Il Municipio avalla una proposta lanciata dal Centro di rilevazione ambientale. I canneti residui e gli alberi saranno sottoposti a tutela

Punta Grò: futuro da riserva

04/04/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Si par­la da anni del­la neces­sità di tute­lare i pochi angoli vera­mente nat­u­rali rimasti lun­go la spon­da bres­ciana del Gar­da, e a desso, a Pun­ta Grò potrebbe nascere una grande area pro­tet­ta, il pri­mo di Sirmione con una super­fice di qua­si 28 mila metri quadri. La pro­pos­ta arri­va dal Cen­tro di ril­e­va­men­to ambi­en­tale di Pun­ta Staffa­lo, ed è sta­ta accol­ta dall’amministrazione comu­nale. Tan­to che nei giorni scor­si, il sin­da­co Mau­r­izio Fer­rari ha dato dis­po­sizioni per orga­niz­zare un’assemblea allarga­ta ai pesca­tori pro­fes­sion­isti, ai bar­caioli, alle asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste e agli ammin­is­tra­tori per pre­sentare l’intero prog­et­to. La data fis­sa­ta è quel­la dell’11 aprile, e l’appuntamento sarà nel­la sala con­sil­iare del Comune a par­tire dalle 17. L’idea di Pun­ta Grò come area pro­tet­ta, spie­gano i tec­ni­ci del Cra (Berti­ni, Mar­tone, Zil­i­oli e Fila), nasce da alcune con­sid­er­azioni essen­ziali: l’area rias­sume in pic­co­lo gli ele­men­ti più rap­p­re­sen­ta­tivi dell’ecosistema lacus­tre costiero; il luo­go è sem­pre sta­to un rifer­i­men­to per la pesca, e si tro­va in una posizione tran­quil­la, ai mar­gi­ni delle attiv­ità tur­is­tiche. Ma quali sono, in sin­te­si, gli obi­et­tivi del prog­et­to? Innanz­i­tut­to la val­oriz­zazione di un’area attual­mente in sta­to di parziale degra­do; la pos­si­bil­ità di esten­dere il suo­lo pub­bli­co a verde, sia per i res­i­den­ti sia per i tur­isti, cre­an­do uno stret­to legame con la spi­ag­gia vic­i­na. Quin­di creare un rifer­i­men­to per la pesca e per le asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste, dan­do anche vita a un cam­po scuo­la per le asso­ci­azioni pro­tezion­iste. Infine si vuole creare un nuo­vo pun­to di attrazione tur­is­ti­ca. La zona di Pun­ta Grò, per chi non lo sapesse, si tro­va sul con­fine comu­nale di Sirmione, che sep­a­ra anche la provin­cie di Bres­cia e la Lom­bar­dia dal Veronese e dal Vene­to. E con­ser­va un impor­tante pat­ri­mo­nio fau­nis­ti­co e botan­i­co. I lati Est e Ovest sono ric­chi di can­neti: com­p­lessi­va­mente cir­ca 13 mila metri qua­drati sep­a­rati dal­la riva da canali di deflus­so. Qui trovano rifu­gio e l’habitat ripro­dut­ti­vo non poche specie di uccel­li legati all’acqua, anfibi e pesci: una pic­co­la oasi in un ter­ri­to­rio costiero forte­mente antropiz­za­to. Per una fas­cia di cir­ca 30 metri dal­la riva si trovano arbusti, rovi, sali­ci e grossi piop­pi. Un ambi­ente anco­ra inter­es­sante, insom­ma, sul quale pesa sem­pre l’incognita di una sci­agu­ra­ta cola­ta di cemen­to o di una ecces­si­va pre­sen­za umana. Il fon­dale anti­s­tante la pun­ta, ciot­toloso e sab­bioso, si pre­sen­ta meno pro­fon­do di quel­lo cir­costante e, durante il peri­o­do esti­vo si trasfor­ma in una vera sec­ca con pochi cen­timetri d’acqua, che ricor­da molto l’ambiente dell’Isola dei Conigli di Maner­ba. Inoltre esiste un edi­fi­cio che risale al 1840, da ristrut­turare com­ple­ta­mente per pot­er ospitare tes­i­mo­ni­anze etno­gra­fiche del­la zona, con ogget­ti, attrezzi, fotografie, scrit­ti e reper­ti arche­o­logi­ci. Altri inter­ven­ti, sec­on­do il prog­et­to ste­so da Euge­nio Zil­i­oli e dai suoi col­leghi del Cen­tro di ril­e­va­men­to, sareb­bero ind­i­riz­za­ti al recu­pero del­la flo­ra orig­i­nar­ia e alla mes­sa a dimo­ra di nuovi alberi.

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