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Progetto Emanuele guadagna terreno nell’aiuto ai disabili

09/03/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Tre ettari di ter­reno agri­co­lo in più, a dis­po­sizione dei dis­abili men­tali del Prog­et­to Emanuele. È ques­ta l’ultima inizia­ti­va delle Colonie alpine verone­si che, sui ter­reni di Albisano, già da alcu­ni anni stan­no por­tan­do avan­ti un’iniziativa a favore di alcu­ni dis­abili psichi­ci, in col­lab­o­razione con il cen­tro di auto aiu­to San Gia­co­mo di Bor­go Roma. Il prog­et­to dell’Istituto pub­bli­co di benef­i­cen­za e assis­ten­za, pre­siedu­to da Amos Guat­ta Cal­di­ni, ha cre­ato sulle colline di Tor­ri un’azienda agri­co­la in cui lavo­ra­no alcu­ni dis­abili psichi­ci, preva­len­te­mente schizofreni­ci. In prat­i­ca, il prog­et­to di recu­pero prevede il «pro­gres­si­vo rein­ser­i­men­to lavo­ra­ti­vo di questi ragazzi nel­la così det­ta soci­età civile», spie­ga Amos Gua­ta Cal­di­ni, «attra­ver­so l’acquisizione di pro­fes­sion­al­ità in cam­po agri­co­lo. Ques­ta pro­fes­sion­al­ità ha già con­sen­ti­to ad alcu­ni dis­abili di riac­quistare la pro­pria indipen­den­za e di trovare un lavoro a tem­po inde­ter­mi­na­to in alcune aziende del­la zona». Nel­lo svol­gi­men­to del lavoro agri­co­lo i dis­abili sono sem­pre segui­ti da per­son­ale esper­to e sono a stret­to con­ta­to con quel­lo san­i­tario del self help San Gia­co­mo. «Pro­prio di recente», pros­egue Cal­di­ni, «siamo rius­ci­ti a con­clud­ere una trat­ta­ti­va con l’Istituto per il sos­ten­ta­men­to del clero veronese, che ci ha dato in affit­to tre ettari di ter­reno con­tiguo a quel­lo già di pro­pri­età delle Colonie, in local­ità Bardi­no, ad Albisano. In questo modo abbi­amo potu­to allargare ulte­ri­or­mente i ter­reni da colti­vare e da met­tere a dis­po­sizione dei dis­abili men­tali. L’idea che cercher­e­mo di real­iz­zare a breve ter­mine è poi quel­la di creare lì un agri­cam­peg­gio, con piaz­zole per le tende, bar e servizi igien­i­ci. Il tut­to, da far gestire ai dis­abili, in col­lab­o­razione con il per­son­ale delle Colonie alpine». E, pro­prio a fine gen­naio alla otta­va edi­zione del­la fes­ta dell’oliva di Tor­ri, il frut­to del lavoro dei dis­abili psichi­ci si è tradot­to in cir­ca mille litri di olio extravergine di oli­va, posti in ven­di­ta al mer­cati­no del­la man­i­fes­tazione. «A questo propos­i­to», con­clude Cal­di­ni, «dob­bi­amo davvero ringraziare alcu­ni super­me­r­cati del­la Bas­sa veronese, i quali si sono dimostrati molto sen­si­bili alla nos­tra inizia­ti­va ed han­no deciso di aiutar­ci, acqui­s­tan­do e met­ten­do poi in ven­di­ta l’olio nei loro negozi». Altri verone­si han­no acquis­ta­to bot­tiglie d’olio diret­ta­mente nel­la sede di via Sali­ci: in cit­tà ed alle Colonie alpine ormai è rimas­to davvero ben poco olio da vendere. Recen­te­mente, in un locale di Albisano, le Colonie alpine ave­vano pure orga­niz­za­to una ser­a­ta a tema con l’esperta agrono­ma Ori­et­ta Pavan, che ha illus­tra­to tec­niche e seg­reti per ottenere un buon olio dalle olive del Gar­da.