L’antico borgo medievale al centro di una generale sistemazione. In arrivo nuovi alloggi: non saranno seconde case

Pratello, rinascita possibile

Di Luca Delpozzo
Padenghe sul Garda

In questi ulti­mi anni l’Am­min­is­trazione comu­nale di Padenghe sta pro­muoven­do una serie di inter­ven­ti di ril­e­van­za pub­bli­ca all’in­seg­na del­l’am­mod­er­na­men­to. Attual­mente queste opere di ammod­er­na­men­to, nel doppio sig­ni­fi­ca­to di offer­ta di nuove strut­ture e di aggior­na­men­to di quelle già esisten­ti, stan­no inter­es­san­do par­ti­co­lar­mente la con­tra­da di Pratel­lo. Il bor­go di Pratel­lo, ada­gia­to su un pianoro delle colline moreniche da cui con tut­ta prob­a­bil­ità prende anche il nome, è una delle quat­tro con­trade di Padenghe che con­tribuis­cono a for­mare una parte impor­tante del­la rete inse­dia­ti­va del paese garde­sano. Il nucleo abi­ta­ti­vo, che stan­do ai più recen­ti dati ana­grafi­ci con­ta meno di cen­to res­i­den­ti, è rac­colto attorno a cinque strade, che si sro­tolano in un intri­ca­to asset­to viario che rical­ca l’an­da­men­to del­l’o­rig­i­nale trac­cia­to medievale, e ad un esiguo grup­po di case che, impreziosite da ingres­si ad arco a ses­to rib­as­sato con cor­ni­ci in mat­toni, regalano una delle ver­sioni più carat­ter­is­tiche di inse­di­a­men­to rurale del XV sec­o­lo, prin­ci­pale seg­no dis­tin­ti­vo del pat­ri­mo­nio architet­ton­i­co del­la zona. Strade e case che, con la com­plic­ità del­la vas­ta cam­pagna che cir­con­da l’in­tero abi­ta­to, con­tribuis­cono a creare davvero un insieme di grande effet­to. « A Pratel­lo — spie­ga il sin­da­co di Padenghe Gian­car­lo Alle­gri — sono attual­mente in cor­so opere di riqual­i­fi­cazione urbana nel­l’or­dine dei sot­toservizi, del­la pavi­men­tazione e del­l’arredo urbano che con­tribuiran­no ad un ammod­er­na­men­to com­p­lessi­vo del pic­co­lo bor­go». Iniziati l’es­tate scor­sa, gli inter­ven­ti con­sistono nel­l’ag­gior­na­men­to e, dove nec­es­sario, nel­l’in­te­grazione degli esisten­ti sot­toservizi non in tut­ti i pun­ti adeguati a servire le abitazioni del­la con­tra­da. «Se si vuole entrare più nel det­taglio — spie­ga Alle­gri — gli allac­ci alle reti tec­no­logiche saran­no per­fezionati, men­tre la rete fog­nar­ia sarà real­iz­za­ta ex novo nelle vie che ne sono sprovviste e dota­ta di nuove tubazioni nei casi in cui le acque mete­oriche siano anco­ra miste. Inoltre — con­tin­ua Alle­gri — ques­ta serie di inter­ven­ti sarà ulti­ma­ta con la real­iz­zazione di una nuo­va pavi­men­tazione e con un arredo urbano pen­sato per essere il meno inva­si­vo pos­si­bile». Il prin­ci­pio di ammod­ernare sen­za tut­tavia apportare mod­i­fiche con­sis­ten­ti alla con­tra­da di Pratel­lo ha di fat­to sug­ger­i­to ai tec­ni­ci, impeg­nati nel pro­gram­ma di riqual­i­fi­cazione, di con­tes­tu­al­iz­zare le scelte prog­et­tuali alle carat­ter­is­tiche del­l’ed­i­fi­ca­to esistente, in modo tale da pro­porre inter­ven­ti in piena com­pat­i­bil­ità con il val­ore ambi­en­tale, stori­co ed architet­ton­i­co del pic­co­lo bor­go. «Per le opere di pavi­men­tazione — affer­ma il sin­da­co — sono sta­ti scelti por­fi­do e acciot­to­la­to non solo per il loro min­i­mo impat­to ambi­en­tale, ma anche per la loro con­for­mità al pregev­ole con­testo pae­sis­ti­co del­la con­tra­da». Oltre alle attuali opere di inter­esse viario in cor­so di real­iz­zazione nel­la frazione padengh­ese, presto Pratel­lo sarà ogget­to di un altro prog­et­to; la costruzione di un nuo­vo inse­di­a­men­to abi­ta­ti­vo. «Per­ché ammod­er­na­men­to — tende a pre­cis­are il sin­da­co — sig­nifi­ca anche offrire nuove strut­ture e nuovi servizi in gra­do di miglio­rare la qual­ità del­la vita nel nos­tro paese, nel pieno rispet­to delle esi­gen­ze e degli inter­es­si del­la nos­tra comu­nità». In base alle dis­po­sizioni pre­viste nel recente Piano rego­la­tore, la zona del­l’in­ter­ven­to è local­iz­za­ta in un’area agri­co­la sit­u­a­ta in una posizione per­ifer­i­ca rispet­to all’abi­ta­to orig­i­nale. «In questi ulti­mi anni — spie­ga Alle­gri — Padenghe ha conosci­u­to una disc­re­ta espan­sione in ter­mi­ni edi­fi­ca­tori. Questo nos­tro prog­et­to rien­tra in un nor­male piano di svilup­po urban­is­ti­co, ma con qual­cosa di diver­so: una nuo­va atten­zione pos­ta nei con­fron­ti del­l’es­pan­sione edilizia, che innanz­i­tut­to ci impeg­ni­amo a tenere con­tenu­ta, e in sec­on­do luo­go che ci sforzi­amo a ren­dere res­i­den­ziale». Il prog­et­to, sup­por­t­a­to dai prin­cipi sanci­ti dal recente Prg, intende pro­porre abitazioni che abbiano un min­i­mo di super­fi­cie utile e una area verde a dis­po­sizione in gra­do di ren­der­le qual­i­ta­ti­va­mente abit­abili. «Il prece­dente Piano rego­la­tore — con­tin­ua Alle­gri — ammet­te­va indis­tin­ta­mente qualunque tipolo­gia ricetti­va finen­do di fat­to con il priv­i­le­gia­re il mer­ca­to delle sec­onde case e, di con­seguen­za, snat­u­ran­do le poten­zial­ità tur­is­ti­co-ricettive del paese. «Nel redi­gere il nuo­vo Piano rego­la­tore siamo sta­ti più atten­ti alle diverse esi­gen­ze ter­ri­to­ri­ali che il nos­tro paese ha mat­u­ra­to in questi ulti­mi dieci anni. Ora, vogliamo spin­gere sul­la res­i­den­zial­ità medi­ante l’of­fer­ta di abitazioni di un più alto liv­el­lo qualitativo».