Il Piano regolatore illustrato ai cittadini. Particolare attenzione anche all’agricoltura

Posti letto triplicati e alberghi più belli

10/10/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Lazise

È dal 1980 che a Lazise non si appronta un Piano rego­la­tore gen­erale, sal­vo apportare mod­i­fiche al piano esistente ed ormai vera­mente molto vec­chio. È sta­ta appor­ta­ta solo una sig­ni­fica­ti­va vari­ante al Prg per la real­iz­zazione degli impianti sportivi in local­ità Greghe, fra Lazise e Pacen­go. «Il Prg ha una valen­za di 10 anni», ha esor­di­to il sin­da­co Luca Sebas­tiano nel pre­sentare al pub­bli­co la pro­pos­ta di Prg, « ma qui a Lazise sono ben oltre 20 gli anni che l’Amministrazione pub­bli­ca non mette mano allo stru­men­to urban­is­ti­co per la nor­mal­iz­zazione urban­is­ti­ca del suo ter­ri­to­rio. Ecco per­ché abbi­amo volu­to con impeg­no ed insis­ten­za che l’architetto Tul­lio Cig­ni por­tasse a com­pi­men­to questo impor­tante prog­et­to urban­is­ti­co». Oltre al tec­ni­co Cig­ni, pro­fes­sore dell’ di Venezia, ha dato il pro­prio con­trib­u­to per l’estensione tec­ni­ca del piano anche il geol­o­go Sil­vano Fil­i­ni che ha cura­to in par­ti­co­lare l’aspetto eco­logi­co del ter­ri­to­rio e la pre­cisa sud­di­vi­sione e zoniz­zazione del com­par­to agri­co­lo che sul ter­ri­to­rio lacisiense rap­p­re­sen­ta cir­ca il set­tan­ta per cen­to del­l’in­tera super­fi­cie a dis­po­sizione del comune. «Abbi­amo volu­to con­sid­er­are le esi­gen­ze delle nos­tra popo­lazione tenen­do con­to di alcune pri­or­ità. In pri­mo luo­go cor­reg­gere gli errori del piano anco­ra in adozione, real­iz­zare poi uno stru­men­to urban­is­ti­co al pas­so con i tem­pi in sin­to­nia con la nor­ma­ti­va edilizia gen­erale e con una pre­cisa atten­zione al set­tore agri­co­lo. Anco­ra una par­ti­co­lare atten­zione è anda­ta al com­par­to arti­gianale a ridos­so del­la super­stra­da Affi-Castel­n­uo­vo com­ple­tan­do la zona già esistente. Infine nuove zone di espan­sione edilizia attigue a zone già edifi­cate sud­di­vise in tre cat­e­gorie. La vol­ume­tria edi­fi­ca­to­ria con­sen­ti­ta rag­giunge al mas­si­mo 0,60 metri cubi su metro quadra­to. Quin­di — ha pros­e­gui­to il pri­mo cit­tadi­no — non ci saran­no enor­mi volu­mi , ma un ele­va­to gra­do di vivi­bil­ità con la real­iz­zazione di infra­strut­ture e servizi attra­ver­so ces­sioni dei pri­vati ver­so la pub­bli­ca ammin­is­trazione con per­centu­ali che van­no con­sid­er­ate dal 30 al 50 per cen­to dell’area inter­es­sa­ta». «Una con­sid­er­azione a parte è sta­ta pre­sa in esame dall’Amministrazione per il set­tore ricetti­vo rel­a­ti­vo quin­di a campeg­gi e alberghi. Sono state tenute in con­sid­er­azione le richi­este degli alber­ga­tori — ha evi­den­zi­a­to l’architetto Cig­ni, — soprat­tut­to per quan­to attiene l’incremento dei posti let­to. A Lazise oggi sono 1200 e con il nuo­vo Prg potran­no diventare invece cir­ca 4500. «Saran­no quin­di real­iz­za­ti, nel cor­so di 10–15 anni, ha pros­e­gui­to Cig­ni, «alberghi ad ele­va­to stand­ing (tre e quat­tro stelle) con capac­ità ricettive non supe­ri­ori