-

Presentato il grana padano con il marchio Vero italiano

23/06/2004 in Enogastronomia
Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Pur non essendo ques­ta zona di pro­duzione tipi­ca, il grana padano è entra­to in sce­na anche a Lazise. Sul­la sce­na è entra­to il grana padano a mar­chio Vero Ital­iano, for­mag­gio tipi­co padano Dop (denom­i­nazione d’origine pro­tet­ta), sen­za Ogm (organ­is­mi geneti­ca­mente mod­i­fi­cati). Lo han­no por­ta­to i ris­tora­tori dell’associazione ris­tora­tori di Lazise con il patrocinio dell’associazione alber­ga­tori, dell’Asco, del­la Lael, dell’associazione campeg­gia­tori e di Lazise pro­duce, con la col­lab­o­razione degli asses­so­rati alle politiche agri­cole, del com­mer­cio e del tur­is­mo. A pre­sentare Vero ital­iano, all’albergo Casablan­ca, alla pre­sen­za degli oper­a­tori eco­nomi­ci garde­sani, il pres­i­dente di Lat­te ital­iano srl, la soci­età che pro­duce e com­mer­cial­iz­za il nuo­vo grana padano Dop, Vil­mare Gia­co­mazzi, accom­pa­g­na­to dal rap­p­re­sen­tante dei pro­dut­tori Simone Dos­si. Il padano sen­za Ogm è prodot­to da 35 soci e da 22 con­fer­en­ti che oper­a­no a Verona ed a Vicen­za. Rap­p­re­sen­ta un prog­et­to forte­mente volu­to da alcu­ni all­e­va­tori, teso a offrire al con­suma­tore un prodot­to sicuro e gen­uino. Ecco per­ché i ris­tora­tori di lazise inten­dono uti­liz­zare questo nuo­vis­si­mo grana per con­fezionare i loro piat­ti tipi­ci, pesce com­pre­so. «È un prog­et­to», ha spie­ga­to Gia­co­mazzi, «che parte dall’esperienza del comi­ta­to spon­ta­neo dei pro­dut­tori agri­coli (Cospa) e dal ruo­lo che esso ha svolto nel set­tore agroal­i­menta­re. I pro­dut­tori han­no volu­to quin­di sen­tir­si art­efi­ci del pro­prio futuro e di entrare in diret­to con­tat­to con il con­suma­tore». «Vale per noi», ha con­tin­u­a­to Gia­co­mazzi, «il con­cet­to del “qui pro­duco, quì con­sumo”. Il nos­tro è un prodot­to con il codice di rin­trac­cia­bil­ità, con­sente quin­di di ver­i­fi­carne davvero la prove­nien­za, intera­mente ital­iana». Sono oltre 1,200 i quin­tali di lat­te con­fer­i­ti dai soci alla Lat­te ital­iano per real­iz­zare il grana padano. Ogni giorno nei tre caseifi­ci con­ven­zionati ven­gono prodot­ti 74 quin­tali di for­mag­gio Dop sen­za Ogm. Le forme oggi in sta­gion­atu­ra sono oltre 80mila. Una qual­ità sen­za com­pro­mes­si, cer­ti­fi­ca­ta da Legam­bi­ente, che ha autor­iz­za­to sola­mente tre mangim­i­fi­ci per con­sen­tire la for­ni­tu­ra di prodot­ti alta­mente qual­i­ta­tivi in gra­do di sod­dis­fare gli stret­ti dis­ci­pli­nari che la stes­sa orga­niz­zazione ha sti­la­to per garan­tirne sicurez­za e affid­abil­ità agli all­e­va­tori. «Oltre al grana padano, tra breve», spie­ga Alessio Mar­ti­ni, respon­s­abile com­mer­ciale di Lat­te ital­iano, «com­mer­cial­izzer­e­mo una caciot­ti­na tipi­ca. La met­ter­e­mo in ven­di­ta nel­la pic­co­la e media dis­tribuzione, pres­so quei negozianti che amano la qual­ità ed il prodot­to garan­ti­to. C’è allo stu­dio la real­iz­zazione di alcu­ni pun­ti ven­di­ta diret­ti che andremo a denom­inare Il casale di Vero ital­iano. Lì sarà pos­si­bile, per il con­suma­tore, acquistare il prodot­to di alta qual­ità». Dopo la pre­sen­tazione di Vero ital­iano è inizia­ta una ampia e var­ie­ga­ta degus­tazione, un buf­fet di grande effet­to e una selezione di otti­ma qual­ità. Dal for­mag­gio puro e sem­plice, accom­pa­g­na­to con le pere, con l’ananas, con il mel­one e l’anguria, sen­za tralas­cia­re la frago­la. Non pote­vano man­care gli stuzzi­chi­ni a base di pesce di lago e grana. «Questo è il prodot­to che cer­cava­mo da tem­po per le nos­tre tav­ole», sot­to­lin­ea Sante Pasquali­ni, pres­i­dente dei ris­tora­tori di Lazise, «e pro­prio con ques­ta alta qual­ità noi cercher­e­mo di sposare la nos­tra cuci­na tipi­ca per val­oriz­zarla e per portare al con­suma­tore la certez­za che con­sumerà prodot­ti sani e cer­ti­fi­cati. Siamo quin­di alla vera sicurez­za ali­menta­re». Con­clude Pasquali­ni: «Era ora che ques­ta sicurez­za affio­rasse final­mente. Per il bene di chi si occu­pa di ris­torazione e del consumatore».