La raccolta di Pilotti Delaini e Andreis

Proverbi e modi di dire «per tutte le bocche»

13/06/2007 in Cultura
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

«Tremo­sine sul­la boc­ca»: è la rac­col­ta di prover­bi e modi di dire usu­ali nel ter­ri­to­rio tremosi­nese cura­ta da Clara Pilot­ti Delai­ni e Daniele Andreis, edi­ta con il patrocinio del Comune di Tremo­sine, Comu­nità Mon­tana, Regione e Provincia.Tremosine possiede un alto val­ore cul­tur­ale, scrivono gli autori, «sia per le ric­chezze prodotte nei sec­oli che per le inizia­tive pro­poste con insoli­ta fre­quen­za e buona parte­ci­pazione, vista la con­sis­ten­za numer­i­ca del­la popo­lazione». Pilot­ti ed Andreis, per la ver­ità, non sono nuovi ad inizia­tive che ani­mano il dibat­ti­to attorno alla ricer­ca antropo­log­i­ca nel comune altog­a­rde­sano. E speci­f­i­cano di lim­i­tar­si «a pro­porre una selezione dei det­ti tremosi­ne­si, sen­za alcu­na prete­sa di com­pletez­za e sen­za trascu­rare che la trascrizione di testi nati dal lin­guag­gio orale può risultare assai ridut­ti­va. Man­cano l’e­spres­sione del volto, l’in­ton­azione del­la voce, le pause: tut­ti ele­men­ti indis­pens­abili all’­ef­fi­ca­cia del­la comunicazione».Il libro (154 pagine, 10 euro, Passep­a­rtout edi­zioni) è divi­so in capi­toli, che con­tengono prover­bi rifer­i­ti alla don­na, alla famiglia ed alla casa. Quin­di ve ne sono di quel­li che riguardano il cor­po e l’an­i­ma, il lavoro e le sta­gioni, i pre­gi ed i difet­ti e, in con­clu­sione, una rac­col­ta «per tutte le bocche».«La figu­ra fem­minile ha dato orig­ine nei sec­oli ad una vari­età di espres­sioni che spaziano dal­l’am­mi­razione per le sue capac­ità orga­niz­za­tive fino alla dif­fi­den­za e ad un cer­to dis­prez­zo per le sue pecu­liar­ità fisiche e la nota abil­ità nel­l’ot­tenere ciò che desidera», sosten­gono gli autori. Poi entra­no in sce­na le par­ti del cor­po, che indi­cano «situ­azioni speci­fiche». C’è chi si com­por­ta in modo irra­gionev­ole, ci sono gli smem­o­rati e chi eccede in vari set­tori del­la pro­pria esisten­za. E così via, affrontan­do i campi del vivere umano, nelle pic­cole frazioni del tremosinese.I prover­bi ven­gono ripor­tati nel­la loro for­mu­lazione dialet­tale, segui­ti dal­la traduzione in ital­iano e, anco­ra più impor­tante, dal­la spie­gazione di ciò che sig­nif­i­cano nel con­testo lin­guis­ti­co del­l’al­to lago. Tra i prover­bi rifer­i­ti ai mesi, uno inter­es­sa giug­no, il giorno 24, fes­ta di San Gio­van­ni: «La süta de San Gioàn te la sénte töt l’an», «La sic­c­ità di San Gio­van­ni la sen­ti tut­to l’an­no».