Il Panathlon International del Garda ha presentato un'interessante iniziativa che si rivolge ai giovanissimi velisti.

Premio per i mini velisti

28/04/2000 in Sport
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Di Luca Delpozzo
Luca Belligoli

Il Panathlon Inter­na­tion­al del Gar­da in occa­sione del­la ser­a­ta orga­niz­za­ta all’Ho­tel Casa Mia, in onore dei velisti verone­si Clau­dio «Cic­cio» Celon e Car­lo Dino «Sel­la» Bonet­ti, che han­no fat­to parte del­l’e­quipag­gio di «Luna rossa» nel­l’ul­ti­ma edi­zione del­la Cop­pa Amer­i­ca, ha pre­sen­ta­to un’in­ter­es­sante inizia­ti­va che si riv­olge ai gio­vanis­si­mi velisti. Si trat­ta del prog­et­to «II Velista del 2000», un pre­mio ris­er­va­to ai ragazzi che gareg­giano nel­la classe . La par­ti­co­lar­ità di ques­ta inizia­ti­va sta nel fat­to che non saran­no pre­si in con­sid­er­azione sola­mente i risul­tati sportivi ma anche quel­li sco­las­ti­ci e il com­por­ta­men­to dei pic­coli atleti, den­tro e fuori i campi di rega­ta, che dovrà essere adegua­to al migliore fair play.Il Panathlon in col­lab­o­razione con Fraglia vela Peschiera, Cen­tro nau­ti­co , Lega navale ital­iana di Gar­da, Yacht­ing club Tor­ri, Cir­co­lo nau­ti­co Bren­zone, Yacht club Acquafres­ca, Fraglia vela Mal­ce­sine e Com­pag­nia delle Derive asseg­n­er­an­no a fine sta­gione ai pri­mi clas­si­fi­cati elle cat­e­gorie Cadet­ti fem­minile (89–92), Cadet­ti maschile (89–92), Juniores fem­minile (85–88) e Juniores maschile (85–88) il riconosci­men­to «II velista del 2000» che con­siste in un diplo­ma di mer­i­to e in un asseg­no di 500mila lire. Inoltre i vinci­tori per tut­ta la sta­gione 2001 porter­an­no sul­la pro­pria imbar­cazione il logo del club Panathlon Ihter­na­tion­al del Gar­da. L’inizia­ti­va del Panathlon in favore delle nuove leve del­la vela veronese è sta­ta accol­ta con entu­si­as­mo anche dai cam­pi­oni di Auck­iand Celon e Bonet­ti pro­tag­o­nisti del­la ser­a­ta. «Nel­la finale con­tro i neoze­landesi non pote­va­mo fare di più», ha con­fes­sato Celon. «Bat­tere tut­ti gli sfi­dan­ti nel­la Vuit­ton up, che abbi­amo vin­to con mer­i­to, e guadagnare la finalis­si­ma con i Kiwi è il mas­si­mo a cui pote­va­mo aspi­rare. In Italia la spe­cial­ità dei match race (le regate uno con­tro uno) deve svilup­par­si ulte­ri­or­mente per com­petere con i migliori del mon­do. Se noi aves­si­mo gareg­gia­to con la bar­ca degli Ali Black avrem­mo per­so comunque, mag­a­ri non per cinque a zero ma per cinque a uno. Il loro equipag­gio era net­ta­mente supe­ri­ore al nostro».«Il team Pra­da dispone­va di gran­di mezzi eco­nomi­ci», ha spie­ga­to Bonet­ti, «e a dif­feren­za di molti nos­tri avver­sari abbi­amo potu­to allenar­ci e preparare le barche per tre anni a tem­po pieno».«Alla prossi­ma edi­zione del­la Cop­pa Amer­i­ca, nel 2001, Fra­da ci sarà sen­z’al­tro», han­no assi­cu­ra­to Celon e Bonet­ti. «Si fan­no sem­pre più insis­ten­ti le voci di un sec­on­do con­sorzio ital­iano guida­to dal­la famiglia Benet­ton ma per ora non c’è nul­la di sicuro».Intanto gli impeg­ni ago­nis­ti­ci con­tin­u­ano; Clau­dio Celon è impeg­na­to nel­la selezione olimpi­ca con il Sol­ing e Bonet­ti fa la spo­la tra Tor­ri e il Mar dei Caraibi per parte­ci­pare ad impor­tan­ti regate d’altura.

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