Dovrebbe essere pronto nel 2007, avrà undici carreggiate in uscita e cinque in entrata e costerà 26 milioni di euro Nel 2004 i lavori per il nuovo casello

Presentato in Comune il progetto definitivo depositato dall’autostrada

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Di Luca Delpozzo

È sta­to pre­sen­ta­to ieri mat­ti­na in sala con­sil­iare, dai tec­ni­ci che lo han­no redat­to, il prog­et­to defin­i­ti­vo del casel­lo autostradale che sorg­erà in local­ità Sei Fontane. Lo stes­so prog­et­to è sta­to deposi­ta­to dall’altro ieri in Comune: da quel momen­to sono scat­tati i cinquan­ta giorni utili per la pre­sen­tazione delle osser­vazioni da parte dei cit­ta­di­ni. L’inizio lavori è pre­vis­to tra la fine 2004 e i pri­mi del 2005 e la dura­ta del cantiere è sti­ma­ta in due anni, mas­si­mo 30 mesi. Il cos­to dell’opera è di 26 mil­ioni di euro intera­mente a cari­co del­la soci­età autostra­da Bres­cia-Pado­va: la cifra include anche la real­iz­zazione di due cor­sie del­la bretel­la di col­lega­men­to tra il nuo­vo casel­lo e la roton­da di Cav­al­caselle di rac­cor­do con la super­stra­da per Affi. Queste due nuove cor­sie affi­ancher­an­no quelle pre­viste dall’Anas cos­ic­ché il rac­cor­do tra i due svin­coli sarà real­iz­za­to con una stra­da a quat­tro cor­sie che dovrà rac­cogliere tut­ta la mole di traf­fi­co, in par­ti­co­lare quel­lo pesante, che ora tran­si­ta per il cen­tro di Cava­calselle. La nuo­va strut­tura sarà real­iz­za­ta su un’area com­p­lessi­va di cir­ca 270mila metri qua­drati; la stazione avrà undi­ci piste in usci­ta e cinque in ingres­so e sarà dota­ta di un cen­tro servizi che include un ris­torante, un pun­to assis­ten­za e una sala riu­nioni; ospiterà un parcheg­gio molto ampio con 841 posti per le mac­chine e 47 per le moto, oltre ad uno più pic­co­lo con 7 stal­li per tir o auto­bus e 9 per autovet­ture, per­ché nasce come parcheg­gio di scam­bio des­ti­na­to a chi vor­rà las­cia­re l’auto per rag­giun­gere con i bus navet­ta gra­tu­iti i parchi garde­sani, in prim­is. Pre­vista anche un’area di depu­razione per le acque nere rac­colte sia dal­la zona ingres­so che dai parcheg­gi e dai sot­tovia di col­lega­men­to; le acque saran­no por­tate ad un diss­ab­bi­a­tore e dis­oleatore pri­ma di essere resti­tu­ite, dopo essere state trat­tate attra­ver­so il sis­tema del­la fitodepu­razione, al rio Bisavola. È sta­to l’architetto Mir­co Panarot­to, del­la Bres­cia-Pado­va autostrade, ad illus­trare, coa­d­i­u­va­to da alcu­ni dei prog­et­tisti, non solo le carat­ter­is­tiche tec­niche dell’opera ma anche le modal­ità dell’iter buro­crati­co che pre­ced­erà l’apertura del cantiere. «Siamo nel­la fase in cui è sta­ta atti­va­ta la pro­ce­du­ra per la val­u­tazione di impat­to ambi­en­tale da parte del­la Regione cui dovran­no per­venire le osser­vazioni pre­sen­tate dai pri­vati cit­ta­di­ni entro 50 giorni dal 19 dicem­bre: i Comu­ni e la Provin­cia han­no invece a dis­po­sizione due mesi. Acqui­siste le osser­vazioni», ha spie­ga­to Panarot­to, «la Regione avvierà un’istruttoria che porterà all’elaborazione delle indi­cazioni che ci ver­ran­no comu­ni­cate e che noi tradur­re­mo in even­tu­ali cor­ret­tivi al prog­et­to». Fer­di­nan­do Emanuel­li, sin­da­co di Castel­n­uo­vo, ha elo­gia­to sia il prog­et­to che la chiarez­za dell’esposizione con cui è sta­to pre­sen­ta­to al pub­bli­co, sot­to­lin­e­an­do il grande sig­ni­fi­ca­to del nuo­vo casel­lo «per­ché è una delle poche soluzioni pos­si­bili per soll­e­vare le nos­tre strade dal­la mole di traf­fi­co asso­lu­ta­mente insosteni­bile». «Non per niente», ha con­tin­u­a­to il pri­mo cit­tadi­no, «tra i dati rel­a­tivi alla via­bil­ità pre­sen­tati dai tec­ni­ci des­ta grande scal­pore quel­lo rel­a­ti­vo al tas­so di mor­tal­ità che nel nos­tro Comune è doppio rispet­to a quel­lo medio reg­is­tra­to nel Vene­to; ciò rende anco­ra più insp­ie­ga­bile e inac­cetta­bile che il min­is­tero delle Infra­strut­ture pos­sa scri­vere che la statale 11, teatro del 73 per cen­to di queste tragedie, non è stra­da inter­es­sa­ta a traf­fi­co tur­is­ti­co e quin­di non richie­da provved­i­men­ti di sospen­sione del traf­fi­co pesante nel peri­o­do esti­vo. L’augurio», ha con­clu­so il sin­da­co, «è di pot­er pen­sare presto a ques­ta situ­azione solo come ad un brut­to ricor­do del passato».

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