Raccolta di firme nelle piazze mantovane

Protesta dei “madonnari”

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Di Luca Delpozzo
Laila Cincinelli

Laila Cincinel­li­CUR­TA­TONE. Scende di nuo­vo in cam­po l’As­so­ci­azione di Man­to­va e prepara la sua offen­si­va alla scelta del­l’am­min­is­trazione comu­nale di far pagare il bigli­et­to per la Fiera delle Gra­zie. Così, per impedire che si dis­trug­ga lo spir­i­to del­la man­i­fes­tazione, l’A.M.I. riv­olge un appel­lo a tut­ti gli artisti di stra­da per rac­cogliere le ade­sioni del­la gente, nelle piazze dove lavoreranno.«Pagare per vedere i madon­nari? No grazie!!».Questo il mot­to dell’A.M.I. che rilan­cia la sfi­da con l’am­min­is­trazione. «Da qua­si tren­t’an­ni il raduno delle Gra­zie fa par­lare in tut­to il mon­do — affer­ma con orgoglio Nedo Con­soli, pres­i­dente del­l’As­so­ci­azione madon­nari — per­chè è tra le più inter­es­san­ti che si real­iz­zano a liv­el­lo inter­nazionale»; da due anni però la fiera sta suben­do attac­chi che ne met­tono a repen­taglio il rego­lare svol­gi­men­to e ne svilis­cono la tradizionale natu­ra. Da fiera annuale, che vede­va l’in­con­tro di artisti da tut­to il mon­do, «alcune men­ti bacate — con­tin­ua Con­soli — lo han­no trasfor­ma­to in con­cor­so pit­tori­co. Risul­ta­to: i madon­nari si sono allon­ta­nati dal­la man­i­fes­tazione per far pos­to a pit­tori, acca­d­e­mi­ci e pro­fes­sion­isti del pennello».Scopo dell’A.M.I. invece è quel­lo del­la pro­mozione e del­la dife­sa del­l’arte popo­lare dei madon­nari, in piena sin­to­nia con una cir­co­lare del min­is­tero dei beni cul­tur­ali ai sin­daci di tut­ta Italia, dove si clas­si­fi­ca l’arte con i ges­set­ti come «arte popo­lare da sal­va­guardare» e si invi­ta i sin­daci a favorirne l’ese­cuzione conce­den­do l’u­so del suo­lo pub­bli­co. «Il madon­naro è un’arte effimera, estem­po­ranea, spet­ta­co­lo da subito. E’ il vero pro­tag­o­nista, pat­ri­mo­nio del­l’in­tera comu­nità mantovana».Dopo gli attac­chi alle fon­da­men­ta del­la loro spres­sione artis­ti­ca, Con­soli lamen­ta anche l’offe­sa nel vol­er­li rinchi­ud­ere in un recin­to e far pagare un bigli­et­to per ved­er­li; ma «la nos­tra scelta di vita, artis­ti­ca e cul­tur­ale — spie­ga — non lo può accettare. Siamo usci­ti dalle gal­lerie e dai musei per stare in mez­zo alla gente por­tan­do le nos­tre opere in maniera gratuita».Per questi motivi l’A.M.I. sol­lecita un incon­tro con il pres­i­dente del­la prov­ina­cia Tiziana Gualtieri, e pro­muove incon­tri con i par­la­men­tari man­to­vani e uomi­ni di cultura.

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