Licenziato il Prg: tra gli interventi più consistenti il recupero di Villa Portesina ai Porticcioli. Approvata la trasformazione di un’area. La minoranza: «Progetto da rivedere»

Punta di S. Fermo, consiglio diviso

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Di Luca Delpozzo
Elena Cerqui

La vari­ante ordi­nar­ia del Piano rego­la­tore di San Felice è sta­ta approva­ta defin­i­ti­va­mente nel­la sedu­ta fiume dell’ultimo con­siglio comu­nale, dopo la pri­ma approvazione del mar­zo scor­so. Pri­ma di esam­inare le 33 osser­vazioni, la mino­ran­za di «Vivere San Felice, Portese e Cisano» ha mes­so in dis­cus­sione la legit­tim­ità del­la sedu­ta. «Ci sono vizi gravi – ha det­to il con­sigliere Gui­do Maru­el­li — la prat­i­ca è ille­git­ti­ma vis­to che all’approvazione del 17 mar­zo 2005 il con­siglio non ha mai delib­er­a­to lo stu­dio geo­logi­co che abbi­amo vis­to negli uffi­ci provin­ciali. Quin­di il parere del­la Provin­cia è sta­to dato su un atto che non abbi­amo esam­i­na­to, e se i pri­vati dovessero fare ricor­so c’è il ris­chio di una dichiara­ta ille­git­tim­ità». «Lo stu­dio geo­logi­co era già esistente – ha rib­at­tuto il pres­i­dente del con­siglio Ambro­gio Flo­ri­oli – sono sta­ti solo rielab­o­rati alcu­ni dati, richi­esti dal­la Provin­cia, a scopo esplica­ti­vo. Al momen­to dell’adozione non era indis­pens­abile adottare il documento».Quindi si è pro­ce­du­to alla sedu­ta con le osser­vazioni pre­sen­tate alla vari­ante ordi­nar­ia, che è sta­ta fat­ta per assec­on­dare le esi­gen­ze delle attiv­ità pro­dut­tive (aziende floro-vivais­tiche, agri­cole e tur­is­tiche) di un piano rego­la­tore risalente al 1999. Ne sono state pre­sen­tate 33, di cui 20 accolte in modo parziale o totale dal con­siglio. Venen­do agli inter­ven­ti più con­sis­ten­ti, non è sta­ta accol­ta l’osservazione con­tro la trasfor­mazione del ter­ri­to­rio tra la casci­na Bre­da e la pun­ta San Fer­mo. «È sta­to con­ces­so un ampli­a­men­to del campeg­gio – spie­ga l’assessore all’Urbanistica, Michela Tiboni — e la risis­temazione dell’area di pro­pri­età Cavaz­za per per­me­t­tere la traslazione dell’area del maneg­gio, con la ridefinizione degli spazi che sono già, in una cer­ta misura, dal pun­to di vista ambi­en­tale com­pro­mes­si. L’attività di noleg­gio barche e ped­alò ver­rà elim­i­na­ta, men­tre il rimes­sag­gio nau­ti­co nel­la zona del casone, che non è in una situ­azione delle migliori, ver­rà sis­tem­ato, ridot­to di esten­sione e strut­tura­to in modo da mit­i­gar­ne l’impatto». Nel­la vari­ante approva­ta è pre­vis­to l’ampliamento del campeg­gio per 44.500 mq, la trasfor­mazione del­la casci­na Bre­da in una strut­tura alberghiera da 2560 metri cubi (invece dei 4800 pre­ven­ti­vati inizial­mente) su richi­es­ta degli stes­si pro­pri­etari, e la traslazione del maneg­gio, che ora si tro­va dall’altra parte del­la stra­da, su una super­fi­cie di 33.854 mq. In mez­zo, assi­cu­ra­no gli ammin­is­tra­tori, resterà inal­ter­ata la via d’accesso alla pun­ta di San Fer­mo, da dove si ammi­ra lo splen­di­do panora­ma sull’, e dove si tro­va la Chiesa quat­tro­cen­tesca. «Questo inter­ven­to è sta­to volu­to dall’amministrazione, con­cor­dan­do con la pro­pri­età – ha det­to l’assessore Tiboni – alla quale servirà da sos­ten­ta­men­to per pot­er man­tenere il resto delle pro­pri­età sul ter­ri­to­rio comu­nale tute­late dal pun­to di vista nat­u­ral­is­ti­co. La pun­ta di S. Fer­mo sarà man­tenu­ta inte­gra ed in modo più deco­roso di ora, val­oriz­zan­do anche i resti archeologici».