Prevede nuove case per 2.357 abitanti nell’arco di 10 anni

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Un piano capace di inter­pretare gli inter­es­si locali e gli obi­et­tivi posti dal­l’am­min­is­trazione comu­nale che prevedesse la tutela del­l’am­bi­ente e la riqual­i­fi­cazione del­la cit­tà: insom­ma, una sfi­da tra la sal­va­guardia del ter­ri­to­rio e lo svilup­po degli inse­di­a­men­ti umani. È la filosofia che sta den­tro al nuo­vo Piano rego­la­tore gen­erale (Prg) di Desen­zano, la cui boz­za defin­i­ti­va è sta­ta pre­sen­ta­ta ieri sera al pub­bli­co a palaz­zo Tode­s­chi­ni. E’ un docuem­n­to atte­so per 10 anni, che sta­bilisce dove e che cosa si potrà costru­ire sul ter­ri­to­rio comu­nale, quali aree rester­an­no ver­di e quali invece potran­no essere edifi­cate prossi­ma­mente. E’ sta­to lo stes­so sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za ad illus­trare i temi gen­er­ali con­tenu­ti nel lavoro real­iz­za­to dal pool di architet­ti guida­to da Maria Vale­ria Erba, pro­fes­sore ordi­nario di urban­is­ti­ca al Politec­ni­co di . Intan­to, per impedire un esager­a­to con­sumo del suo­lo agri­co­lo, il nuo­vo Prg prevede un uti­liz­zo pref­eren­ziale di suoli già urban­iz­za­ti o com­pro­mes­si, un riu­so di aree dismesse e una mag­gior com­pat­tez­za del­l’ed­i­fi­ca­to allo scopo di sanare il pro­gres­si­vo sfran­gia­men­to del perimetro del­l’abi­ta­to. Sul­l’am­bi­ente e sul pae­sag­gio Pien­az­za ha poi sot­to­lin­eato «che risul­tano cen­trali tra le scelte strate­giche del nuo­vo stru­men­to urban­is­ti­co il prin­ci­pio del­la tutela e val­oriz­zazione delle risorse ambi­en­tali esisten­ti», per pas­sare alla tutela del sis­tema delle acque, al poten­zi­a­men­to e alla val­oriz­zazione del ter­ri­to­rio agri­co­lo ed alla qual­i­fi­cazione del­l’of­fer­ta tur­is­ti­ca. In una sala stra­col­ma di cit­ta­di­ni, impren­di­tori e rap­p­re­sen­tan­ti di asso­ci­azioni, Pien­az­za ha quin­di for­ni­to alcu­ni dati di pre­vi­sione con­tenu­ti nel­la boz­za del piano. La cresci­ta dei nuovi res­i­den­ti viene indi­ca­ta in 2.357 nuovi abi­tan­ti, pari al 10 per cen­to del­la popo­lazione esistente che oggi è di 25.523 per­sone, per cui sarà attua­ta «una pre­cisa strate­gia di con­teni­men­to del­lo svilup­po inse­dia­ti­vo che rispon­da alla doman­da di cresci­ta sen­za imp­ie­gare nuo­vo ter­ri­to­rio in modo este­so». «Infat­ti la nuo­va edi­fi­ca­bil­ità sul ter­ri­to­rio agri­co­lo — ha con­tin­u­a­to il sin­da­co Pien­az­za — si estende su una quo­ta pari a cir­ca il 3% del­la som­ma totale di suo­lo urban­iz­za­to e urban­iz­z­abile, già per­al­tro com­pro­mes­so dal­la piani­fi­cazione in vig­ore». Per quan­to riguar­da «i nuovi inse­di­a­men­ti pro­dut­tivi sono solo di tipo arti­gianale ed escludono nuovi com­p­lessi com­mer­ciali». Inoltre, si prevede un «incre­men­to quali-quan­ti­ta­ti­vo delle aree, ottenu­to in parte dalle ces­sioni pre­viste all’in­ter­no delle trasfor­mazioni pri­vate, come con­trib­u­to allo svilup­po ad una cit­tà più vivi­bile: la dotazione è di cir­ca 143 ettari di aree per servizi d’in­ter­esse gen­erale». Infine, le aree rien­tran­ti nei «tre piani locali di inter­esse sovrac­co­mu­nale, assogget­tate a tutela ambi­en­tale, ammon­tano ad oltre 983 ettari e delin­eano, sot­to il pro­fi­lo quan­ti­ta­ti­vo, la strate­gia di tutela ter­ri­to­ri­ale e val­oriz­zazione delle risorse ambi­en­tali che con­trad­dis­tingue le scelte tec­ni­co politiche del­la giun­ta Pien­az­za». Il nuo­vo piano rego­la­tore ha mosso i suoi pri­mi pas­si nel 1994 quan­to il pri­mo incar­i­co per la revi­sione del vec­chio piano venne affi­da­ta, dal sin­da­co di allo­ra Mas­si­mo Roc­ca, ad alcu­ni pro­fes­sion­isti e alla stes­sa pro­fes­sores­sa Erba del Politec­ni­co di Milano. L’iter è poi sfo­ci­a­to, nel 2002, nel­l’avvio del proces­so volu­to dal­l’at­tuale giun­ta ulivista, che ave­va pos­to il prg tra gli obi­et­tivi pri­mari del suo pro­gram­ma elettorale.

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