Il volume parla della Comunità bresciana di fronte al problema penitenziario nel secolo XIX .

Presentato il libro di Gianacrlo Zappa

17/04/2001 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
Silvio Stefanoni

Qualche tem­po fa è sta­to pre­sen­ta­to a Bres­cia il libro “ La Cit­tà esclusa “ del Dott . Gian­car­lo Zap­pa . Il vol­ume par­la del­la Comu­nità bres­ciana di fronte al prob­le­ma pen­iten­ziario nel sec­o­lo XIX . Non vogliamo entrare nel mer­i­to del­la pub­bli­cazione , lo han­no già fat­to gli esper­ti in mate­ria ; ci vogliamo sof­fer­mare sull’Uomo Gian­car­lo Zap­pa , vis­to che abbi­amo avu­to l’onore di conoscer­lo e di godere del­la sua ami­cizia . Gian­car­lo Zap­pa bres­ciano : la famiglia è orig­i­nar­ia di Lodri­no , pas­sa la sua giovinez­za a Poz­zolen­go dove il papà Pietro dal 1938 è Seg­re­tario Comu­nale . La bufera del­la guer­ra che ha scon­volto l’Europa è ces­sa­ta , nel pic­co­lo paese col­linare di Poz­zolen­go la vita preva­len­te­mente agri­co­la pro­cede tran­quil­la . Gian­car­lo fre­quen­ta il Liceo clas­si­co a Desen­zano del Gar­da , poi l’ Cat­toli­ca a . Il tem­po libero è con gli ami­ci nel­la casa di Don Sev­eri­no Pezzi­ni che è il coau­di­a­tore ( in ger­go pae­sano il cura­to ) del Par­ro­co Don Emilio Zop­pi . Quel­la di Don Sev­eri­no che vive con la mam­ma Albi­na non è una sem­plice abitazione , nel pomerig­gio , ma soprat­tut­to alla sera si trasfor­ma in una specie di ritro­vo per i ragazzi che fre­quen­tano la Chiesa . Non c’è un cin­e­ma ( se c’è per un ragaz­zo non è facile come oggi andare a vedere uno spet­ta­co­lo ) , non c’è l’oratorio e così ci si ritrova­va tut­ti li da don sev­eri­no , operai , con­ta­di­ni , stu­den­ti . Eccoi allo­ra con Gian­car­lo Zap­pa , Ugo Mulas ( diven­terà un grande fotografo 9 , Fran­co Piavoli ( l’autore di Piane­ta Azzur­ro , Voci nel tem­po ) e altri .Non c’è neanche un cam­po sporti­vo : si gio­ca a cal­cio in un pic­co­lo appez­za­men­to di ter­reno dove si tiene il mer­ca­to . Don Sev­eri­no com­pera sei maglie per una squadret­ta a sette : il portiere può farne a meno e Gian­car­lo Zap­pa ne diven­ta : allena­tore , arbi­tro , diri­gente , sec­on­do le neces­sità . E ‘ anche un appas­sion­a­to di teatro : quante comme­die ( per soli maschi , allo­ra era proibi­ta la promis­cuità ) recitate con il fratel­lo Alber­to , Loren­zo Ped­er­zoli Gugliel­mo dal Cor­so e altri , là su quel pic­co­lo pal­cosceni­co del teatri­no dell’Asilo Biolchi . Poi le gite in mon­tagna . Una set­ti­mana a zon­zo a pie­di zaino in spal­la e via da un rifu­gio all’altro . Poi la lau­rea , la cari­era giudiziaria , la mag­i­s­tratu­ra : nel 1974 è il Sos­ti­tu­to Procu­ra­tore di Bres­cia che si occu­pa di uno dei pri­mi sequestri di per­sona con finale tragi­co , quel­lo dell’industriale Lovati trova­to bru­ci­a­to nel bagagli­aio di una macchi­na nelle cam­pagne di Poz­zolen­go . Poi la car­ri­era di giu­dice di pres­i­dente del tri­bunale di sorveg­lian­za . Ma Gian­car­lo Zap­pa , mente eccel­sa , stu­dioso , gior­nal­ista , scrit­tore è sem­pre sta­to nel­lo stes­so tem­po una per­sona sem­plice umile , sem­pre disponi­bile ad aiutare il prossi­mo , un ani­mo nobile che ha sem­pre vis­to anche nel più incal­li­to dei delin­quen­ti , pri­ma di tut­to “ la per­sona “ e gius­ta­mente scrive nel­la pre­fazione del­la sua ulti­ma fat­i­ca “L’esperienza , che risente pesan­te­mente , com’è ovvio , di tutte le incertezze , le dif­fi­coltà … mi ha spin­to a stu­di­are il pas­sato , sen­za il quale non si può anal­iz­zare il pre­sente né costru­ire il futuro .

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