Soltanto cinque allieve dell’Accademia Cignaroli passano la selezione dei giurati ed espongono

Premi col contagocce alle giovani artiste

25/06/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
S.B.

Sono sola­mente cinque le allieve che si sono aggiu­di­cate la bor­sa di stu­dio dell’Accademia Cig­naroli per aver real­iz­za­to la loro migliore opera. Un atten­to è pro­fes­sion­ale comi­ta­to sci­en­tifi­co ha offer­to la pos­si­bil­ità di esporre le pro­prie opere pres­so la sala del­la ex fino a oggi a Katia Boni­ni, Fed­er­i­ca Cogo,Valentina Gelosi, Pamela Gri­giante e Alice Guelfi.«La com­mis­sione ha scel­to cinque stu­dentesse par­tendo dal prin­ci­pio che l’arte è pri­ma di tut­to “pen­siero”», affer­ma Daniele Nalin, « non dimostrazione di abil­ità, che del resto non si capirebbe cosa sig­ni­fichi se non dimostrare che si è capaci di mal copi­are qual­cosa scimiottan­do la realtà, invece di pre­oc­cu­par­si di rap­p­re­sentare se stes­si e la pro­pria cre­ativ­ità attra­ver­so un lavoro orig­i­nale, un lavoro frut­to del­la creazione più personale».Federica Cogo di Vicen­za pre­sen­ta «Lego», Pamela Gri­giante, anche lei vicenti­na, pre­sen­ta «Nuo­vo equi­lib­rio». Alice Guelfi, gio­vane trenti­na, del­la Val di Fas­sa, all’occorrenza rac­coglie car­toni che diven­ter­an­no sup­por­to per il suo lavoro. Pre­sen­ta «Non par­lare» dove ritrae un gio­vane dal­la boc­ca cuci­ta, che tan­to ci fa pen­sare. Arte giap­ponese per Valenti­na Gelosi di San Boni­fa­cio. La sua opera infat­ti si inti­to­la «Sem­pre Giap­pone». La più gio­vane è Katia Boni­ni, di Riv­o­li Veronese che in «Natu­ra mor­ta con fogli» ha dip­in­to un tele­co­man­do di tele­vi­sione facen­do sem­brare un ani­male che, a sec­on­da del­la emo­tiv­ità indi­vid­uale ci può trasmet­tere tenerez­za o addirit­tura ci «allontana».A pre­sentare le opere e le allieve dell’Accademia è sta­to il pres­i­dente Ste­fano Pachera, in col­lab­o­razione con l’ing. Nar­ciso Munari e Luciano Ter­leth. A fare gli onori casa il vicesin­da­co Agosti­no Carattoni.«Siamo ono­rati del­la pre­sen­za di queste opere dell’Accademia Cig­naroli», ha det­to Carat­toni, «per­chè è la pri­ma vol­ta in asso­lu­to che la stes­sa ci ono­ra del­la sua pre­sen­za. Con­fidi­amo che anche per il futuro l’Accademia ci onori del­la sua pre­sen­za».

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