Approvato dal Consiglio comunale il piano attuativo che sblocca l’annosa vicenda

Punta Grò diventeràun parco in riva al lago

07/10/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Sul nuo­vo par­co di Pun­ta Grò, l’ultima zona del bas­so Gar­da di grande pre­gio nat­u­ral­is­ti­co rimas­ta intat­ta con una super­fi­cie di 42 mila mq, di cui 27 mila di pro­pri­età pri­va­ta, 7.600 del Comune ed altri 6.700 dema­niali, al con­fine tra Sirmione e Peschiera, è arriva­to ora l’imprimatur defin­i­ti­vo del con­siglio comu­nale con l’approvazione del piano inte­gra­to di inter­ven­to. In sostan­za, buona parte dell’area diven­terà par­co naturalistico.[FIRMA]DOPO L’ESAME delle osser­vazioni che, nel frat­tem­po, era­no state deposi­tate da asso­ci­azioni e pri­vati cit­ta­di­ni il voto è sta­to a larga mag­gio­ran­za: 11 favorevoli, 2 con­trari (Donatel­la Gar­laschi ed Emilio Pel­lic­ciot­ti) e uno astenu­to (Luca Azzoni). Tra quan­ti han­no vota­to sì, oltre alla mag­gio­ran­za, ci sono anche Mas­si­mo Wilde, Lega Nord, e Mario Vis­con­ti, Pd.Nel suo inter­ven­to, Vis­con­ti ha spie­ga­to le ragioni del voto favorev­ole per­ché «l’incremento di appe­na 1500 metri cubi con­ces­so alla pro­pri­età dell’albergo, che ver­rà real­iz­za­to nell’area, è da riten­er­si inin­flu­ente rispet­to ai 14 mila mc che, negli anni Novan­ta, era­no sta­ti inclusi nel piano rego­la­tore vara­to dall’allora giun­ta poi ampia­mente ridi­men­sion­a­to dal­la Regione».E anco­ra, lo stes­so capogrup­po del Pd ha ricorda­to un para­dos­so. «In quel­la sta­gione, nonos­tante il notev­ole aumen­to di cubatu­ra con­ces­so non ci furono assem­blee di protes­ta, né tan­to meno osser­vazioni da parte di asso­ci­azioni o cit­ta­di­ni: è insp­ie­ga­bile — ha con­clu­so Vis­con­ti — come oggi, per con­cedere una min­i­ma parte di vol­ume­tria, si siano perfi­no rac­colte le firme». Per Donatel­la Gar­laschi, invece, il piano «autor­iz­za di fat­to un aumen­to di cemen­to in una zona alta­mente del­i­ca­ta con una con­tropar­ti­ta irrisoria».PER SALVAGUARDARE Pun­ta Grò, come ha det­to l’assessore all’urbanistica, Pier­lui­gi Bianchi, «si è volu­to scegliere lo stru­men­to urban­is­ti­co del piano inte­gra­to per­ché c’erano tut­ti i pre­sup­posti per ottenere un risul­ta­to di riqual­i­fi­cazione». La vicen­da risale al 1981 quan­do venne costru­ito nel­la zona un edi­fi­cio des­ti­na­to ad alber­go, mai però ulti­ma­to. L’area, nel frat­tem­po, è rimas­ta incol­ta e in sta­to di sostanziale abban­dono, il che, però, nul­la toglie alla sua impor­tan­za pae­sag­gis­ti­ca e nat­u­ral­is­ti­ca, come rara tes­ti­mo­ni­an­za «vivente» del tipi­co ambi­ente del bas­so Gar­da .Ora, anche se a dis­tan­za di un quar­to di sec­o­lo, Pun­ta Grò potrà ritornare alla sua bellez­za orig­i­nar­ia con per­cor­si nat­u­ral­is­ti­ci, rig­orose lim­i­tazioni e un aumen­to di vol­ume dell’albergo la cui «ossatu­ra», ripeti­amo, è già esistente.Ultimo det­taglio, non sec­on­dario: Il Comune incasserà 400 mila euro e 19.200 metri quadri di area dall’accordo con i pri­vati.