Dopo otto anni di attesa si abbattono le barriere architettoniche in Municipio. Lavori in autunno con una spesa di 300mila euro

Pronti per l’ascensore

08/06/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Il prog­et­to era pron­to dal 1996 ma allo­ra i fon­di era­no insuf­f­i­cen­ti. Adesso, che il gruz­zo­lo è sta­to rimpin­gua­to, lo stu­dio rel­a­ti­vo all’ascensore del palaz­zo munic­i­pale elab­o­ra­to dall’ingegnere Edoar­do Otto­boni potrà final­mente essere real­iz­za­to. Oltre all’ascensore — che era atte­so da tem­po, in quan­to mez­zo in gra­do di sod­dis­fare le esi­gen­ze delle per­sone con dif­fi­coltà moto­rie — l’amministrazione comu­nale intende real­iz­zare anche lo scivo­lo che per­me­t­terà l’accesso ad hand­i­cap­pati e dis­abili all’ambulatorio, attual­mente uti­liz­za­to dal medico Luca Sebas­tiano, che si tro­va sul retro del Comune. E, con­tes­tual­mente a questi due inter­ven­ti di abbat­ti­men­to delle bar­riere architet­toniche, saran­no costru­iti un bag­no per hand­i­cap­pati al piano ter­ra e nuovi servizi igeni­ci al pri­mo piano. «Si trat­ta di un ascen­sore a vista», spie­ga il sin­da­co Ren­zo Frances­chi­ni, «che ver­rà col­lo­ca­to nell’atrio del munici­pio e porterà gli uten­ti fino alla sof­fit­ta, dove si tro­va l’archivio. Cer­to è un’opera che vede la luce dopo una lun­ga ges­tazione ma le pre­vi­sioni orig­i­nar­ie sono state aggior­nate sul­la base delle nor­ma­tive più recen­ti e comunque res­ta il fat­to che ora chi ha prob­le­mi di deam­bu­lazione potrà accedere sen­za prob­le­mi ai tre piani nei quali sono col­lo­cati gli uffi­ci comu­nali». «Spender­e­mo cir­ca 300 mila euro», sot­to­lin­ea invece l’assessore al pat­ri­mo­nio Fabio Mari­noni, «ma siamo con­vin­ti che si trat­ti di sol­di ben spe­si, pro­prio per­chè garan­ti­ran­no un servizio a chi è sta­to meno for­tu­na­to». I lavori inizier­an­no dopo il peri­o­do feri­ale e si con­clud­er­an­no nei pri­mi mesi dell’anno prossi­mo. «Il nuo­vo ascen­sore», dice il geome­tra Giuseppe Zani­ni dell’ufficio tec­ni­co, «sarà dal pun­to di vista tec­no­logi­co avan­za­to e mod­er­no. E la scelta di far­lo a vista è dovu­ta all’esigenza di non detur­pare l’aspetto inter­no del munici­pio ed, al tem­po stes­so, di arredar­lo. Ad opera con­clusa non avre­mo solo real­iz­za­to un buon servizio ma anche attua­to un recu­pero degli spazi attigui alla scali­na­ta che ren­derà più grazioso l’androne».