Conferenza del Lions club Sirmione

Prevenire il crimine: «Prima è necessario cambiare la società»

26/04/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Sirmione

Il Lions club Sirmione ha pro­mosso un inter­es­sante incon­tro con il pro­fes­sor Augus­to Ermen­ti­ni, libero docente di Antropolo­gia crim­i­nale, pro­fes­sore ordi­nario di Psichi­a­tria e diret­tore del­la Scuo­la di spe­cial­iz­zazione in psichi­a­tria dell’ di Bres­cia. Tema: «La pre­ven­zione del­la crim­i­nal­ità». Ermen­ti­ni ha pre­mes­so l’importanza del­lo stu­dio appro­fon­di­to del­la per­son­al­ità di chi già nel­la scuo­la, in famiglia e nell’ambiente di lavoro, pre­sen­ta un com­por­ta­men­to anom­alo o addirit­tura a ris­chio. Spes­so le cause del­la devian­za sono legate a fat­tori bio­logi­ci, psi­co­logi­ci, psi­co­so­mati­ci o soci­o­logi­ci che inter­agis­cono nel­la for­mazione del­la per­son­al­ità. «Nel­la nos­tra soci­età assis­ti­amo spes­so a un per­me­s­sivis­mo molto dif­fu­so che aumen­ta il dis­tac­co gen­i­tori-figli, per cui le fig­ure parentali non rap­p­re­sen­tano più un mod­el­lo di vita, anzi sono vis­su­ti dai figli come un osta­co­lo alla loro lib­ertà. I ragazzi che pre­sen­tano lacune nel­la for­mazione del super-io pos­sono così giun­gere fino ad uccidere i pro­pri gen­i­tori e i pro­pri fratel­li. «Questi fat­ti — ha det­to Ermen­ti­ni — impres­sio­n­ano l’opinione pub­bli­ca e influis­cono sfa­vorevol­mente sui nos­tri ambi­en­ti famil­iari e di lavoro. I gen­i­tori, gli inseg­nan­ti e i datori di lavoro sono indot­ti a riflet­tere». I gio­vani che assumono questi com­por­ta­men­ti «spes­so non pre­sen­tano alter­azioni così evi­den­ti da atti­rare l’attenzione dei gen­i­tori e degli inseg­nan­ti. Anche quan­do ucci­dono, a giudizio degli esper­ti, che spes­so sono medici legali, crim­i­nolo­gi, psi­colo­gi clin­i­ci e non psichi­a­tri ospedalieri, non sono così pro­fon­da­mente alterati nel­la mente da gius­ti­fi­care una parziale o totale inca­pac­ità di inten­dere o di vol­ere». E anco­ra: «Il con­flit­to gen­i­tori-figli nasce spes­so da pregiudizi che favoriscono l’evasione dei gio­vani ver­so grup­pi di sogget­ti devianti o ver­so l’assunzione di droghe che sos­ti­tu­is­cono il sis­tema di sicurez­za rap­p­re­sen­ta­to dal­la famiglia tradizionale». Da un ecces­so di repres­sione si è pas­sati a un ecces­so di per­me­s­sivis­mo che, come ipo­tiz­za­va Albert Schwitzer, «ren­derà la nos­tra soci­età inca­pace di com­pren­dere e risol­vere i prob­le­mi che la insid­i­ano». Per evitare ques­ta cat­a­strofe «dob­bi­amo miglio­rare la nos­tra soci­età restituen­do all’individuo quel­la lib­ertà morale e spir­i­tuale che la nos­tra comu­nità costringe ed impedisce. Mod­i­fi­care quin­di la soci­età con l’uomo». Ermen­ti­ni ha con­clu­so dicen­do che «forse un giorno potremo chiarire quan­to con grande lucid­ità si chiede­va Dos­to­jew­s­ki: “Se la malat­tia men­tale deter­mi­ni il delit­to, o se il delit­to stes­so, per virtù pro­pria, non sia sem­pre accom­pa­g­na­to da qualche fenom­e­no morboso”».

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