Desenzano senza film: chiuso il teatro Alberti dopo lo sfratto al gestore

Proiezioni sospese nella sala cinematografica

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Di Luca Delpozzo
m.to.

Il cin­e­ma teatro «Alber­ti» chi­ude i bat­ten­ti per qualche tem­po, fin­tan­to che non si tro­verà un nuo­vo gestore. L’u­ni­ca sala cin­e­matografi­ca di Desen­zano è infat­ti tor­na­ta in pos­ses­so del­la pro­pri­età, la famiglia Berga­m­aschi, dopo un lun­go brac­cio di fer­ro con l’in­quili­no-gestore, cul­mi­na­to con lo sfrat­to esec­u­ti­vo. Sfrat­to ese­gui­to l’al­tro giorno, alla pre­sen­za del­l’uf­fi­ciale giudiziario e del­la forza pub­bli­ca, ma sen­za quel clam­ore che spes­so accom­pa­gna l’ese­cuzione di uno sfrat­to. Infat­ti, l’in­quili­no con la sua famiglia ave­va già las­ci­a­to i locali il giorno pri­ma, ren­den­do così tut­to più facile. Res­ta però l’incog­ni­ta sul futuro di questo locale, un tem­po sal­i­to alla rib­al­ta per la pre­sen­za di com­pag­nie teatrali e di attori di grande tal­en­to. L’es­tate scor­sa, poi, il colpo ad effet­to. Dopo un bat­ti e rib­at­ti con il Comune, Patrizia Berga­m­aschi, pro­pri­etaria assieme alla madre del­l’im­mo­bile, veni­va con­tat­ta­ta dal­l’Is­ti­tu­to Islam­i­co di , inter­es­sato ad acquistare la sala per adibir­la a cen­tro cul­tur­ale e moschea islam­i­ca. Le reazioni si scate­narono più per una pre­sa di posizione del­la Lega nord che di quel­la del­la comu­nità cat­toli­ca. Al nos­tro gior­nale il par­ro­co del Duo­mo di Desen­zano ebbe infat­ti a dichiarare che per la comu­nità par­roc­chiale non ci sarebbe sta­to alcun prob­le­ma se fos­se sbar­ca­to l’Is­lam a Desen­zano. Critiche a ques­ta pos­si­bile scelta ven­nero anche da altre for­mazioni politiche, come Allean­za nazionale, ma sen­za ecces­sive polemiche come invece accadu­to a Lodi. Quan­to alla pro­pos­ta del­l’Is­ti­tu­to Islam­i­co, per stes­sa ammis­sione del­la sig­no­ra Berga­m­aschi, al momen­to res­ta tut­to con­ge­la­to. Piut­tosto, la pro­pri­etaria sarebbe ben lieta di trovare un nuo­vo gestore in gra­do di rilan­cia­re l’u­ni­ca sala cin­e­matografi­ca del­la «cap­i­tale» del bas­so Gar­da. Occor­rono, tut­tavia, alcu­ni mil­iar­di per risis­temare l’im­mo­bile e dotar­lo degli impianti di sicurez­za pre­scrit­ti dalle norme. E’ pro­prio questo il nodo cru­ciale del­l’in­tera vicen­da, in cui il Comune, coin­volto inizial­mente dal­la stes­sa pro­pri­età alla ricer­ca di sosteg­ni finanziari per rilan­cia­re il teatro, si è tira­to fuori dal­la par­ti­ta. Per tut­ta una serie di motivi, alcu­ni dei quali anche legit­ti­mi: come quel­lo di gius­ti­fi­care i mil­iar­di nec­es­sari per gli inter­ven­ti strut­turali. Purtrop­po, ora si rischia una lun­ga sta­gione inver­nale sen­za cin­e­ma a Desen­zano, con­sid­er­a­to che l’al­tra sala, il «Garibal­di», è mal­in­coni­ca­mente chiusa da oltre un decen­nio e oggi ridot­ta ad un muc­chio di detri­ti e ter­ra nel­l’a­trio. Il prog­et­to di ristrut­turazione stagna nei cas­set­ti comu­nali da diver­si anni, sen­za che che ne ven­ga fuori uno strac­cio di autor­iz­zazione ai lavori.

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