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«Progetto Emanuele» tra gli olivi

17/10/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Una pro­va dimostra­ti­va di ricer­ca sper­i­men­tale sull’olivo per incre­men­tarne la pro­dut­tiv­ità, eseguire una cor­ret­ta piantu­mazione e miglio­rare la qual­ità del prodot­to olivi­co­lo lacus­tre. È sta­to questo l’obiettivo del­la riu­nione, avvenu­ta di recente ad Albisano, la frazione col­linare di Tor­ri, in uno dei ter­reni colti­vati ad olive­to delle Colonie alpine verone­si. L’ente per la pub­bli­ca benef­i­cen­za e assis­ten­za è infat­ti pro­pri­etario, in local­ità Bardi­no, di cir­ca cinquemi­la ettari di ter­reno, che è mes­so a dis­po­sizione ormai da alcu­ni anni per un prog­et­to di recu­pero e rein­ser­i­men­to sociale di alcu­ni hand­i­cap­pati psichi­ci. Il Prog­et­to Emanuele, por­ta­to avan­ti dal pres­i­dente delle Colonie alpine, Amos Guat­ta Cal­di­ni, in col­lab­o­razione con il cen­tro di auto-aiu­to San Gia­co­mo di Verona, mira a rein­serire nell’ambito lavo­ra­ti­vo alcune per­sone affette da dis­tur­bi men­tali quali schizofre­nia, oligofre­nia e altro. A questi dis­abili viene inseg­na­to a colti­vare i ter­reni da cui poi viene rica­va­to l’olio di oli­va. Infine, come accade già da due anni, l’olio viene ven­du­to dalle Colonie alpine alla fes­ta dell’olio e dell’oliva di Tor­ri, per rac­cogliere fon­di da des­tinare all’ulteriore finanzi­a­men­to del prog­et­to. I dis­abili ven­gono segui­ti sia da per­son­ale medico del cen­tro self-help, che da per­son­ale esper­to in agraria, che col­lab­o­ra alla real­iz­zazione del prog­et­to. E così, alcu­ni giorni fa, sul ter­reno delle Colonie alpine, era­no pre­sen­ti oltre ai ver­ti­ci dell’ente anche il vicepres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana del , Gior­gio Cobel­li, il sin­da­co di Tor­ri, Alber­to Vedovel­li, e alcu­ni olivi­coltori ed ammin­is­tra­tori locali, oltre al dot­tor Pao­lo Vanzi­ni del cen­tro di auto-aiu­to, e al tec­ni­co agrario col­lab­o­ra­tore delle Colonie alpine, Pao­lo Van­zo. E così sono state impiantate cir­ca 80 piante d’olivo, di diverse vari­età, di cui sarà parag­o­na­ta la pro­dut­tiv­ità: dal muraio­lo al lec­ci­no, al favarol, alla casali­va fino al pen­dolino. «L’obiettivo», ha illus­tra­to Guat­ta Cal­di­ni, «è di pro­muo­vere l’attività agri­co­la locale di qual­ità, attra­ver­so la sper­i­men­tazione di alcune tec­niche, in col­lab­o­razione con l’ di Pado­va. La val­oriz­zazione delle vari­età di oli­vo e l’ottimizzazione del­la coltura por­ta all’incremento del­la pro­dut­tiv­ità, attra­ver­so un anticipo dell’entrata in pro­duzione del­la pianta ed attra­ver­so una piantu­mazione ide­ale degli olivi». Apprez­za­men­to per l’iniziativa delle Colonie alpine vol­ta al rein­ser­i­men­to sociale dei dis­abili è sta­ta espres­sa sia dal vicepres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana del Bal­do, Gior­gio Cobel­li, che dal sin­da­co di Tor­ri, Alber­to Vedovelli.

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