La Gazzetta ufficiale ha pubblicato la revisione delle circoscrizioni uninominali per il rinnovo del Consiglio. Da Bagnolo a Vobarno, 36 i seggi da assegnare. L’incognita della data

Provincia, la mappa dei collegi

18/01/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
William Geroldi

Se la scelta del­la data del turno elet­torale ammin­is­tra­ti­vo di pri­mav­era è tutt’altro che facile, la macchi­na orga­niz­za­ti­va delle isti­tuzioni invece ha mes­so in moto i suoi mec­ca­n­is­mi. La Gazzetta Uffi­ciale numero 12 del 16 gen­naio ha pub­bli­ca­to il decre­to del pres­i­dente del­la Repub­bli­ca che «aggior­na» le cir­co­scrizioni del col­le­gi uni­nom­i­nali per l’elezione del Con­siglio provin­ciale (Il pres­i­dente, come il sin­da­co, è vota­to diret­ta­mente dagli elet­tori, ndr). Revi­sione che inter­es­sa una trenti­na di ammin­is­trazioni provin­ciali — e tra queste Bres­cia — sul­la scor­ta del numero degli abi­tan­ti all’ultimo cen­si­men­to, quel­lo dell’ottobre 2001, che deter­mi­nano la sud­di­vi­sione del ter­ri­to­rio in col­le­gi uni­nom­i­nali. Bres­cia e i 205 comu­ni del­la provin­cia con­ta­vano al 21 otto­bre 2001 una popo­lazione di 1.108.776 unità. Tradot­ta in col­le­gi, la popo­lazione bres­ciana è ripar­ti­ta in 36 cir­co­scrizioni uni­nom­i­nali, cias­cu­na elegge un con­sigliere provin­ciale, 60 per cen­to alla mag­gio­ran­za e 40 alla mino­ran­za. La Gazzetta uffi­ciale pub­bli­ca la nuo­va geografia elet­torale per le forze politiche che nel vol­gere di poche set­ti­mane dovran­no pro­cedere alla des­ig­nazione dei can­di­dati per cias­cun col­le­gio. Res­ta da fis­sare la data delle elezioni, pri­mo turno ed even­tuale bal­lot­tag­gio nel caso il can­dida­to alla car­i­ca di pres­i­dente del­la Provin­cia non rag­giungesse subito la metà più uno dei voti. Bal­lot­tag­gio vali­do pure nei Comu­ni — alle urne in pri­mav­era si recher­an­no in 160 — con popo­lazione supe­ri­ore ai 15 mila abi­tan­ti, sem­pre alla data dell’ultimo cen­si­men­to. Il rag­giung­i­men­to di ques­ta soglia dopo il cen­si­men­to non viene pre­sa in con­sid­er­azione ai fini elet­torali. Così, oltre i 15mila abi­tan­ti, e quin­di con l’eventuale bal­lot­tag­gio andran­no alle urne in pri­mav­era Chiari, Mon­tichiari, Palaz­zo­lo (in segui­to alla morte del sin­da­co Gian­pietro Metel­li), Lumez­zane e Ghe­di, quest’ultima «new entry» aven­do pro­prio rag­giun­to i 15 mila abi­tan­ti con il cen­si­men­to 2001. Ma quan­do si andrà a votare? C’è chi insiste sull’abbinamento delle ammin­is­tra­tive con le elezioni per il rin­no­vo del Par­la­men­to europeo, in agen­da il 13 giug­no, con bal­lot­tag­gio due set­ti­mane più tar­di. Sin­go­lare coin­ci­den­za, per chi crede nel­la cabala: anche cinque anni fa, nel 1999 si votò il 13 giug­no. C’è chi pro­pone invece una net­ta dis­tinzione tra i due appun­ta­men­ti e allo­ra la scelta si fa un po’ più dif­fi­cile. La legge si limi­ta a dire che le elezioni devono ten­er­si in una data com­pre­sa tra il 15 aprile e il 15 giug­no. Buona, al riguar­do, la pos­si­bile accop­pi­a­ta 23 mag­gio e 6 giug­no. Ma alla fine, sul­la data, influiran­no non poche le vicende politiche legate alla for­mazione delle alleanze, nel cen­trode­stra in par­ti­co­lare, vis­to che a decidere sarà poi il min­is­tero dell’Interno. Altra novità, di rilie­vo squisi­ta­mente politi­co, è l’elevato turn-over di sin­daci. Almeno la metà di essi infat­ti non potrà più ripresen­tar­si aven­do rag­giun­to il lim­ite del doppio manda­to con­sec­u­ti­vo (che vale anche per la Provin­cia). Con­so­lazione: se pro­prio lo vor­ran­no, per non dis­perdere il pat­ri­mo­nio di espe­rien­ze acquisite, i sin­daci potran­no rimanere in cam­po con la casac­ca da asses­sore. Ma il lim­ite del doppio manda­to potrebbe essere rimosso? È da almeno un paio di leg­is­la­ture che in Par­la­men­to si sta cer­can­do di giun­gere ad una mod­i­fi­ca del­la legge 81 del 1993 in tal sen­so, ma con risul­tati nul­li fino­ra, nonos­tante le pres­sioni dell’Associazione comu­ni e dell’Unione delle Province.