Il Wwf protesta per l’approvazione da parte della Regione del piano di riqualificazione che porta seconde case e negozi. Amadio: «Venezia non tiene conto che è pendente al Tar un nostro ricorso»

«Prada non ha bisogno di cemento»

13/02/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

L’associazione ambi­en­tal­ista Wwf e le mino­ranze con­sil­iari van­no all’attacco del piano di riqual­i­fi­cazione urban­is­ti­ca di Pra­da. Con una let­tera al sin­da­co Gia­co­mo Simonel­li e per conoscen­za al pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana del Cipri­ano Castel­lani, al sin­da­co di Fer­rara di Monte Bal­do Pao­lo Rossi, all’assessore regionale ai parchi Flavio Sivestrin, oltre che a Italia Nos­tra, Legam­bi­ente, Lipu e al Ctg, il pres­i­dente del Wwf scaligero, Aver­ar­do Ama­dio, e la respon­s­abile di sezione Manuela For­men­ti han­no crit­i­ca­to lo stru­men­to urban­is­ti­co, di recente approva­to anche dal­la giun­ta regionale con poche pre­scrizioni da appli­care d’ufficio. Insom­ma, dopo un tor­men­ta­to iter che ave­va vis­to l’amministrazione comu­nale riti­rare il doc­u­men­to e mod­i­fi­car­lo pri­ma di far­lo arrivare in lagu­na, e nonos­tante il dis­co verde arriva­to da Venezia, le polemiche attorno a quan­to sta­bil­i­to per la local­ità mon­tana non si pla­cano. Questo l’intervento in ques­tione: la Pra­da srl (soci­età pro­po­nente il Piruea.) si accol­la una spe­sa di oltre cinque mil­ioni e mez­zo di euro. Costru­isce un cen­tro stori­co, inesistente a Pra­da, con inse­di­a­men­ti res­i­den­ziali in cinque con­trade. Il vol­ume è di 9.488 metri cubi, che pos­sono equiv­alere a una ses­san­ti­na di appar­ta­men­ti da 55 metri quadri. Altri 2.138 metri cubi sono pre­visti per vol­ume non res­i­den­ziale, cioè bar, negozi, attiv­ità com­mer­ciali varie. In tut­to quin­di, 11.626 metri cubi a fronte di 16.462 pre­visti nel­la pri­ma stesura, poi riti­ra­ta dall’amministrazione. In cam­bio il Comune incasserà opere pub­bliche per un mil­ione e 230 mila euro: un parcheg­gio a Pra­da a sup­por­to del­la funi­via, un parcheg­gio in cen­tro a Castel­let­to, local­ità Sapel, la riqual­i­fi­cazione di local­ità Poz­zo, pro­pri­età del­la chieset­ta di Pra­da, inoltre 17.335 metri quadri per cos­ti­tuire il par­co di Prada.«Siamo dispiaciu­ti e delusi», dice Aver­ar­do Ama­dio, «per ques­ta deci­sione dell’amministrazione, e per l’ approvazione del­la giun­ta regionale del Piruea di Pra­da. Palaz­zo Bal­bi si è pro­nun­ci­a­to sen­za ten­er con­to che il Wwf Italia ha pre­sen­ta­to un ricor­so al Tar del Vene­to, che è anco­ra pen­dente e che chiede l’annullamento delle delibere di Bren­zone. Purtrop­po non cre­do che il tri­bunale annullerà tut­to, ma sper­ava­mo in un cam­bi­a­men­to di rot­ta più lungimi­rante a dife­sa del­la nos­tra mon­tagna. Il piano per Pra­da è da boc­cia­re sot­to il pun­to di vista ambi­en­tale, architet­ton­i­co e culturale».Secondo Ama­dio «Costru­ire oltre 50 allog­gi in Pra­da, che saran­no ven­du­ti come sec­onde case, non gioverà all’economia del­la mon­tagna». Per il Wwf e per la mino­ran­za con­sil­iare gui­da­ta da Aldo Verone­si «Ques­ta espan­sione res­i­den­ziale di Pra­da è in con­trasto con la des­ti­nazione a pre­vista dal Piano ter­ri­to­ri­ale regionale del Vene­to». Ama­dio anal­iz­za pure il tipo di inse­di­a­men­ti: «Sono estranei al con­testo e architet­toni­ca­mente incom­pat­i­bili». Inoltre: «Il Piruea non tiene con­to del­la penuria d’acqua che il rad­doppio degli abi­tan­ti di Pra­da nel peri­o­do delle ferie o nei fine set­ti­mana provocherebbe; non risolve il prob­le­ma igien­i­co-san­i­tario degli scarichi fog­nari con il sis­tema del­la fitodepu­razione, vis­to che è pre­vista la creazione di un laghet­to a pochi pas­si dalle nuove abitazioni sul fun­zion­a­men­to del quale ci sono dub­bi; non è correda­to del­la val­u­tazione di inci­den­za, la Vin­ca, obbli­ga­to­ria per i prog­et­ti all’interno o vici­ni ai siti di impor­tan­za comu­ni­taria e alle zone di pro­tezione spe­ciale, qual è il Bal­do ovest».Insomma, «Il risul­ta­to sarà quel­lo di creare dis­con­ti­nu­ità nell’ambiente, in spre­gio alle pre­vi­sioni del Piano ter­ri­to­ri­ale regionale, con dan­no al pae­sag­gio». Il Wwf non si ritiene sod­dis­fat­to nep­pure del­la con­tropar­ti­ta che il Comune ricev­erebbe dal pri­va­to: «A fronte del­la perdi­ta di pat­ri­mo­nio nat­u­rale il comune ricev­erà un po’ di parcheg­gi spar­si qua e là e non ver­rà dato cor­so a quel­lo che il Wwf sostiene dal 1975, cioè la neces­sità di creare il Par­co del Baldo».Amadio con­clude così la let­tera al sin­da­co: «Noi lavo­riamo per la gente e per il ter­ri­to­rio, non con­tro qual­cuno. Si chie­da agli abi­tan­ti del­la Lessinia dove è sta­to isti­tu­ito il Par­co, e che inizial­mente era­no con­trari, se han­no capi­to o meno l’importanza di sal­va­guardare il loro ter­ri­to­rio ai sen­si del­la legge regionale 80 sui parchi naturali».Si asso­cia al Wwf e aggiunge ragion­a­men­ti politi­ci pun­gen­ti il capogrup­po di una delle mino­ranze, Aldo Verone­si. Nei mesi scor­si, con altri col­leghi, il con­sigliere ave­va avver­sato il Piruea. Oggi rib­adisce: «Pra­da ha bisog­no di inter­ven­ti infra­strut­turali men­tre, con questo Piruea, il mag­gior ben­efi­cio pub­bli­co viene dirot­ta­to sul lago. Non siamo con­trari a costru­ire in Pra­da ma questo Piruea è inadegua­to». Inoltre «L’area è com­pre­sa nel Par­co del Bal­do, che ha indice di edi­fi­ca­bil­ità non supe­ri­ore a 0.001 metri cubi per metro quadro, quan­to approva­to con­trasta con il Piano regionale territoriale».Veronesi man­da una stoc­ca­ta al respon­s­abile dell’ufficio tec­ni­co comu­nale per «le modal­ità di sot­to­scrizione dei con­trat­ti pre­lim­i­nari di com­praven­di­ta per i ter­reni di Pra­da e Castel­let­to des­ti­nati a parcheg­gio. Non sono atti legit­ti­mi e invano ne abbi­amo chiesto con­to in Consiglio».

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