«La com­mis­sione urban­is­ti­ca – ha dichiara­to il con­sigliere di mino­ran­za Cristi­na Berlendis – a mag­gio­ran­za ave­va deciso che si dove­va ridis­cutere in toto l’intervento. Non siamo con­trari allo svilup­po tur­is­ti­co del paese e capi­amo il legit­ti­mo inter­ven­to del­la pro­pri­età. Ma San Fer­mo è per vocazione un , in uno dei pun­ti più bel­li del Garda».«Non mi sem­bra – ha dichiara­to il sin­da­co Gian­lui­gi Mar­silet­ti — ci sia uno stravol­gi­men­to in neg­a­ti­vo dell’utilizzo del ter­ri­to­rio, pen­so che il cam­bio sia pos­i­ti­vo. In tut­ta la vari­ante abbi­amo tenu­to con­to delle esi­gen­ze degli impren­di­tori, ma nei lim­i­ti di uno svilup­po controllato».Il sec­on­do grosso inter­ven­to riguar­da il recu­pero di Vil­la Portesina, in stile Lib­er­ty, in local­ità Por­tic­ci­oli: un’area di alto val­ore ambi­en­tale ma in sta­to di degra­do. Ver­ran­no recu­perati i 5.500 mc di super­fi­cie del­la vil­la, ai quali van­no aggiun­ti altri 3.200 mc sud­di­visi in tre strut­ture sui 16.200 mq di proprietà.«Non siamo in dis­ac­cor­do per la risis­temazione di un’area degra­da­ta – ha affer­ma­to il con­sigliere di mino­ran­za Berlendis – ma per la real­iz­zazione di tre cor­pi di fab­bri­ca sim­ili a limon­aie, in una zona in cui non ci sono mai state. L’area si pote­va val­oriz­zare in ben altro modo, mag­a­ri real­iz­zan­do un trat­to di lun­go­la­go che col­leghi Salò a Portese. I due mil­iar­di di lire des­ti­nati al parcheg­gio del Por­to di Portese pote­vano essere uti­liz­za­ti in altro modo per il bene del­la comunità».«I tre cor­pi di fab­bri­ca saran­no parzial­mente inter­rati nelle balze del­la col­li­na – ha rib­at­tuto l’assessore Tiboni – in modo da mit­i­gar­ne l’impatto ambi­en­tale, ed i tet­ti saran­no a gia­rdi­no». «Un ulti­mo aspet­to riguar­da l’intervento nor­ma­ti­vo nelle zone res­i­den­ziali, a par­co rurale 5 e 6, per pic­coli ampli­a­men­ti di zone già edifi­cate. Le costruzioni con almeno 50 mq di super­fi­cie, in cui vivano esclu­si­va­mente res­i­den­ti a San Felice, potran­no scegliere tra l’ampliamento vol­u­met­ri­co del 15%, già pre­vis­to dal Prg, o l’ampliamento di 50 mq, a sec­on­da di cosa risul­ta più van­tag­gioso per il pro­pri­etario. Chi ha già usufruito dell’ampliamento del 15%, come da Prg, negli scor­si anni, non potrà usufruire del­la vari­ante. Inoltre, essendo sta­ta accol­ta l’osservazione pro­pos­ta in mer­i­to dal­la mino­ran­za, sono esclusi dal­la vari­ante i parchi rurali 5 e 6 delle zone di alto val­ore ambi­en­tale: la fas­cia a lago e la zona di via San Pro­co­lo, dove, quin­di, res­ta vigente uni­ca­mente l’incremento del 15% del­la vol­ume­tria. Inoltre, con la nuo­va vari­ante, si apporterà una mod­i­fi­ca del­la des­ti­nazione d’uso di parte dell’immobile esistente dell’Albergo Sacro Cuore: una parte del­la sede con­ven­tuale diven­terà un pen­sion­a­to, con la pos­si­bil­ità di real­iz­zare camere per ospi­ti pri­vati e non solo religiosi.

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