Riconoscimento alla Betonrossi di Piacenza che all’inizio dell’anno ha avviato un impianto a Ca’ Isidora. Una nuova centrale per la produzione di calcestruzzo da impiegare nell’edilizia

Premio per tecnologia e rispetto dell’ambiente

15/05/2004 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Non sola­mente tur­is­mo , agri­coltura, e terme, a Lazise. Ma anche inse­di­a­men­ti indus­tri­ali e arti­gianali di tut­to rispet­to. Uno fra tut­ti: la cen­trale di bet­on­ag­gio del­la Beton­rossi Spa con sede a Pia­cen­za e con una impor­tante e nuo­vis­si­ma filale in local­ità Cà Isido­ra, sul­la provin­ciale Verona-Lago, subito dopo il macel­lo. Su un’area di cir­ca ottomi­la metri qua­drati è sta­ta atti­va­ta una cen­trale di bet­on­ag­gio per la pro­duzione di cal­ces­truz­zo da imp­ie­gare nell’edilizia. Ha una super­fi­cie cop­er­ta di 1.600 metri qua­drati di cui 200 des­ti­nati a uffi­ci e lab­o­ra­tori men­tre 1.400 sono occu­pati dall’impiantistica. È in fun­zione dalll’inizio dell’anno e ha già acquisi­to un pre­mio di tut­to rilie­vo: il pri­mo pos­to come mod­el­lo pro­dut­ti­vo avan­za­to di ulti­ma gen­er­azione basato su una inno­vazione tec­no­log­i­ca e di sicurez­za, nonchè del rispet­to ambi­en­tale, di pri­mor­dine. Sicu­ra­mente il pri­mo a liv­el­lo europeo. Pro­prio per questo si è por­ta­to a casa il pri­mo pre­mio asseg­na­to dall’Atecap (Asso­ci­azione dei pro­dut­tori ital­iani di cal­ces­truz­zo). Ogni giorno da Cà Isido­ra partono per i cantieri edili del­la zona una ses­san­ti­na di beton­pompe (auto­be­toniere) cariche di cal­ces­truz­zo liq­ui­do. Si pro­ducono quin­di, in media dai 300 a 500 metri cubi di cal­ces­truz­zo al giorno. L’impianto per ora è sot­tosti­ma­to essendo anco­ra in fase di avvio e rodag­gio. Entro la fine dell’anno potrà pro­durre un ulte­ri­ore 30 per cen­to in più del cal­ces­truz­zo ora real­iz­za­to. L’impianto è com­ple­ta­mente autom­a­tiz­za­to a mez­zo di sei postazioni video e un solo oper­a­tore svolge tutte le fun­zioni atte alla real­iz­zazione del cal­ces­truz­zo liq­ui­do. Dai due silos di ghi­a­ia, su nas­tro trasporta­tore, si dipartono le nec­es­sarie quan­tità di mate­ria pri­ma che ven­gono mis­ce­late con cemen­to e acque: in un min­u­to viene prodot­to cal­ces­truz­zo per un metro cubo. L’operatore dall’ufficio dispone il cari­co nell’autobetoniera e a fine lavo­razione invia diret­ta­mente all’autista la bol­la di con­seg­na. «È tut­to pro­gram­ma­to e preordinato»,spiega Erman­no Zeni, «l’operatore che di fat­to prepara il cal­ces­truz­zo e se il peso o la ghi­a­ia sono al di sot­to del­la quan­tità stan­dard, non inizia la lavo­razione. Sono venu­ti ormai da tut­to il mon­do a vedere l’impianto di Lazise: dai giap­pone­si, ai tedeschi, agli africani». Alla Beton­rossi fun­ziona, inoltre un attrez­za­to lab­o­ra­to­rio, i cui tec­ni­ci provve­dono alla real­iz­zazione delle «ricette di cari­co», ovvero alla preparazione tec­ni­ca delle mis­cele da pro­durre nell’impianto di bet­on­ag­gio. Nel lab­o­ra­to­rio oper­a­no un ingeg­nere e un geome­tra, che anal­iz­zano le capac­ità gran­uletiche del­la mate­ria pri­ma e ver­i­f­i­cano le cam­pi­ona­ture del cal­ces­truz­zo prodotte per i sin­goli cantieri. Gli stes­si ven­gono quin­di sta­gionati e col­lo­cati sot­to la pres­sa di rot­tura per le ver­i­fiche tec­niche più dis­parate. Il nuo­vo impianto Beton­rossi è ad emis­sione zero con rici­clo totale di acqua conosci­u­to a liv­el­lo mon­di­ale con la espres­sione tec­ni­ca «no waste plant», sconosci­u­ta ai non addet­ti ai lavori ma che rap­p­re­sen­ta per la nos­tra provin­cia e per la realtà garde­sana una delle imp­rese più eco­logiche pos­si­bili e per con­tro di più ele­va­to stan­dard indus­tri­ale e tecnologico.

Parole chiave: