L’architettura di Gavioli si aggiudica il Morando

Premio all’ideatore dell’Hollywood

30/09/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Mariateresa Ferrari

Il pre­mio Lodovi­co Moran­do ha volu­to ono­rare chi, con la pro­pria arte, fa conoscere il . L’evento si è svolto con un galà d’arte nel­la cor­nice del ris­torante Monte Felice. Tan­tis­sime le autorità del mon­do politi­co, eco­nom­i­co e cul­tur­ale che vi han­no pre­so parte, oltre ad artisti, musicisti e can­tan­ti. Tut­ti ami­ci di Fer­nan­do Moran­do, pres­i­dente dell’Ascom veronese, che per una ser­a­ta ha tralas­ci­a­to il ruo­lo isti­tuzionale per ricor­dare la memo­ria del padre pit­tore e musicista. Al suo fian­co, due pre­sen­ze fem­minili: la gior­nal­ista Clau­dia Fari­na e Mary Mar­garet Mucha­da, ambas­ci­atrice in Italia del­lo Zim­bab­we. Colpisce per il por­ta­men­to regale e il vis­toso duku, tipi­co copr­i­capo del­la sua ter­ra, che dis­tingue le donne sposate. Ringrazia per la preziosa atten­zione che quest’anno gli ami­ci del club Monte Felice ris­er­vano alla sua ter­ra. Sono loro i pro­mo­tori di un prog­et­to di for­mazione che prevede l’arrivo a Verona, a pri­mav­era, di una deci­na di ragazzi che studier­an­no alla scuo­la alberghiera per poi trasferire nel loro paese le conoscen­ze app­rese. Ospite d’onore del­la ser­a­ta, il vinci­tore di ques­ta quar­ta edi­zione, Gian­ni Gavi­o­li, architet­to noto per le dis­coteche che por­tano la sua fir­ma: due di casa nos­tra, lo stes­so Hol­ly­wood di e l’Ombelico a Domegliara, ma anche l’Energy di Cese­n­ati­co, il Par­adiso di Rim­i­ni, l’Ambassada Gavi­o­li in Slove­nia, il Fitz­car­ral­do di Arez­zo, il Papil­lon di San Gia­co­mo di Bren­ton­i­co (Tn). A lui è anda­to il Pre­mio Moran­do, un riconosci­men­to che vuole ricor­dare la memo­ria del pit­tore i cui pae­sag­gi, ded­i­cati al Gar­da e al , ma anche le nature morte e i ritrat­ti, riem­pi­ono le pareti del ris­torante. Su questi quadri è in cor­so uno stu­dio da parte del pit­tore Mau­r­izio Zanol­li. Il frut­to di ques­ta insoli­ta esplo­razione, mira­ta a met­tere in evi­den­za la strut­tura del dis­eg­no e la sua costruzione, ver­rà pre­sen­ta­to nei prossi­mi mesi nel cor­so di una ser­a­ta in memo­ria del pit­tore scom­par­so nel 1987. A pre­sentare il pre­mio è sta­to Fer­nan­do Moran­do: «Con noi stasera ci sono i prim­is­si­mi pre­miati, Car­lo Faval­li e Jan Lan­gosz; poi desidero ricor­dare il riconosci­men­to che abbi­amo dato al pit­tore Ben­i­to Tomez­zoli, scom­par­so da pochi mesi. Lo scor­so anno è sta­ta la vol­ta del grande scul­tore Pino Castagna. Stasera ono­ri­amo l’architettura e lo fac­ciamo con un artista architet­to». Moran­do, che ha vis­to Gavi­o­li all’opera, è rimas­to col­pi­to dal suo sen­so artis­ti­co: «Il prog­et­to è sul­la car­ta, ma, in fase di real­iz­zazione, il suo estro dà vita a vere e pro­prie opere d’arte che crea sul pos­to». A Gavi­o­li è anda­ta la scul­tura real­iz­za­ta da Nico­la Beber, un’importante opera in bron­zo, un por­tale, con­giun­zione sim­bol­i­ca tra l’umano e il divi­no, che il gio­vane scul­tore ha ideato lo scor­so anno apposi­ta­mente per questo premio.

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