor­tan­do un cli­ma di tran­quil­lità tra i diportisti, anche se restano sem­pre dei malu­mori sia per il canone esoso, sia per la caren­za di servizi. Infine, ci sono state anche alcune rin­unce che han­no per­me­s­so di con­seguen­za ai diportisti in atte­sa di acca­parrar­si final­mente l’ambìto ormeggio.