Ieri l'ultimo saluto all'ideatore del presepe artistico, dopo una lunga malattia.

Il presepio di San Nicolò è rimasto orfano. Lazise piange Renato Zamperini

07/09/2013 in Avvenimenti
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Di Sergio Bazerla

Il di San Nicolò, al por­to di Lazise, si è fer­ma­to a quo­ta nove. Cade­va quest’an­no la dec­i­ma edi­zione e tut­to era ormai in moto, ma il “patron” , Rena­to Zam­peri­ni se ne è anda­to las­cian­do orfani i col­lab­o­ra­tori del grup­po del pre­se­pio, e non solo. Soprat­tut­to i moltissi­mi vis­i­ta­tori ed esti­ma­tori del pre­se­pio di San Nicolò.

Rena­to Zam­peri­ni è dece­du­to la scor­sa set­ti­mana (il 3 set­tem­bre 2013) nel­la sua casa di Lazise, dopo una lun­ga malat­tia assis­ti­to dai famil­iari e dai volon­tari di Amo -Gar­da. Ieri l’ul­ti­mo salu­to.

Las­cia la moglie Eve­line e la figlia Chtan­tal. I funer­ali sono sta­ti cel­e­brati ven­erdì 6 set­tem­bre nel­la par­roc­chiale dei SS. Zenone e Mar­ti­no. Il rito è sta­to offi­ci­a­to da Don Gui­do Romag­no­li, attuale par­ro­co di Riv­oltel­la del Gar­da (Desen­zano), com­pag­no di stu­di di Zam­peri­ni pres­so il sem­i­nario vescov­ile di Verona; la chiesa ha rac­colto moltissi­mi fedeli per l’ul­ti­mo salu­to al concit­tadi­no.

Rena­to Zam­peri­ni è sta­to per  Lazise una figu­ra impor­tante sia per la pro­pria pro­fes­sione che per le innu­merevoli attiv­ità cul­tur­ali cui ha dato vita e parte­ci­pa­to: è sta­to docente di Let­tere pres­so la sede lacisiense del­l’Is­ti­tu­to com­pren­si­vo Fal­cone-Borselli­no. Con lui sono cresciute intere gen­er­azioni di ragazzi che han­no acquisi­to non sola­mente le nozioni uman­is­ti­co-cul­tur­ali ma anche la scuo­la del­la vita sot­to la direzione atten­ta di Rena­to Zam­peri­ni; è sta­to assis­tente di sto­ria medievale pres­so la facoltà di Econo­mia e Com­mer­cio all’U­ni­ver­sità di Verona. Ma il “pro­fes­sore” è sta­to anche poeta e scrit­tore. Ha pos­to alle stampe due lib­ri. “Frine” che è una rac­col­ta di poe­sie; “Uomi­ni Ecce­den­ti”, un vis­su­to rac­con­ta­to vici­no al mon­do degli alcol­isti anon­i­mi. Ama­va inoltre suonare l’organo. Uno stru­men­to per lui “dis­ten­si­vo”.

Poi i pre­sepi. Una pas­sione inna­ta, pro­mossa in molti anni di attiv­ità. Pub­bli­ca­mente riconosci­u­ta per la genial­ità dei sogget­ti, sem­pre e comunque legati alla “sua Lazise”. Nove edi­zioni, ognuna diver­sa, ognuna inno­v­a­ti­va. Tutte han­no rac­colto il plau­so degli innu­merevoli vis­i­ta­tori.

Abbi­amo lavo­ra­to assieme per cinque anni — spie­ga la pres­i­dente del­la Lael, Gili­o­la Zenari Romag­no­li — e ogni anno è sta­to un crescen­do di mer­av­iglia. Non a caso abbi­amo asseg­na­to a Rena­to Zam­peri­ni la medaglia d’oro del­la nos­tra asso­ci­azione per i cap­ola­vori che rius­ci­va a real­iz­zare assieme al suo grup­po. Rimane un grande rimpianto per la sua scom­parsa. Uomo mite, schi­vo, ric­co di cul­tura e di amore per Lazise e la sua gente. Se ne va un pez­zo impor­tante del­la nos­tra comu­nità”.

Zam­peri­ni è sta­to pres­i­dente di seg­gio a Pacen­go per moltissi­mi anni. Ha volu­to com­piere il pro­prio dovere anche nel­l’ul­ti­ma tor­na­ta elet­torale per l’elezione del con­siglio comu­nale, anche se già ammala­to.

Non si vol­e­va arren­dere al male e pro­prio la sua pre­sen­za al seg­gio è sta­to un seg­no di carat­tere — spie­ga il sin­da­co Luca Sebas­tiano — come è sem­pre sta­to suo stile. Per­diamo un uomo di cul­tura e un grande innamora­to di Lazise”.

 

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