San Zeno di Montagna e Brenzone hanno costituito la «srl» che farà ripartire gli impianti di Costabella. Il Consorzio di Malcesine non ci sta: «Non siamo più interessati»

Prada, alleati per la funivia

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Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

I comu­ni di San Zeno e Bren­zone han­no fonda­to la «Pra­da Costa­bel­la srl», con pro­pri­età ripar­ti­ta al 50%. E’ sta­ta cos­ti­tui­ta, dunque, la soci­età che entro il 31 mag­gio dovrà acquistare gli impianti di risali­ta di Pra­da, fer­mi dal 1999. Una seg­giovia e una bidon­via, costru­ite nel 1968, che per qua­si quarant’anni, han­no por­ta­to migli­a­ia di per­sone sul . Il 18 mag­gio, nel­lo stu­dio Fer­rari­ni e Part­ners di Affi, il notaio Gabriele Noto, ha siglato l’atto cos­ti­tu­ti­vo del­la nuo­va soci­età, pre­siedu­ta dall’avvocato Mar­co Bis­ag­no, 61 anni, noto pro­fes­sion­ista nel cam­po del dirit­to sporti­vo. Con­siglieri di ammin­is­trazione altri due avvo­cati, Mar­co Brighen­ti e Rinal­do Sar­tori. Tre nomine su cinque, per las­ciar liberi due nomi da inserire in rap­p­re­sen­tan­za del Con­sorzio Funi­vie di Mal­ce­sine, che avrebbe dovu­to entrare in soci­età con il 2%. Ma, colpo di sce­na, l’operazione non è anda­ta in por­to per­chè, come spie­ga il pres­i­dente del Con­sorzio, Giuseppe Ven­turi­ni, «non siamo più inter­es­sati al prog­et­to. Non inten­di­amo più aderire. E’ sta­ta cos­ti­tui­ta una soci­età sen­za la nos­tra quo­ta, è sta­to nom­i­na­to un con­siglio d’amministrazione guida­to da Bis­ag­no, otti­mo esper­to in funi­vie. A questo pun­to i pro­pri­etari sono loro, che pro­cedano anche al prog­et­to. Noi non pos­si­amo andare a lavo­rare su deci­sioni già prese da altri sen­za nem­meno con­sultar­ci». Ma la por­ta dai due comu­ni non è sta­ta chiusa, poichè sono sati las­ciati due posti liberi nel con­siglio ed è pre­vista una even­tuale voltura per il 2% di quo­ta al momen­to dell’accordo. Non è suf­fi­ciente? «Ho scrit­to una let­tera per chiedere di con­sultare la doc­u­men­tazione. Se sare­mo con­tat­tati val­uter­e­mo. Devo comunque sen­tire il con­siglio d’amministrazione del Con­sorzio, che rap­p­re­sen­ta i soci, com­posti al 40% dal­la Provin­cia, al 35% dal comune di Mal­ce­sine e al 25% dal­la Cam­era di Com­mer­cio». Brut­ta sto­ria, dunque, poichè sem­bra essere venu­to meno il ter­zo sogget­to del­la soci­età e che avrebbe dovu­to gestire gli impianti. Ma per­chè i due comu­ni han­no pro­ce­du­to a cos­ti­tuire la soci­età con il 50% di pro­pri­età per comune? I sin­daci Gio­van­ni Zap­palà e Cipri­ano Castel­lani spie­gano come sono giun­ti a questo risul­ta­to. Zap­palà chiarisce che «il 31 mag­gio scade il ter­mine pre­vis­to dal pre­lim­inare per l’acquisto degli impianti. Inoltre ques­ta soci­età andrà all’acquisto con fon­di già con­ces­si dal­la Provin­cia e dal­la Cam­era di Com­mer­cio e le nos­tre ammin­is­trazioni sono in sca­den­za. Il con­sorzio Funi­vie di Mal­ce­sine era in sca­den­za di manda­to e non ha fat­to in tem­po a delib­er­are l’operazione. Tut­ti questi fat­tori ci han­no fat­to decidere di pro­cedere, intan­to, in questo modo anche per evitare con­trasti, sebbene la Provin­cia e la Cam­era di Com­mer­cio, soci di mag­gio­ran­za, han­no già dichiara­to la loro disponi­bil­ità e potreb­bero votare per l’adesione del Con­sorzio. Ma noi vogliamo che il Con­sorzio ci sia con la volon­tà di tut­ti». E se in Con­sorzio non aderisse? «Sti­amo val­u­tan­do altre vie nel Trenti­no». Sui tem­pi per la ria­per­tu­ra degli impianti, Castel­lani pre­cisa che «siamo in gra­do di oper­are, i lavori di ristrut­turazione non dovreb­bero durare più di un mese e poichè la soci­età è una srl e, pur essendo di pro­pri­età pub­bli­ca, è in gra­do di oper­are in modo mis­to, per essere più snel­la. Lavo­ran­do con impeg­no potrem­mo farcela per fine estate».

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