L’edizione numero 35 del Palio era iniziata il mese scorso con la selezione tra 22 produttori. Tre in finale. La cantina di Desenzano ha superato le «Valtenesi e Lugana» e la «Due Pini»

Provenza incoronato re del Groppello

18/10/2005 in Enogastronomia
Di Luca Delpozzo
s.za.

Il 2004 del­la , con sede a Desen­zano, in via dei Col­li stori­ci, ha preval­so nel­la 35ª edi­zione del Palio del Grop­pel­lo, orga­niz­za­to dal­la Con­fra­ter­ni­ta. La scelta del migliore e il con­fer­i­men­to del­l’al­loro al vinci­tore sono avvenu­ti nel cor­so di una ser­a­ta svoltasi nell’Antica casci­na San Zago di Salò. Il Palio è inizia­to il mese scor­so, quan­do una com­mis­sione com­pos­ta da cinque enolo­gi e un som­me­li­er ave­va degus­ta­to a Soiano 22 cam­pi­oni pre­sen­tati dai pro­dut­tori garde­sani. Il pre­lie­vo e la selezione era­no avvenu­ti sot­to il con­trol­lo del­l’Ente vini bres­ciano e del Con­sorzio Gar­da clas­si­co, guida­to da Pao­lo Turi­na. Dopo assag­gi e dis­cus­sioni appro­fon­dite, sono sta­ti scelti i tre migliori, e por­tati in tavola (sen­za etichet­ta, in for­ma anon­i­ma) nel­la cena di gala. Al ter­mine, i soci del­la Con­fra­ter­ni­ta han­no espres­so le loro val­u­tazioni. Verdet­to finale: Proven­za, il cui enol­o­go è Gia­co­mo San­ti­ni, net­ta­mente davan­ti alle Can­tine del­la Valte­n­e­si e del­la Lugana (Civielle), di Moni­ga, e alla «Due Pini» di Pice­do (Polpe­nazze), del­la famiglia Coc­coli, arrivate alla pari. Proven­za (84 ettari vitati, di cui metà in pro­pri­età e metà in affit­to, 800 mila bot­tiglie, con l’obiettivo di rag­giun­gere in tem­pi bre­vi il mil­ione) appar­tiene ai Con­ta­to: Fabio, la sorel­la Patrizia e mam­ma Cesa­ri­na che, negli ulti­mi tre anni, han­no investi­to tre mil­ioni di euro, in buona parte des­ti­nati alla real­iz­zazione del­la nuo­va can­ti­na. I vini bianchi rap­p­re­sen­tano il 65% del­la pro­duzione, ma da qualche anno, in un’area tradizional­mente voca­ta al Lugana, han­no com­in­ci­a­to a essere colti­vati il Grop­pel­lo e il Marzemi­no. I risul­tati sono sta­ti eccel­len­ti, gra­zie alla con­for­mazione argillosa dei ter­reni. Nel­lo scor­so mese di dicem­bre l’azienda ha con­quis­ta­to il pre­mio Slow Food per il miglior rosso del­la Lom­bar­dia, bat­ten­do tipolo­gie di grande pre­gio, come il Val­tel­li­na. Il tro­feo con­seg­na­to nel cor­so del­la ser­a­ta è sta­to riti­ra­to da Camil­lo Chi­mi­ni, su incar­i­co di Fabio Con­ta­to, impeg­na­to con una del­egazione di impor­ta­tori statu­niten­si. La Con­fra­ter­ni­ta del Grop­pel­lo, fon­da­ta nel ’70 da Ennio Avi­go, Gian­ni Bedus­si, Ernesto Bono­mi­ni, Cesare e Giulio Bosat­ta, Clau­dio Bot­turi, Pietro Cav­agni­ni, Enzo Del­lea, Edoar­do Giac­cone e Attilio Maz­za, è pre­siedu­ta da Bruno Croveg­lia, l’ex sin­da­co di Desen­zano. Enzo Del­lea, il super­cuo­co, è il vice, Giuseppe Piot­ti, enol­o­go di Salò, il mae­stro di can­ti­na. Seg­re­tario Mar­co Merighet­ti, cer­i­moniere Giuseppe Laf­franchi, tesoriere Sal­va­tore Albi­no. L’o­bi­et­ti­vo dell’associazione: sal­va­guardare e val­oriz­zare le uve colti­vate nel­la sola Valte­n­e­si, di cui si conoscono tre biotipi di pre­gio: «Gen­tile», «Mocasi­na» e «San­to Ste­fano». Le citazioni orig­i­nar­ie risal­go­no addirit­tura al 1550 (Agosti­no Gal­lo, Andrea Bac­ci, medico di papa Sis­to 5°, ecc). Il pri­mo vinci­tore del Palio fu Giampi­etro Ridon (edi­zione ‘71). Seguirono Fabio Bottarel­li di Polpe­nazze (’72), Ser­gio Zer­bio di Soiano (’73), Fras­sine di Moni­ga (’74), «Le Sincette» di Raf­fa (’75). Il mag­gior numero di tro­fei li han­no con­quis­ta­ti i fratel­li Sco­lari e i Pasi­ni, quat­tro a tes­ta. Gli uni­ci a impor­si per due anni con­sec­u­tivi: «La Guar­da» di Mus­co­l­ine (’92 e ’93) e Marsadri di Raf­fa (2002 E ’03). L’anno scor­so si era impos­to Bruno Fran­zosi di Puegnago.