Prestiti alle famiglie in aumento, ma attenzione al rialzo dei tassi

19/06/2019 in Senza categoria
Di Redazione

Con­tin­u­ano a crescere le richi­este di presti­ti da parte delle famiglie ital­iane. Sec­on­do quan­to ripor­ta­to dai dati CRIF, la mag­gio­ran­za delle richi­este è effet­tua­ta da per­sone al di sot­to dei 55 anni: nel det­taglio, gli under 35 rap­p­re­sen­tano il 22,7% del totale, men­tre le per­sone di età com­pre­sa tra i 45 e i 54 anni coprono una fet­ta del 25,3%.

Si trat­ta di un risul­ta­to che, sec­on­do Simone Capec­chi (Exec­u­tive Direc­tor di CRIF), è dovu­to soprat­tut­to alle strate­gie inno­v­a­tive messe in atto dalle aziende di cred­i­to, che stan­no rius­cen­do ad avvic­i­nar­si sem­pre di più ai reali bisog­ni delle famiglie.

Presti­ti: +11,5% nel pri­mo trimestre 2019

Sec­on­do i dati di set­tore, anche quest’anno le famiglie ital­iane stan­no con­tin­uan­do a richiedere presti­ti. Tra presti­ti per­son­ali (+8,8%) e presti­ti final­iz­za­ti (+13,8%), infat­ti, il Sis­tema di Infor­mazioni Cred­i­tizie di CRIF ha reg­is­tra­to un aumen­to del +11,5% rispet­to allo stes­so peri­o­do del 2018; è sta­to il mese di mar­zo quel­lo più frut­tu­oso in asso­lu­to, arrivan­do a pic­chi che non si vede­vano dal 2012.

Anche gli impor­ti richi­esti appaiono mag­giori rispet­to allo scor­so anno: se parag­o­na­to a quel­lo del pri­mo trimestre del 2018, infat­ti, l’importo medio richiesto appare più alto dell’1,8%. Più del­la metà delle richi­este dei presti­ti final­iz­za­ti non va oltre i 5mila euro, men­tre per quan­to riguar­da i presti­ti per­son­ali il mag­gior numero di richi­este è com­pre­so tra i 10mila e i 20mila euro.

Andan­do ad anal­iz­zare i dati rel­a­tivi alla dura­ta, invece, risul­ta che le for­mule più apprez­zate sono quelle che pre­sen­tano una rateiz­zazione che va oltre i 60 mesi, scelte dal­la stra­grande mag­gio­ran­za dei richieden­ti (28,2% del totale). Per quan­to riguar­da i presti­ti final­iz­za­ti, invece, la per­centuale più alta dei richieden­ti ha prefer­i­to una dura­ta infe­ri­ore a 12 mesi.

 

Tas­si in rial­zo: addio min­i­mi storici

Oltre al numero di richi­este di presti­ti, purtrop­po, sono aumen­tati anche i tas­si di inter­esse sug­li impor­ti ero­gati alle famiglie, balzan­do al 2,26% dopo un peri­o­do durante il quale sono rimasti ai min­i­mi stori­ci. Tale incre­men­to nat­u­ral­mente mette in aller­ta i con­suma­tori, in quan­to impli­ca un mag­giore cos­to per quan­to riguar­da presti­ti e mutui. In questi casi sarebbe quin­di oppor­tuno infor­mar­si al meglio sulle due prin­ci­pali vari­abili che influen­zano l’andamento dei tas­si, ad esem­pio sco­pren­do su Facile.it qual è la dif­feren­za tra il tas­so TAN e il tas­so TAEG.

Chi ha inten­zione di richiedere un presti­to nel­la situ­azione eco­nom­i­ca attuale dovrebbe poi pren­dere in con­sid­er­azione l’opzione del tas­so fis­so che, al con­trario di quel­lo vari­abile, evi­ta brutte sor­p­rese legate ad even­tu­ali aumen­ti futuri e assi­cu­ra dunque una rata costante nel tempo.