Nei giorni scorsi è stato ricordato il 154° anniversario del saccheggio di Pozzolengo da parte degli austriaci

Pozzolengo: ricordato il saccheggio del 1848

05/04/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Pozzolengo

Nei giorni scor­si è sta­to ricorda­to il 154° anniver­sario del sac­cheg­gio di Poz­zolen­go da parte degli aus­triaci . Dopo le 5 gior­nate di , una colon­na di cir­ca 2500 sol­dati, abban­do­na­ta Milano, era diret­ta ver­so una delle fortezze del Quadri­latero: Verona, Peschiera, Leg­na­go, Man­to­va. Gli aus­triaci la sera del 27 mar­zo 1848 si accam­pano a Castel­ven­za­go a cir­ca otto chilometri da Poz­zolen­go. Sapu­ta la notizia in paese si arma la guardia civi­ca, al coman­do di un cer­to Francesco Pozzi, tra l’al­tro ex sottuf­fi­ciale aus­tri­a­co. Si ergono due bar­ri­cate, una al ponte del­l’Ir­ta sul­la stra­da per Solferi­no e la Scop­er­ta (da dove proven­gono gli aus­triaci) e una all’inizio del Loù, oggi via Italia Lib­era. Pozzi era ami­co del gen­erale Longhena, che coman­da­va la famosa Com­pag­nia del­la morte di cui face­va parte anche il par­ro­co di Ser­le don Boifa­va, e fida­va nel loro aiu­to. Quan­do alle otto del mat­ti­no del 28 mar­zo gli aus­triaci arrivano nei pres­si del ponte Irta, Pozzi spaval­da­mente sale sul­la bar­ri­ca­ta e inti­ma la resa agli aus­triaci: 80 (tan­ti sono i difen­sori) con­tro 2500. Gli aus­triaci gli spara­no con­tro e in pochi minu­ti travol­go­no la bar­ri­ca­ta dila­gan­do in paese che met­tono a fer­ro e fuo­co. Ucci­dono pri­ma Felice Bom­bana, feriscono molte per­sone, men­tre suo­nano le cam­pane. Michelan­ge­lo Gel­met­ti (una delle famiglie nobili di Poz­zolen­go), ex sottuf­fi­ciale di Napoleone, valente tira­tore, ne uccide moltissi­mi. Nel­la Casa Biolchi (l’at­tuale via Mazz­i­ni) viene ucciso un con­tadi­no, Lui­gi Maner­ba. A una fin­is­tra di Palaz­zo Brighen­ti è affac­cia­ta Gel­trude Brighen­ti che ha tra le brac­cia una bam­bi­na e vici­no don Lui­gi, suo fratel­lo. Un solda­to spara e la uccide; ave­va solo 18 anni. Final­mente un uffi­ciale aus­tri­a­co dà l’al­larme per­ché sono in arri­vo i volon­tari del gen­erale Longhena. Gli aus­triaci si riti­ra­no nel­la fortez­za di Peschiera, non pri­ma di aver dato alle fiamme una casci­na al Martel­lo, sul­la stra­da per Ponti.

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