Il nuovo libro dello scrittore e giornalista Tullio Ferro.

Premi Nobel che hanno “toccato” il Garda

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Di Redazione

Trenta capi­toli ded­i­cati ad altret­tan­ti Pre­mi Nobel, che l’au­tore e gior­nal­ista Tul­lio Fer­ro ha “scop­er­to” essere pas­sati dal .

Di cer­to si trat­ta di un lavoro cer­tosi­no, dura­to cir­ca dieci anni, per com­piere tut­ta una serie di ricerche a ven­taglio, riferite alla vita di per­son­al­ità, a com­in­cia­re pro­prio da Alfred Nobel, il quale volle legare il suo nome a un’inizia­ti­va gen­erosa, la pri­ma for­ma di mece­natismo mod­er­no in un mon­do borgh­ese che ave­va per­du­to qua­si ogni con­tat­to con la realtà del­l’arte.

Com’è ris­a­puto, le sue ultime volon­tà furono cod­ifi­cate con un tes­ta­men­to redat­to a Pari­gi nel 1895, men­tre lo statu­to del­la Fon­dazione Nobel venne pro­mul­ga­to nel 1900.

Tul­lio Fer­ro, calzan­do gli sti­vali delle sette leghe, mal­ri­dot­ti per via di un per­cor­so dura­to svariati anni, è anda­to a “incon­trare” in ordine di tem­po i Pre­mi Nobel che sul Benà­co han­no las­ci­a­to sig­ni­fica­tive tes­ti­mo­ni­anze, con­fi­den­ze, com­men­ti, ric­chezze di pen­siero: “una cospicua ered­ità — come scrive il nos­tro autore nelle pre­messe del vol­ume — a ben­efi­cio di col­oro che san­no e sapran­no coglierne l’in­trin­seco val­ore”.

In prat­i­ca si trat­ta di un per­cor­so che si muove tra scien­za e , un per­cor­so che si svilup­pa in più di un sec­o­lo, un con­trib­u­to alla conoscen­za del nos­tro lago, reso da per­son­al­ità che han­no oper­a­to nei set­tori del­la fisi­ca, del­la chim­i­ca, del­la med­i­c­i­na del­la fisi­olo­gia, del­la let­ter­atu­ra e delle scien­ze eco­nomiche.

Fer­ro non è nuo­vo a sif­fat­ti impeg­ni, di inter­esse di tut­ta la comu­nità bena­cense.

Quan­do si par­la di cul­tura, e non di rado, ci si tro­va sem­pre più spes­so bloc­cati per la man­can­za di sol­di.

Noi siamo cer­ti, conoscen­do l’au­tore e il val­ore del­la sua indagine, di pot­er presto vedere un cor­poso vol­ume dal tito­lo “Pre­mi Nobel. Scien­za e poe­sia sul Gar­da” (edi­to da del viag­gio in Italia, Cen­tro uni­ver­si­tario di ricer­ca sul “Viag­gio in Italia”), mag­a­ri tradot­to pure in lin­gua inglese.

Il nos­tro gior­nale fa il tifo, in occa­sioni come ques­ta, per autori aman­ti di car­ta e inchiostro, per­ché, impeg­nati in una non facile cor­sa a osta­coli, pos­sano rag­giun­gere il loro tra­guar­do.

In tale per­cor­so, dopo Alfred Nobel, Tul­lio Fer­ro ci farà incon­trare J.H. Dunant, G.J. Domagk, O. Hahn, A. Flem­ing, S.A. Waks­man, W.L.S. Churchill, E. Hem­ing­way, S. Qua­si­mo­do, W. Brandt e altri quindi­ci Nobel che, non meno impor­tan­ti, allunghereb­bero trop­po ques­ta lista. Sen­za sve­lare dunque il “palinses­to” del­l’au­tore garde­sano, atten­di­amo con ansia l’us­ci­ta del suo libro, che por­ta la fir­ma del nos­tro ami­co e col­lab­o­ra­tore e del­la moglie Anna Pavanel­lo, preziosa e devota col­lab­o­ra­trice nelle ricerche storiche.

 

Pri­ma pub­bli­cazione il: 10 Octo­ber 2013 @ 10:07

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