Discesa fino a 40 metri

Pulizia del lago: un premio a chi trova il Leone

28/09/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Domeni­ca mat­ti­na, nel gol­fo di Mader­no di Toscolano, si svol­gerà l’operazione fon­dali puli­ti, orga­niz­za­ta dal Comune. Dalle 9 alle 12 i som­moz­za­tori del­la Leones­sa si immerg­er­an­no per recu­per­are lat­tine, bot­tiglie, sac­chi, bat­te­ria d’au­to­mo­bile, cop­er­toni di camion, lavan­di­ni, pen­tole, vasi da notte, teli e cime (corde) di barche, elet­trodomes­ti­ci, bloc­chi di cemen­to e tut­to quan­to fa…immondizia.ASSIEME a loro ci saran­no gli uomi­ni del , col bat­tel­lo spazz­i­no e con gli automezzi per trasportare il mate­ri­ale alla dis­car­i­ca. «Un’­op­er­azione di sen­si­bi­liz­zazione del­la coscien­za pub­bli­ca – affer­ma l’assessore al tur­is­mo, Fabio Cauzzi -. La gente deve ren­der­si con­to che non bisogna dis­far­si dei rifiu­ti get­tan­doli nel lago. Abbi­amo colto l’oc­ca­sione per rilan­cia­re una provo­cazione, stanzian­do 10mila euro per chi tro­verà il leone di S. Mar­co get­ta­to nelle acque all’in­do­mani del­la cadu­ta di Venezia e del­la for­mazione del­la Repub­bli­ca Cisalpina (1797)». Rimas­to sul­la colon­na di piaz­za San Mar­co per due­cen­to anni, la stat­ua fu abbat­tuta dai sol­dati di Napoleone Bona­parte. Car­i­ca­to su un bat­tel­lo, lega­ta a una cor­da e a un mas­so, venne fat­ta scivolare nel gol­fo, prob­a­bil­mente a centi­na­ia di metri dal­la riva. Nel 1902 il leone, sim­bo­lo del­la Repub­bli­ca Serenis­si­ma di Venezia è sta­to sos­ti­tu­ito da una copia in bron­zo del­lo scul­tore paler­mi­tano Ettore Ximenes. I sub comunque scuotono la tes­ta. «Una cac­cia al tesoro qua­si impos­si­bile, come cer­care un ago nel pagli­aio», com­men­tano, las­cian­do però aper­to uno spi­raglio: «In pas­sato abbi­amo scop­er­to una piroga. Chissà…».DOMENICA dovreb­bero arrivare decine di appas­sion­ati, in pos­ses­so almeno del brevet­to di pri­mo gra­do. Sono sta­ti spedi­ti fax, e‑mail e invi­ti anche ai club di altre province. Ver­rà pre­sa in con­sid­er­azione una fas­cia di 18 metri a ridos­so del­la passeg­gia­ta del lun­go­la­go. L’obiettivo: scen­dere fino a una pro­fon­dità mas­si­ma di 40 metri.Spesso l’acqua è tor­bi­da. Col­pa soprat­tut­to delle alghe che, abbas­satisi i liv­el­li del lago, con­tin­u­ano a pro­lif­er­are. La pre­sen­za dei natan­ti le fa poi salire a gal­la. Non bas­tasse, si trovano corde lunghissime, abban­do­nate dai velisti.

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