Decise le fasce di vincolo urbanistico: «Sono misure a notevole impatto», dice Chincarini. Individuate due aree per i cantieri: resteranno aperti sette anni

Problemi ad Alta velocità

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Sono arrivate ai Comu­ni inter­es­sati al pas­sag­gio del­la trat­ta -Venezia del­la lin­ea ad alta veloc­ità, le planime­trie con le fasce di vin­co­lo urban­is­ti­co: nei set­tan­ta metri ai lati del trac­cia­to, quin­di cen­tocinquan­ta rispet­to all’asse fer­roviario, le aree entra­no in un ambito di rispet­to le cui regole sono det­tate da chi costru­irà l’opera. Nonos­tante il prog­et­to intorno al quale ci si con­tin­ua a muo­vere sia anco­ra il prog­et­to pre­lim­inare, ai Comu­ni è sta­to chiesto esplici­ta­mente di appli­care queste indi­cazioni urban­is­ti­co-edilizie. «Il dis­eg­no del trac­cia­to che indi­vid­ua queste zone di rispet­to è sta­to manda­to ai sin­daci di tut­ti i Comu­ni del­la trat­ta in ques­tione», spie­ga il pri­mo cit­tadi­no di Peschiera, il sen­a­tore . «Le mis­ure che ci chiedono di adottare sono di notev­ole impat­to: vi sono aree com­ple­ta­mente ined­i­fi­ca­bili e per gli edi­fi­ci già esisten­ti sono ammes­si solo inter­ven­ti di restau­ro e adegua­men­to alle norme di sicurez­za, anti­n­for­tunis­ti­ca e anti­ncen­dio». «Nel­la let­tera che accom­pa­gna il prog­et­to», con­tin­ua Chin­car­i­ni, «si pre­cisa anche che gli inter­ven­ti ammes­si, che dovran­no ovvi­a­mente essere autor­iz­za­ti da chi real­izzerà l’infrastruttura, dovran­no comunque rispettare le pre­vi­sioni più restrit­tive pre­viste dal­lo stru­men­to urban­is­ti­co comu­nale vigente. Queste norme di sal­va­guardia si applicher­an­no fino all’approvazione del prog­et­to defin­i­ti­vo del trac­cia­to». Ma le novità non si fer­mano qui: con le nuove carte arrivano anche le prime indi­cazioni riguar­do l’allestimento dei cantieri: nel Comune di Peschiera sono state indi­vid­u­ate almeno due aree, una al con­fine con Sirmione e l’altra ver­so Castel­n­uo­vo, in cui dovreb­bero essere allog­giati uomi­ni e mezzi des­ti­nati a rimanere sul pos­to per un peri­o­do di almeno sette anni. «E questo è il sec­on­do prob­le­ma. Il pri­mo», sot­to­lin­ea il sin­da­co di Peschiera, «può essere il trac­cia­to, nei con­fron­ti del quale ognuno si com­porterà come riter­rà. Ma non è cer­to meno impor­tante ciò che deriverà dall’individuazione e dal­la col­lo­cazione di un cantiere di tale por­ta­ta e dal­la con­seguente via­bil­ità man mano che pro­ced­er­an­no i lavori». «È una trat­ta­ti­va dif­fi­cile e com­pli­ca­ta, ma va intrapre­sa. I costrut­tori han­no già fat­to sapere che ormai non par­lano più con i sin­goli Comu­ni, ma che ci si deve muo­vere a liv­el­lo provin­ciale. Io dico che dob­bi­amo trattare pri­ma che questi deci­dano non solo dove far pas­sare l’Alta veloc­ità, ma anche dove piaz­zare capan­noni e quant’altro occor­rerà». Chin­car­i­ni ha scrit­to ai sin­daci di Castel­n­uo­vo, Sona, Som­macam­pagna e Verona e al pres­i­dente del­la Provin­cia Elio Mose­le sol­lecitan­do un incon­tro nel più breve tem­po pos­si­bile. «La mia pro­pos­ta è quel­la di uti­liz­zare, per le aree di cantiere, i capan­noni dismes­si del Genio mil­itare: sono già servi­ti da elet­tric­ità, fog­na­ture e quan­to serve. Poi, tra dieci anni, quan­do la Tav sarà sta­ta com­ple­ta­ta, si vedrà il da far­si». «Mi sem­bra una soluzione asso­lu­ta­mente ragionev­ole e con­di­vis­i­bile: ciò che sta per avvenire sui nos­tri ter­ri­tori è fonte di grande pre­oc­cu­pazione. Ci impeg­ner­e­mo tut­ti al meglio per evitare quan­ti più dan­ni pos­si­bile. E la del­i­catez­za del­la situ­azione è tale che pro­prio con Chin­car­i­ni», antic­i­pa Mau­r­izio Bernar­di di Castel­n­uo­vo, «abbi­amo ipo­tiz­za­to di affi­dare a un tec­ni­co l’incarico di seguire esclu­si­va­mente le prob­lem­atiche legate alla real­iz­zazione dell’alta velocità».

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