La fondatrice della comunità Shalom ha ricevuto il riconoscimento alla bontà. Insigniti anche Giuseppe Navoni (Ail) e «Il Cireneo».BR>La religiosa: «Abbiamo voluto l’indipendenza dallo Stato per poter operare liberamente»

Premio Unci a suor Rosalina

25/05/2009 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
G.C.C.

Il pre­mio alla bon­tà Unci Provin­cia di Bres­cia 2009, asseg­na­to lo scor­so 29 mar­zo dall’assemblea dei cav­a­lieri bres­ciani pre­siedu­ta da Bruno Croveg­lia, è sta­to con­seg­na­to ieri al Pres­i­dent Hotel di Ron­cadelle a suor Ros­ali­na Rava­sio del­la comu­nità Shalom.Alla cer­i­mo­nia han­no parte­ci­pa­to Ennio Radi­ci e pres­i­dente e vicepres­i­dente nazionale Unci, Tina Maz­za, pres­i­dente nazionale donne Unci e Ettore Alipran­di, sin­da­co di Castelmella.CROVEGLIA HA LETTO la moti­vazione del pre­mio con­seg­na­to alla fon­da­trice (nel 1986) del­la comu­nità Shalom che si occu­pa «gra­tuita­mente di 230 gio­vani: 155 ragazzi e 75 ragazze, prove­ni­en­ti da più par­ti decisi ad uscire dal­la realtà del­la dro­ga per rein­serir­si, nel­la soci­età» ed è sta­ta in gra­do di met­tere al loro servizio una «casa ampia ed accogliente cresci­u­ta a poco a poco, gra­zie alla labo­riosità di tan­ti volon­tari che han­no mes­so a dis­po­sizione, gra­tuita­mente la pro­pria pro­fes­sion­al­ità, la pro­pria forza lavoro ed il mate­ri­ale nec­es­sario». Croveg­lia ha aggiun­to di avere fat­to visi­ta alla comu­nità e di essere rimas­to col­pi­to dal «cli­ma di parte­ci­pazione dei ragazzi che lavo­ra­no insieme con entu­si­as­mo per procu­rare le risorse nec­es­sarie a far vivere la comu­nità e per crescere stu­dian­do con un centi­naio di inseg­nan­ti volontari».Suor Ros­ali­na, ringrazian­do per il pre­mio ha sot­to­lin­eato la scelta di non con­ven­zionar­si con lo Sta­to ma di oper­are con i pro­pri mezzi: «I prob­le­mi ci sono ma è una sod­dis­fazione vedere 270, quan­ti sono ora, ragazzi e ragazze che ogni giorno si siedono a tavo­lo, pregano e lavo­ra­no. Le dif­fi­coltà ci sono ma con­ti­amo su 150 famiglie che lavano e sti­ra­no, su 108 inseg­nan­ti che inseg­nano gratis a quan­ti stu­di­ano su 2 mila volon­tari che ci sostengono»La reli­giosa ha annun­ci­a­to che la comu­nità, che opera a Palaz­zo­lo, Pon­toglio e Vil­la d’Adda ha deciso di offrire la sua accoglien­za anche ai minori di 13 anni, alle prese con l’ anores­sia e il dis­a­gio e non solo con la tossi­codipen­den­za. Suor Ros­ali­na ricor­da l’esperienza di «un’anoressica, arriva­ta in comu­nità dopo otto ten­tati sui­ci­di che è rius­ci­ta gra­zie alla preghiera a portare a ter­mine una mater­nità che i medici ritenevano molto a ris­chio dan­do la vita ad un bim­bo sano — ha con­clu­so -. Abbi­amo volu­to l’indipendenza dal­lo Sta­to per pot­er oper­are lib­era­mente seguen­do sem­pre la fede: meglio poveri ma liberi».CONSEGNATO il pre­mio a suor Ros­ali­na, i ver­ti­ci Unci han­no pre­mi­a­to dot­tor Giuseppe Navoni (pres­i­dente dell’Ail di Bres­cia) e i volon­tari del­la onlus «Il Cire­neo» nata nel 1994 a Gar­done Val­trompia. i cui volon­tari «oper­a­no nel cam­po del­la coop­er­azione, sen­za scopo di lucro e attra­ver­so prestazioni per­son­ali, volon­tarie e gra­tu­ite».

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