Il Pt-Bus del Tribunale per i diritti del Malato fa tappa davanti all'ospedale di Riva

Pronto soccorso e Centro unico prenotazioni: due pecche

04/10/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
m.s.

Il Pit-Bus del Tri­bunale per i dirit­ti del mala­to ha fat­to tap­pa ieri a Riva nel­l’am­bito del­la cam­pagna itin­er­ante «Ospedale sicuro 2001» pro­mossa da «Cit­tad­i­nan­zat­ti­va», l’or­ga­niz­zazione che da più di ven­t’an­ni opera a liv­el­lo nazionale alla ricer­ca dei “dirit­ti per­du­ti” dei cit­ta­di­ni. Per l’oc­ca­sione è sta­ta con­vo­ca­ta una con­feren­za stam­pa alla pre­sen­za dei respon­s­abili del­la sede nazionale e del seg­re­tario provin­ciale di Cit­tad­i­nan­zat­ti­va Pietro Fab­bri, che han­no reso noti i risul­tati sul mon­i­tor­ag­gio dei pre­si­di provin­ciali, sot­to­lin­e­an­do come nel­la sola mat­ti­na­ta di ieri fos­sero giunte già diverse seg­nalazioni. A Riva l’at­ten­zione del Tri­bunale ha da tem­po indi­vid­u­a­to alcune dis­fun­zioni. Il pron­to soc­cor­so, ad esem­pio, non dispone di un sis­tema di smis­ta­men­to dei casi in base alla grav­ità e, cosa ancor più grave, spes­so all’ac­cettazione non c’è per­son­ale san­i­tario e l’u­tente deve riv­ol­ger­si all’ad­det­to alla portine­r­ia… alla fac­cia del­la pri­va­cy. Un altro prob­le­ma è la man­can­za di un serio pro­gram­ma di tutela dei bam­bi­ni: man­cano il pron­to soc­cor­so pedi­atri­co e la guardia pedi­atri­ca ter­ri­to­ri­ale, e in entram­bi i casi bisogna fare rifer­i­men­to a Rovere­to. L’as­so­ci­azione è inten­zion­a­ta a fare pres­sione affinchè ques­ta lacu­na ven­ga col­ma­ta dal momen­to che i nos­tri bam­bi­ni devono avere gli stes­si dirit­ti che han­no altrove, e a poco val­go­no le gius­ti­fi­cazioni del­la provin­cia che tira in bal­lo i costi. Va bene invece il repar­to di oste­tri­cia di Riva, ma l’al­to numero di par­ti è dovu­to in parte al mal­fun­zion­a­men­to di questo repar­to in altre cit­tà, come Rovere­to. Ogget­to di numerose lamentele è il Cen­tro uni­co preno­tazioni, che in segui­to all’au­men­to dei servizi disponi­bili non riesce a far fronte a tutte le richi­este degli uten­ti, che devono aspettare anche mez­z’o­ra per ottenere rispos­ta. Il Tri­bunale del mala­to dispone inoltre di un pool di avvo­cati che oper­a­no a liv­el­lo provin­ciale e in molte udien­ze, fra le quali una con­tro tre medici assen­teisti a Riva, si è cos­ti­tu­ito parte civile. Nel pomerig­gio di ieri, dopo la con­feren­za stam­pa, i respon­s­abili di Cit­tad­i­nan­zat­ti­va han­no vis­i­ta­to il Monobloc­co di Arco assieme alla direzione san­i­taria. Il nuo­vo ospedale dovrebbe final­mente entrare in fun­zione nel 2002: sec­on­do Fab­bri promette già di diventare il fiore all’oc­chiel­lo del­la san­ità provin­ciale. I respon­s­abili del Tri­bunale del mala­to ten­gono a sot­to­lin­eare la dis­crezione con cui opera l’as­so­ci­azione, che non rende mai note alla stam­pa le seg­nalazioni se non per espres­sa volon­tà del­l’in­ter­es­sato o del­la famiglia, come nel recente caso del­la don­na in fin di vita trasporta­ta insp­ie­ga­bil­mente dal­l’ospedale di Riva a quel­lo di Arco, dove è mor­ta due ore dopo; in quel caso i famigliari del­l’anziana ave­vano autor­iz­za­to l’as­so­ci­azione a ren­dere pub­bli­co questo caso di malasan­ità e Fab­bri ave­va par­la­to per­sonal­mente con il chirur­go e fat­to pre­sente all’azien­da san­i­taria la neces­sità di provved­i­men­ti per evitare in futuro il ripeter­si di sim­ili situ­azioni. Per seg­nalazioni e lamentele, i cit­ta­di­ni pos­sono riv­ol­ger­si alla sede locale pres­so l’ospedale civile tut­ti i mer­cole­di e saba­to dalle ore 14.00 alle ore 15.00 (0464.582675).