Dopo lo stanziamento regionale dei rimborsi a sette Comuni per le spese sostenute nei giorni successivi alla scossa del 24 novembre. Sabbio Chiese: «Speriamo che i soldi ci siano anche per la ricostruzione»

Primi fondi, applausi dei sindaci

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Di Luca Delpozzo
Massimo Pasinetti

Arrivano in Valle Sab­bia i pri­mi rim­bor­si alle spese iniziali sostenute dai Comu­ni per fron­teggia­re l’emergenza ter­re­mo­to e tra gli ammin­is­tra­tori il morale risale un po’. «Sicu­ra­mente — è il com­men­to unanime dei 7 Comu­ni inden­niz­za­ti, Salò, Sab­bio, Vobarno, Roè Vol­ciano, Gar­done Riv­iera, Gavar­do e Vil­lan­uo­va — così si ridà un po’ di ossigeno alle nos­tre ane­miche casse». I sol­di saran­no disponi­bili forse già da sta­mat­ti­na, sicu­ra­mente da lunedì. E così, i Comu­ni potran­no fin da subito dare inizio al paga­men­to delle spese, tutte doc­u­men­tate da fat­ture, sostenute dal­la mat­ti­na­ta del 24 novem­bre scor­so fino al 31 dicem­bre: «Se poi ver­rà con­fer­ma­to, come ter­mine di sca­den­za del­la pri­ma emer­gen­za, il prossi­mo 23 gen­naio, a due mesi dal ter­re­mo­to — spie­ga il sin­da­co di Vobarno Car­lo Panz­era — agli impor­ti seg­nalati andran­no poi aggiunte le spese di pri­ma emer­gen­za, vedi gli affit­ti per chi sta ora in appar­ta­men­to procu­ra­to dal Comune, sostenute nel nuo­vo anno». Vobarno ha espos­to con­ti per 297.000 euro, e ne ha rice­vu­to la metà esat­ta, 148.500: «È pos­i­ti­vo il fat­to che questi sol­di siano arrivati subito, si spera che per il resto del­la cifra non ci sia da atten­dere molto. Dal pun­to di vista finanziario, che alle nos­tre casse sia arriva­to il dena­to così velo­ce­mente va sicu­ra­mente bene: se tut­to l’iter si con­clud­erà rego­lar­mente, già dal­la prossi­ma set­ti­mana potremo com­in­cia­re a sal­dare le fat­ture». Per Sab­bio Chiese , che dal­l’or­di­nan­za del com­mis­sario attua­tore Sil­vio Lau­ro ha rice­vu­to 105.500 euro dei 211.000 pre­visti, l’ar­ri­vo del­la som­ma è di buon aus­pi­cio: «Questo dena­to però — com­men­ta il sin­da­co sab­bi­ense Rinal­do Bol­lani — è nor­male che arrivasse, lo dava­mo per scon­ta­to. Quel che molto di più ci spaven­ta, è la ricostruzione: quei sol­di, tan­ti (Sab­bio ha pre­sen­ta­to un con­to provvi­so­rio di 21 mil­ioni di euro tra dan­ni a edi­fi­ci pub­bli­ci ed a pri­vati, ndr.), saran­no a dis­po­sizione, per tut­ti?» Per Roè Vol­ciano, che vedrà entrare nelle casse comu­nali 54.000 euro dei 108.000 richi­esti, l’aspet­ta­ti­va era mag­giore: «Pen­sava­mo a qual­cosa di più sostanzioso, anche per­ché — spie­ga Mas­si­mo Ronchi, pri­mo cit­tadi­no di Roè Vol­ciano — noi queste spese le abbi­amo già sostenute fin dal 25 novem­bre, e le sti­amo anco­ra soste­nen­do. Spe­ri­amo che, a ren­di­con­tazione com­ple­ta­ta, le promesse fat­te vengano poi man­tenute in toto». Per Vil­lan­uo­va sul Clisi , di fronte ai 125.000 euro rice­vu­ti (ne era­no sta­ti chi­esti a rim­bor­so 250.000) c’è un mis­to di sod­dis­fazione e pau­ra: «È gius­to — com­men­ta il vicesin­da­co vil­lanovese Giuseppe — che i sol­di vengano dati un po’ alla vol­ta: è gius­to anche che gli enti sovvrac­co­mu­nali mis­uri­no le risorse. Ma l’im­por­tante è che, alla fine, ci ven­ga dato tut­to quel che ci spet­ta, che l’in­tero ammontare delle spese vive da noi sostenute ven­ga cop­er­to. I Comu­ni infat­ti, anche per col­pa dei tagli alla spe­sa pub­bli­ca operati dal­lo Sta­to in questi ulti­mi anni, non sono più in gra­do di sostenere, da soli, questi ter­ri­bili even­ti stra­or­di­nari». Intan­to, una pri­ma quan­tifi­cazione com­p­lessi­va dei dan­ni, subiti sia dagli edi­fi­ci pub­bli­ci che dalle abitazioni dei pri­vati in segui­to al ter­re­mo­to nei cinque Comu­ni più col­pi­ti di Vallesab­bia, sale approssi­ma­ti­va­mente ad un’ot­tan­ti­na di mil­ioni di euro. Ed è ques­ta la mag­gior pre­oc­cu­pazione, tan­to per i Comu­ni valsab­bi­ni quan­to per quel­li garde­sani: «Da dove arriver­an­no tut­ti questi sol­di? Fino a che pun­to gli enti sovvrac­co­mu­nali saran­no in gra­do di rius­cire a rispon­dere alle nos­tre pres­san­ti richieste?».

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