ai 100–130 posti let­to. Evi­den­te­mente tut­to al di sopra del­la statale 149 Garde­sana ori­en­tale». La pre­oc­cu­pazione del­la Ammin­is­trazione di Lazise, nel redi­gere il nuo­vo piano rego­la­tore, era quel­la di non stravol­gere l’esistente, ovvero porre in essere sem­mai inte­grazioni edi­fi­ca­to­rie in zone lim­itrofe e con­tigui all’esistente. «Saran­no quin­di real­iz­zate nuove lot­tiz­zazioni»- spie­ga anco­ra Cig­ni , «sem­pre sopra la Garde­sana, legate comunque al lim­ite regionale che con­sid­era il numero di abi­tan­ti res­i­den­ti attual­mente e la pre­vi­sione di svilup­po demografi­co. Ci saran­no leg­geri inter­ven­ti, nei cen­tri stori­ci, comunque sem­pre legati al pat­ri­mo­nio edilizio esistente. «Per quan­to attiene poi l’aspetto lega­to alla zona arti­gianale del Con­fine, ques­ta è sta­ta com­ple­ta­mente con­sid­er­a­ta anche alla luce del­la nuo­va che tra breve sarà real­iz­za­ta di con­cer­to con Autostra­da Serenis­si­ma e Provin­cia di Verona alla luce del­la real­iz­zazione del nuo­vo casel­lo autostradale che col­legherà poi la bretel­la in direzione di Affi e quin­di al casel­lo autostradale del­la A22.» «Abbi­amo cer­ca­to di tute­lare le esi­gen­ze delle moltepli­ci attiv­ità agri­cole col­le­gate sul ter­ri­to­rio» ha spie­ga­to Sil­vano Fil­i­ni , «e la esi­gen­za di rego­la­men­tazione urbana cor­rente nelle zone agri­cole. È sta­ta quin­di appli­ca­ta in toto la legge regionale 24 che di fat­to pone ogget­tive restrizioni edi­fi­ca­to­rie rispet­to al piano prece­dente. Vi è sta­ta una speci­fi­ca zoniz­zazione in tre gran­di aree con all’interno di una di esse una sot­to­zoniz­zazione più det­tagli­a­ta e speci­fi­ca.» Nel cor­so del­la affol­latis­si­ma assem­blea pub­bli­ca tenu­tasi nel­la sala civi­ca sono state rese note le linee gen­er­ali del piano rego­la­tore che l’Amministrazione andrà ad approvare. Non è sta­to det­taglia­to alcun ter­ri­to­rio speci­fi­co se non a gran­di linee. Nel­la sostan­za il nuo­vo Prg sarà uno stru­men­to indis­pens­abile per la ges­tione del ter­ri­to­rio ma da un pri­mo esame som­mario non ci sarà una cemen­tiz­zazione del­la zona. Il rispet­to del ter­ri­to­rio sia per l’estensione che per i volu­mi con­sen­ti­ti non inciderà più di tan­to sul­la realtà edilizia esistente. Il sin­da­co ha poi evi­den­zi­a­to gli aspet­ti buro­crati­ci del piano e il suo iter pro­ce­du­rale. «Rite­ni­amo che il lavoro svolto pos­sa essere un vali­do stru­men­to di cresci­ta per il nos­tro ter­ri­to­rio. Abbi­amo volu­to spin­gere di più su Pacen­go e meno su Colà e Lazise per­ché queste ultime due realtà han­no già avu­to modo di “esprimer­si” e quin­di di svilup­par­si ». «E’evidente», spie­ga anco­ra Sebas­tiano, «che i cit­ta­di­ni potran­no portare in Con­siglio le loro osser­vazioni che andran­no dis­cusse una per una». Dopo la pre­sen­tazione la sedu­ta è sta­ta sci­ol­ta e non c’è sta­to alcun inter­ven­to o dibat­ti­to sull’argomento. Prossi­mo incon­tro, dopo quel­lo di ieri alla sala Acli di Colà, domani nel­la sala civi­ca di Pacengo.

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