Ottanta chilometri da Gardone Riviera a Sirmione, tre marchi doc cantine, ristoranti e alberghi: è la scommessa del terzo millennio

Presentata la strada enogastronomica del Benaco

Di Luca Delpozzo
Claudio Andrizzi

E’ forse il più sig­ni­fica­ti­vo prog­et­to di pro­mozione tur­is­ti­ca lan­ci­a­to negli ulti­mi anni sul : una pro­pos­ta che andrà a regime solo fra un anno, ma che fin d’ora promette di col­lo­care final­mente anche la spon­da bres­ciana del lago nei red­di­tizi par­a­disi dell’enoturismo, riqual­i­f­i­can­done e ripo­sizio­nan­done l’immagine sul mer­ca­to tur­is­ti­co. Il rifer­i­men­to è alla «Stra­da dei Vini Bres­ciani del Gar­da», 80 chilometri di itin­er­ario cir­co­lare tra Gar­done e Sirmione, a coprire i ter­ri­tori delle tre doc bena­cen­si (Gar­da Clas­si­co, Lugana e San Mar­ti­no del­la Battaglia): un prog­et­to ambizioso, che si inserisce nel sol­co di una realtà ormai con­sol­i­da­ta non solo Italia, dove sono note le strade del toscane e umbre, ma anche a liv­el­lo europeo. Lan­ci­a­ta per la pri­ma vol­ta ieri con una con­feren­za stam­pa al Palaz­zo del Tur­is­mo di Desen­zano, già finanzi­a­ta da un con­trib­u­to del­la Regione, la Stra­da è un prog­et­to in cantiere ormai da qualche mese: risal­go­no infat­ti alla scor­sa pri­mav­era i pri­mi incon­tri sfo­ciati, due set­ti­mane fa, nel­la cos­ti­tuzione di un’associazione no prof­it con rego­lare con­siglio di ammin­is­trazione. Il sodal­izio, che com­prende una venti­na tra i prin­ci­pali pro­dut­tori vini­coli del­la zona e che è pre­siedu­to da Andrea Guet­ta, si occu­perà di gestire la pri­ma fase del prog­et­to, che con­sis­terà essen­zial­mente in una cap­il­lare azione di pro­mozione sul ter­ri­to­rio nei con­fron­ti dei pos­si­bili futuri soci, che non sono solo can­tine, ris­toran­ti o strut­ture tur­is­tiche, ma anche enti locali, isti­tuzioni, comu­ni, impren­di­to­ria pri­va­ta. L’obiettivo? Rac­cogliere entro set­tem­bre un centi­naio di nuovi soci, eleg­gere un nuo­vo con­siglio di ammin­is­trazione e preparare l’operazione di lan­cio del nuo­vo prodot­to tur­is­ti­co sui raf­fi­nati mer­cati dell’enoturismo. «Mer­cati che — ha spie­ga­to ieri Lui­gi Franchi, coor­di­na­tore tec­ni­co del prog­et­to — stan­no attra­ver­san­do al momen­to attuale la loro fase di mas­si­ma espan­sione. Basti pen­sare che solo fino a quat­tro anni fa qua­si nes­suno pro­ponene­va pac­chet­ti tur­is­ti­ci cal­i­brati su questo tipo di offer­ta: oggi solo in Italia se ne con­tano più di 400, diret­ti soprat­tut­to a un’utenza medio-alta, straniera, con l’area del mar­co, già strate­gi­ca per il Gar­da, a trainare il set­tore. E non par­liamo cer­to di pac­chet­ti mor­di e fug­gi: questi prodot­ti preve­dono sem­pre almeno un per­not­ta­men­to. Insom­ma, sono quel­li che a lun­go andare raf­forzano l’economia». Nel­la sostan­za la Stra­da del Vino garde­sana (ter­zo prog­et­to bres­ciano dopo le strade di Fan­ci­a­cor­ta e dei Col­li dei ) sarà un cir­cuito che com­pren­derà can­tine, ris­toran­ti, alberghi, aziende pro­dut­tri­ci di (for­mag­gi, salu­mi, olio d’oliva), isti­tuzioni cul­tur­ali (si par­la del Vit­to­ri­ale come del­la di Lona­to): tan­ti sogget­ti legati da un uni­co comune denom­i­na­tore, il vino, da un mar­chio (pre­sen­ta­to ieri), e da un dis­ci­pli­nare che obb­ligherà le aziende a una serie di stan­dard min­i­mi di qual­ità e ospi­tal­ità. Il tut­to a ben­efi­cio di un tur­ista emer­gente che, oltre a sole e lago, cer­ca anche cul­tura, ambi­ente e pro­duzioni del ter­ri­to­rio. Con il vino in tes­ta. «Sap­pi­amo bene che ques­ta pro­pos­ta si inserisce in un con­testo già molto potente dal pun­to di vista tur­is­ti­co — ha det­to Andrea Guet­ta -. Ma siamo anche con­vin­ti del fat­to che entro qualche anno l’enoturismo potrà diventare un set­tore trainante anche per noi». Ci cre­dono i pro­dut­tori, ma anche i ris­tora­tori e gli alber­ga­tori, rap­p­re­sen­tati ieri rispet­ti­va­mente dal pres­i­dente dell’Arthob Beppe Dat­toli e da Vit­to­rio Ceri­ni, vicepres­i­dente del con­sorzio alber­ga­tori di Desen­zano. «E’ un’iniziativa che rap­p­re­sen­ta il futuro del Gar­da — han­no det­to — e che ha come pre­sup­pos­to anche quel­lo non trascur­abile del­la dife­sa di un ambi­ente sem­pre più minacciato».