Gli "Itinerari del gusto". Il turismo gardesano punta sul mangiar bene

Presentata la guida 2000 della Comunità del Garda

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Di Luca Delpozzo
Claudio Andrizzi

La rin­no­va ed aggior­na gli «Itin­er­ari del Gus­to». Questo infat­ti è il tito­lo del­la gui­da che, lan­ci­a­ta alcu­ni anni fa dal­l’ente che asso­cia i prin­ci­pali comu­ni del­l’area garde­sana, ha incon­tra­to un grande suc­ces­so, andan­do rap­i­da­mente esauri­ta nonos­tante una tiratu­ra elevatissima.Ora arri­va l’edi­zione 2000, inseri­ta nel­la col­lana di guide mono­gra­fiche Gar­da Pock­et e pre­sen­ta­ta giovedì sera dal pres­i­dente del­la Comu­nità Ade­lio Zanel­li nel­la cor­nice del­la Spia d’I­talia, azien­da vitivini­co­la ed agri­t­ur­is­ti­ca di Lona­to che rap­p­re­sen­ta tra l’al­tro un esem­pio lam­pante del pri­ma­to qual­i­ta­ti­vo che carat­ter­iz­za ormai pien­amente il paniere delle pro­duzioni agroal­i­men­ta­ri del baci­no benacense.Un pri­ma­to che fino non molti anni fa gio­ca­va indub­bi­a­mente un ruo­lo di sec­on­do piano nel­l’of­fer­ta tur­is­ti­ca garde­sana, essendo poco conosci­u­to ed anche poco pro­mozion­a­to. Col tem­po tut­tavia le cose sono cam­bi­ate: nelle esi­gen­ze di una fet­ta anco­ra minori­taria ma sen­za dub­bio in costante cresci­ta del­l’uten­za tur­is­ti­ca ha com­in­ci­a­to ad avan­zare una pre­cisa richi­es­ta di fruizione glob­ale del ter­ri­to­rio, con cul­tura, arte, ambi­ente ed enogas­trono­mia a gio­care ruoli inter­cam­bi­a­bili ed ugual­mente significativi.E con la pri­ma edi­zione degli «Itin­er­ari del Gus­to», la Comu­nità del Gar­da ha saputo antic­i­pare ques­ta ten­den­za che nat­u­ral­mente ha avu­to come pre­sup­pos­to non solo la riscop­er­ta dei prodot­ti garde­sani, ma anche il costante miglio­ra­men­to qual­i­ta­ti­vo degli stes­si mes­so in atto da un com­par­to pro­dut­ti­vo sem­pre più pro­fes­sion­ale e maturo.Ora la nuo­va edi­zione del­la gui­da, che sarà stam­pa­ta in 50 mila copie da dif­fondere sia in Italia che all’es­tero, arri­va a gio­care sul ter­reno di un dis­cor­so decisa­mente già più con­sol­ida­to rispet­to ad alcu­ni anni fa: e Io fa esi­ben­do qua­si con orgoglio sia le carat­ter­is­tiche tec­niche dei prin­ci­pali prodot­ti del­l’area garde­sana (i vini, l’o­lio extravergine d’o­li­va, i pesci, i tartu­fi) che gli ind­i­rizzi e i rifer­i­men­ti dei con­sorzi e delle asso­ci­azioni deman­date alla cer­ti­fi­cazione del­la qualità.«Ma atten­zione, non si trat­ta del­la soli­ta gui­da ai ris­toran­ti — ha spie­ga­to l’al­tra sera il pres­i­dente Zanel­li — quan­to di una gui­da ai ter­ri­tori, che las­cia al tur­ista più atten­to e curioso, quel­lo amante del­l’enogas­trono­mia e del­la buona tavola, il giacere del­la scop­er­ta dei luoghi ove meglio si inter­pre­ta la val­oriz­zazione dei gusti del lago. Alla pre­sen­tazione di Lona­to era pre­sente anche Ange­lo Peretti, gior­nal­ista e gas­tronomo esper­to di cuci­na garde­sana, che, ha arric­chi­to la gui­da con sei ricette tipiche, una per ogni itin­er­ario pro­pos­to (Gar­da trenti­no, Alto Gar­da bres­ciano, Valte­n­e­si, Col­li stori­ci, Medio lago veronese, Alto Gar­da veronese e Monte Baldo).n risul­ta­to suona qua­si come un invi­to alla riscop­er­ta di una vocazione aut­en­ti­ca e sig­ni­fica­ti­va del lago, lan­ci­a­to come sfi­da non solo ai tur­isti, ma anche a tutte quelle isti­tuzioni, comu­nali e sovra­co­mu­nali, e a tut­ti quegli oper­a­tori che in mate­ria di tur­is­mo si sono fino ad oggi dimostrati molto più sen­si­bili alle sirene del­la quan­tità che a quelle, meno imme­di­ata­mente appariscen­ti ma sicu­ra­mente più lungimi­ran­ti, del­la qualità.

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