Bilancio del servizio di informazione ambientale di Comunità del Garda e Automobil club tedesco. Le analisi estive hanno registrato un miglioramento

Promossa l’acqua del lago

Di Luca Delpozzo
Luca Belligoli

Som­merser­vice 2000, il servizio di infor­mazione ambi­en­tale orga­niz­za­to dal­la con il sosteg­no di Enit, Regioni Lom­bar­dia e Vene­to, Provin­cia autono­ma di Tren­to e con la col­lab­o­razione dell’Automobil club tedesco (Adac), ha di recente ter­mi­na­to l’attività con un bilan­cio pos­i­ti­vo. Per il sec­on­do anno con­sec­u­ti­vo, infat­ti, ha potu­to seg­nalare un deciso miglio­ra­men­to del­la qual­ità dell’acqua del Gar­da. L’Adac, come ogni anno, ha invi­a­to sul Gar­da un biol­o­go dell’Istituto di idro­bi­olo­gia di Costan­za con il com­pi­to di coor­dinare le infor­mazioni sul­lo sta­to di salute delle acque del Gar­da. La Comu­nità del Gar­da inoltre, è sta­to il ter­mi­nale dei con­trol­li attuati dalle Aziende region­ali per la pro­tezione dell’ambiente, i lab­o­ra­tori di bioto­ssi­colo­gia e gli isti­tu­ti inter­es­sati delle Province di Bres­cia, Verona, Tren­to, che han­no for­ni­to alla Comu­nità i dati nec­es­sari per elab­o­rare il bol­let­ti­no set­ti­manale che, rimod­u­la­to sui lim­i­ti europei, è sta­to dif­fu­so in Ger­ma­nia, Aus­tria e Svizzera. Data la chiusura pos­i­ti­va del­la sta­gione, l’auspicio è che sia pos­si­bile miglio­rare ulte­ri­or­mente il liv­el­lo qual­i­ta­ti­vo delle acque garde­sane. I costan­ti con­trol­li infat­ti per­me­t­tono di avere un quadro com­ple­to e aggior­na­to del­la situ­azione. Ciò sig­nifi­ca che even­tu­ali fenomeni degen­er­a­tivi dell’ambiente lacus­tre pos­sono essere tem­pes­ti­va­mente indi­vid­uati e cir­co­scrit­ti. Intan­to però ques­tioni come la famiger­a­ta grat­taro­la, che di tan­to in tan­to com­pare sul Bas­so Gar­da, e quel­lo dell’abnorme svilup­po delle alghe, devono anco­ra essere risolti. Ma non sono solo questi i prob­le­mi garde­sani che atten­dono una soluzione: non c’è chiarez­za sul­la ges­tione dei liv­el­li dell’acqua e delle com­pe­ten­ze in mate­ria; per non par­lare delle fasce dema­niali, del­la ges­tione dei por­ti e del­la legge sul­la . Solo la Lom­bar­dia sino­ra ha emana­to una legge sul­la ges­tione dei por­ti e già i Comu­ni di Desen­zano e Salò han­no emes­so i ban­di per l’assegnazione dei posti bar­ca che saran­no gesti­ti dalle due munic­i­pal­ità. Sul­la spon­da veronese invece tut­to tace, per­ché da Venezia non arrivano input, e nel frat­tem­po ci si arran­gia con il da te. Tar­da ad arrivare la nuo­va legge sul­la nav­igazione e nel frat­tem­po si con­tin­ua ad appli­care un testo di vent’anni fa. Ci sono però delle eccezioni: i tren­ti­ni da diver­si anni han­no vieta­to nelle loro acque la nav­igazione dei natan­ti a motore con eccezione degli scafi di lin­ea, di soc­cor­so e delle forze dell’ordine oltre a quel­li muni­ti di spe­ciali per­me­s­si. Nel resto del Gar­da invece ques­ta lim­i­tazione non c’è.