Al botanico Hruska il «Briggs&Stratton» per il miglior giardino

Premio internazionale

08/06/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Il gia­rdi­no botan­i­co Hrus­ka di Gar­done Riv­iera ha rice­vu­to il pre­mio di «Briggs&Stratton» (Ami­ca del­la natu­ra) come migliore gia­rdi­no artis­ti­co-sper­i­men­tale d’I­talia. La moti­vazione: «Il per­cor­so si arti­co­la in diverse stanze, e la veg­e­tazione si ispi­ra a qua­si tut­ti i con­ti­nen­ti. Nel verde sono ospi­tate opere di vari artisti con­tem­po­ranei». Una giuria com­pos­ta da Giuseppe Bal­di, Ste­fano Cer­ca, Mas­si­mo Semo­la, Olivi­er Ger­ard, Lore­na Lom­broso e Judith Wade ha val­u­ta­to 59 parchi, esam­i­nan­do lo sta­to di con­ser­vazione delle piante, gli ele­men­ti architet­toni­ci, la sto­ria del luo­go, la pre­sen­za di servizi per i vis­i­ta­tori, l’e­sisten­za di cap­ola­vori nel verde, l’im­peg­no pro­fu­so per miglio­rare la vis­i­bil­ità del gia­rdi­no, la posizione geografi­ca e panoram­i­ca. Vinci­tore asso­lu­to è risul­ta­to «La Mortel­la» di Ischia, davan­ti a «Il gia­rdi­no di Nin­fa» (Lati­na), al Par­co reale di Mar­lia (Luc­ca), al gia­rdi­no inglese del­la reg­gia di Caser­ta, al Giusti di Verona. Il Hrus­ka fa parte invece delle pic­cole gran­di stelle, assieme alla limon­a­ia del­l’Im­pe­ri­ali­no di Firen­ze (gia­rdi­no sonoro), a Vil­la Rende di Cava dei Tir­reni (par­co cit­tadi­no) e a Vil­la Ercolani (per un’a­rau­caria di rara bellez­za). Il gia­rdi­no di Gar­done Riv­iera con­tiene 550 specie di piante prove­ni­en­ti da tut­ti i con­ti­nen­ti, e occu­pa una super­fi­cie di 8.500 metri quadri. Il medico Arturo Hrus­ka lo ha svilup­pa­to tra il 1910 e il 1971, con rus­cel­li arti­fi­ciali, tor­ren­ti e laghet­ti cop­er­ti di fiori, por­tan­do essen­ze dai suoi viag­gi nel mon­do. Una quindic­i­na di anni fa Andrè Heller, un artista mul­ti­me­di­ale vien­nese, cui è sta­to tra l’al­tro affida­to il com­pi­to di alle­stire la cer­i­mo­nia inau­gu­rale dei Mon­di­ali di cal­cio in Ger­ma­nia nel 2006, ha acquis­ta­to il gia­rdi­no, allo scopo di creare «un cen­tro di coscien­za eco­log­i­ca». Passeg­gian­do tra un sen­tiero e una cas­catel­la, ammi­ran­do il boschet­to dei bam­bù o costeggian­do i laghet­ti, si incon­tra­no anche le scul­ture di alcu­ni artisti inter­nazion­ali come Kei­th Har­ing, Roy Licht­en­stein e Mim­mo Pal­adi­no. La dic­i­tu­ra che com­pare sui bigli­et­ti di ingres­so è fir­ma­ta da Keit Har­ing, graf­fi­tista Usa.