«Molta gente in paese vuole che il nostro gruppo continui ad amministrare». Circondato da numerosi sostenitori, Gianfranco Comincioli ha annunciato il ritiro delle sue dimissioni presentate prima di Natale

Puegnago, il sindaco fa dietrofront

31/12/2000 in Avvenimenti
A Dro, Sona
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Di Luca Delpozzo
Claudio Andrizzi

Con­tror­dine a Pueg­na­go: ci ripen­sa, tor­na sui suoi pas­si e riti­ra le dimis­sioni da sin­da­co pre­sen­tate il 22 dicem­bre. L’annuncio è arriva­to ieri a mez­zo­giorno, nel­la sala con­sil­iare del Munici­pio gremi­ta di cit­ta­di­ni schierati dal­la parte del sin­da­co. «Ho deciso di rimet­ter­mi al servizio del­la comu­nità dopo aver con­stata­to, da sem­plice cit­tadi­no, quan­ti siano i pueg­nagh­e­si che anco­ra cre­dono in un futuro migliore per questo paese», ha esor­di­to Com­in­ci­oli vis­i­bil­mente emozion­a­to. «Ques­ta gente è con noi, e vuole che il nos­tro grup­po con­tinui ad ammin­is­trare. Mi sono dimes­so dopo tut­ti gli attac­chi che ho subito per­chè vole­vo capire se ero anco­ra in gra­do di difend­ere l’istituzione del sin­da­co. E la mia gente mi ha dato fidu­cia». Così, già l’altro ieri Com­in­ci­oli e il suo vice Adelzio Zeni sono sta­ti in Prefet­tura per il ritiro delle dimis­sioni. «E il Prefet­to ci ha dato dimostrazione di grande sen­si­bil­ità e sin­to­nia, al pun­to che l’11 gen­naio, a mez­zo­giorno, sarà a Pueg­na­go per un incon­tro pub­bli­co final­iz­za­to a riportare ficu­cia nel­la nos­tra comu­nità». Comu­nità che, ha ricorda­to, negli ulti­mi mesi è sta­ta mes­sa a dura pro­va da attac­chi per­son­ali, let­tere anon­ime, denunce e den­i­grazioni «final­iz­zate a intimidire la mia per­sona e quin­di a inde­bolire l’intera ammin­is­trazione». «Sono sta­to per­sonal­mente denun­ci­a­to due giorni dopo la mia elezione: fran­ca­mente mi sem­bra un po’ trop­po — ha aggiun­to -. Ma la ver­gogna più grande è che per col­pa di un pug­no di per­sone, spes­so nep­pure res­i­den­ti qui, Pueg­na­go ha fat­to la figu­ra di un paese guer­ra­fondaio. Ques­ta gente ha davvero esager­a­to, dimen­ti­can­do che anche noi siamo per­sone con una sen­si­bil­ità, con famiglie e attiv­ità. E soprat­tut­to che nel quadro demo­c­ra­ti­co le isti­tuzioni van­no rispet­tate». Chiari i rifer­i­men­ti alle polemiche sul­la ges­tione del ter­ri­to­rio, che han­no con­trap­pos­to Com­in­ci­oli e la sua squadra alle mino­ranze con­sil­iari (in par­ti­co­lar modo alla Lega) e al Comi­ta­to in dife­sa di Pueg­na­go. «Non ho nul­la da impara­re da cer­ta gente. Io sono innanz­i­tut­to un agri­coltore, e mi sono spac­ca­to la schiena per piantare qualche vite e qualche uli­vo in più. Cosa ha fat­to chi in questi mesi ha con­tin­u­a­to a criti­car­mi?». Il prob­le­ma è sem­pre lo stes­so: le gran­di lot­tiz­zazioni, come Bor­go Alto, sulle quali Com­in­ci­oli ha anche attac­ca­to le ammin­is­trazioni prece­den­ti, «inca­paci di gov­ernare certe situ­azioni in modo effi­cace. «Chi ha pro­pri­età in queste lot­tiz­zazioni deve essere rispet­ta­to, per­chè ha il dirit­to di vendere e com­prare quan­do vuole. Eppure qual­cuno sta cer­can­do di intimidire ques­ta gente, facen­do un uso dis­tor­to delle pratiche edilizie». Ma quali saran­no le linee di ges­tione del ter­ri­to­rio? Com­in­ci­oli affer­ma solo che «la pro­gram­mazione ver­rà model­la­ta sulle esi­gen­ze reali dei nos­tri cit­ta­di­ni. I nos­tri obi­et­tivi sono sem­pli­ci: vogliamo dare a Pueg­na­go servizi, strut­ture e infra­strut­ture, nonchè il cli­ma di seren­ità di cui il paese ha bisog­no». Per ulti­mo, il sin­da­co ha spe­so alcu­ni minu­ti nel­la dife­sa dell’amico Ade­lio Zeni, vicesin­da­co e deten­tore di numerosi asses­so­rati, anche se non can­dida­to alle ultime elezioni. «E’ una per­sona che lavo­ra da oltre 20 anni in modo dis­in­ter­es­sato per il bene di Pueg­na­go, che viene dip­in­ta come un delin­quente che vuole dis­trug­gere il paese. La ver­ità è che io e lui siamo sem­pre sta­ti uni­ti dall’idea di fare qual­cosa per il nos­tro paese. E in ques­ta occa­sione io ho trova­to in lui un col­lab­o­ra­tore esper­to, capace di affrontare ques­tioni las­ci­ate insolute da chi ci ha pre­ce­du­to; come quelle per l’appunto legate alla ges­tione del ter­ri­to­rio». E per finire una promes­sa solenne, che però non è una novità: «In futuro non rispon­derò più ad alcun tipo di attac­co o polem­i­ca nei con­fron­ti del­la mia per­sona» ha con­clu­so il sin­da­co, pri­ma di rice­vere i com­pli­men­ti e le strette di mano di tut­ti i pre­sen­ti in sala. Clau­dio Andrizzi

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