Positivo il bilancio del lavoro svolto dalla motovedetta della Guardia di finanza, ma c’è un nuovo problema da affrontare. Boom sul lago del «kitesurf», ma aumentano anche gli interventi di soccorso

Preoccupano i «surfisti volanti»

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Ques­ta estate la ha effet­tua­to sul 32 inter­ven­ti, soc­cor­ren­do 51 per­sone. «La sta­gione appe­na con­clusa — han­no ricorda­to il cap­i­tano Andrea Bel­lo, respon­s­abile del­la Com­pag­nia di Bres­cia, e il luo­gote­nente Achille Lo Pre­ja­to, coman­dante del­la Briga­ta di Salò — è sta­ta carat­ter­iz­za­ta da un cli­ma par­ti­co­lar­mente cal­do, ma le gior­nate ven­tose han­no provo­ca­to onde in gra­do di met­tere in dif­fi­coltà i diportisti. «In alcu­ni casi la per­izia marinaresca e le non comu­ni doti di cor­ag­gio mostrate dai mil­i­tari si sono riv­e­late fon­da­men­tali per la felice rius­ci­ta delle oper­azioni. Una men­zione par­ti­co­lare va fat­ta a col­oro che, nel­la rega­ta del Gor­la a Gargnano, han­no con­tribuito a trarre in sal­vo le per­sone cadute in acqua a segui­to del rib­al­ta­men­to o addirit­tura del­l’af­fon­da­men­to delle loro barche, sor­p­rese da un’im­provvisa bur­ras­ca. «In un’al­tra occa­sione si è evi­ta­to che un incen­dio divam­pa­to nel por­to di Portese, in ter­ri­to­rio di San Felice del Bena­co, si propa­gasse e coin­volgesse un numero mag­giore di moto­scafi, fino all’ar­ri­vo dei Vig­ili del fuo­co». Dal ’97 le Fiamme gialle sono pre­sen­ti a Salò con una squadriglia, che «si dis­tingue per effi­cien­za e tem­pes­tiv­ità». Quest’an­no, alle due unità già esisten­ti (la motovedet­ta e il pic­co­lo gom­mone), si è aggiun­to un velocis­si­mo scafo d’al­tura, seques­tra­to a un clan di albane­si, che lo uti­liz­za­vano per attra­ver­sare il canale d’O­tran­to, por­tan­do dis­perati e scat­oloni di sigarette di con­tra­b­ban­do. «Pos­si­amo nav­i­gare anche in avverse con­dizioni mete­o­ro­logiche — aggiun­gono Bel­lo e Lo Pre­ja­to -. Garan­ti­amo un servizio per tut­to l’an­no. I nos­tri com­pi­ti: di polizia finanziaria, di pat­tuglia­men­to final­iz­za­to alla pre­ven­zione dei reati e degli illeciti di varia natu­ra, di coop­er­azione nel soc­cor­so da prestare sec­on­do le modal­ità dis­poste di vol­ta in vol­ta dalle autorità com­pe­ten­ti. Il con­sun­ti­vo del peri­o­do mag­gio-agos­to: 92 uscite, 4.283 miglia per­corse, 937 unità con­trol­late, 487 ore di moto e 86 ver­bali ele­vati». Oltre agli inter­ven­ti citati sopra. «Qua­si tut­ti i ver­bali riguardano la sot­to cos­ta: moto­scafi trop­po vici­no alle spi­agge o che viag­giano a veloc­ità ecces­sive — spie­ga il mares­cial­lo Vin­cen­zo Mar­ra­no -. Gli stranieri han­no l’ob­bli­go di pagare subito, altri­men­ti rischi­ano il seque­stro del mez­zo. Le curiosità? Beh, i tedeschi ne inven­tano una più del diavo­lo, e ogni estate arrivano con qual­cosa di nuo­vo: canoe a motore, banane gon­fi­a­bili, ecc. «C’è poi la ques­tione del kitesurf, che sta sop­pi­antan­do le tav­ole a vela. Non esiste una nor­ma­ti­va, e col­oro che prat­i­cano questo sport in molti casi sot­to­va­l­u­tano i rischi del lago. Escono col ven­to e, quan­do cala, si trovano in dif­fi­coltà. Così restano al largo, da soli. Allo­ra arri­va la tele­fona­ta che avverte le cen­trali oper­a­tive del 118, i (112), noi (117) o la : ehi, il mio ami­co non è anco­ra rien­tra­to, non potete inter­venire? Occor­rerebbe obbli­gar­li ad avere almeno una bar­ca di appog­gio, come per i sub». La prat­i­ca del kitesurf, che con­sente salti e acrobazie a pelo del­l’ac­qua, è let­teral­mente esplosa. Inven­ta­to da due fratel­li france­si nell’82, è sta­to lan­ci­a­to cinque anni fa nelle isole Haway dal grande cam­pi­one di wind­surf Roby Nash. Prevede l’u­so di una tavola, una vela sim­i­le a un aquilone di grandez­za vari­abile tra i 6 e i 18 metri (col­le­ga­ta a un boma con due o quat­tro cavi, lun­go cir­ca 30 metri) e un trapezio. I più esper­ti lo prat­i­cano anche d’in­ver­no, quan­do le spi­agge sono vuote. Nel ten­ta­ti­vo di evitare il fenom­e­no del bullis­mo, in alcune zone (esem­pio al lido di Navene di Mal­ce­sine) han­no introdot­to un rego­la­men­to, con norme ben pre­cise da rispettare. E chi ama fare manovre super­ac­ro­batiche sot­to­cos­ta viene subito allon­tana­to dai gommoni.

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