In California, e precisamente a San Francisco sulla costa dell'oceano Pacifico, è nato il primo fan club. Lo hanno fondato Joanna e Al Goldspiel

Primo fan club negli USA per il coro La Rocca di Garda

30/01/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Le voci, la musi­ca del coro La Roc­ca riecheg­giano per l’Eu­ropa. Dal­la Turchia, all’Inghilter­ra pas­san­do per il Bel­gio. Ma non man­cano esti­ma­tori del grup­po diret­to dal mae­stro Gior­gio Avanzi­ni nem­meno al di là del­l’At­lanti­co, negli Sta­ti Uniti.In Cal­i­for­nia, e pre­cisa­mente a San Fran­cis­co sul­la cos­ta del­l’o­ceano Paci­fi­co, è nato addirit­tura il pri­mo fan club. Lo han­no fonda­to Joan­na e Al Gold­spiel, copia a stelle e strisce rimas­ta fol­go­ra­ta durante la sua vacan­za in riva al lago dai vir­tu­o­sis­mi del coro fonda­to in una sera di otto­bre del­l’or­mai lon­tano 1956. All’ epoca nel bar di Gian­ni Pao­let­ti, in via San Bernar­do, i soci del­la sezione garde­sana degli diedero il là a quel­lo che oggi è il coro La Rocca.Una for­mazione che da più di quar­ant’ anni ani­ma la vita garde­sana ripro­po­nen­do can­ti legati alla tradizione locale. Un fol­clore musi­cale che spes­so e volen­tieri viene abbina­to ad antiche usanze.È il caso delle biganate, un pel­le­gri­nag­gio natal­izio di casa in casa a portare un can­to e un augu­rio. In estate invece l’ap­pun­ta­men­to per i tur­isti si per­pet­ua set­ti­manal­mente nel­la pic­co­la piazzetta Lib­ertà. E lì che i coni­u­gi Hel­valigk di Istan­bul han­no pas­sato una delle tante piacevoli ser­ate a Gar­da. Una vacan­za ser­e­na cul­lati dalle voci degli oltre trenta coristi sud­di­visi in con­tralti, bari­toni, bassi e tenori. Un ricor­do forte per la cop­pia tur­ca che una vol­ta tor­na­ta in patria ha per­so il sor­riso di fronte ai momen­ti ter­ri­bili vis­su­ti durante il tremen­do ter­re­mo­to che ha mes­so in ginoc­chio l’Ana­to­lia. Un dram­ma “atten­u­a­to” ascoltan­do il ed acquis­ta­to nel­la piaz­za di Gar­da. “Gra­zie alle vostre can­zoni”, han­no scrit­to gli Hel­valigk in una let­tera arriva­ta al pres­i­dente del grup­po lacus­tre Beppe Bertame, abbi­amo trova­to il cor­ag­gio, la sper­an­za nel­la notte del tremen­do ter­re­mo­to”. Un attes­ta­to da far rab­bri­v­idire che ha ovvi­a­mente riem­pi­to di gioia i com­po­nen­ti del coro La Rocca.Come d’al­tronde la richi­es­ta del sign­or Spel­la­cy un inglese di Maghull paese alle porte di Lon­dra nel set­tem­bre scor­so in vacan­za con la moglie nel cen­tro bena-cense. Alla vig­ilia di Natale, tramite let­tera, ha chiesto al mae­stro Gior­gio Avanzi­ni la pos­si­bil­ità di avere gli spar­ti­ti delle can­zoni. “E sem­pre un piacere ascoltare il coro suo­nan­do la cas­set­ta che abbi­amo com­pra­to. Sarebbe per me un gran piacere impara­re le parole con gli stu­den­ti del­la scuo­la serale che io fre­quen­to per stu­di­are l’i­tal­iano”, infor­ma Spel­la­cy dan­do appun­ta­men­to al coro, “se piace al buon Dio”, al prossi­mo settembre.Incontro che ha rischi­a­to di perdere invece Fran­coise Goffinet di Brux­elles arriva­ta a Gar­da in agos­to. “Ho cer­ca­to un cartel­lo che annun­ci­asse il vostro con­cer­to. Sono anda­ta all’uf­fi­cio tur­is­ti­co ma nes­suno conosce­va il coro la Roc­ca. Per for­tu­na, la polizia mi ha spie­ga­to dov’è e quan­do canta”.Significativi attes­ta­ti per un coro ama­to e segui­to in tut­to il mon­do e che annovera nel suo reper­to­rio “Kam­er­aden, rufh aus in unserem Land”, bra­no com­pos­to da Jan Lan­gosz e diven­ta­to l’in­no uffi­ciale dei cimi­teri mil­i­tari tedeschi in Italia. Com­pon­i­men­to can­ta­to per la pri­ma vol­ta dal grup­po nel 1966 a Bonn, davan­ti al gov­er­no ger­man­i­co. Inno che ogni anno in occa­sione del ricor­do dei cadu­ti del­la Guer­ra viene ripro­pos­to dal coro garde­sano, per vol­ere del con­sole tedesco in Italia, al cimitero mil­itare di Costermano.

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