Il Consiglio comunale ha adottato un Piano integrato che prevede un accordo con il privato

Punta Grò volta paginacol «Centro ambientale»

21/12/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Era una delle ultime aree di grande pre­gio nat­u­ral­is­ti­co rimaste abban­do­nate nel ter­ri­to­rio di Sirmione, con il forte ris­chio che i pri­vati ci mettessero sopra le mani. Ma da ieri Pun­ta Grò, al con­fine tra Sirmione e Peschiera, può dirsi al riparo dagli appeti­ti dei «palazz­i­nari» di turno, essendo sta­to adot­ta­to in con­siglio comu­nale un prog­et­to inte­gra­to dell’intervento.L’AREA ha una super­fi­cie di cir­ca 42 mila mq, di cui 27 mila di pro­pri­età pri­va­ta, 7.600 del Comune ed altri 6.700 demaniali.Lo stru­men­to urban­is­ti­co scel­to dal­la giun­ta Fer­rari è quel­lo, si dice­va, del «piano inte­gra­to», che per quan­ti fos­sero a digiuno di norme urban­is­tiche non è altro che uno stru­men­to des­ti­na­to spec­i­fi­cata­mente alla soluzione di un’emergenza nel­la parte edi­fi­ca­ta del ter­ri­to­rio, con un inter­ven­to inte­gra­to pubblico/privato, per otten­erne un risul­ta­to di riqualificazione.In effet­ti Pun­ta Grò ha dal 1981 sul pro­prio ter­ri­to­rio un edi­fi­cio costru­ito, ma mai ulti­ma­to, per ospitare un alber­go. E’ pas­sato più di un quar­to di sec­o­lo, ma quel­la «brut­tura» è rimas­ta lì a detur­pare il pae­sag­gio del lago, men­tre la restante area è divenu­ta sem­pre più incol­ta e abbandonata.GLI OBIETTIVI sono ora ben diver­si, come ha tenu­to a ril­e­vare nel suo inter­ven­to l’assessore Pier Lui­gi Bianchi. Intan­to, è in pro­gram­ma un recu­pero del­la fatis­cente strut­tura alberghiera, con la sal­va­guardia sia dei dirit­ti dei pri­vati che del cor­ret­to inser­i­men­to ambi­en­tale del nuo­vo edi­fi­cio che ver­rà real­iz­za­to. Poi si prevede il recu­pero di una zona di grande val­ore pae­sis­ti­co ed ambi­en­tale, una delle poche del ter­ri­to­rio di Sirmione a con­ser­vare l’originale aspet­to delle rive merid­ion­ali del .L’accordo con i pri­vati con­sen­tirà un lim­i­ta­to aumen­to del­la cubatu­ra alberghiera, com­pen­sato dal­la ces­sione al pat­ri­mo­nio comu­nale di cir­ca 19.200 mq. che, uni­ti alle pro­pri­età dell’ente locale e dema­niali, con­sen­ti­ran­no la creazione di un vas­to spazio di con­ser­vazione ambi­en­tale, con des­ti­nazione a « del­la pesca» e per attiv­ità didat­tiche del «Cen­tro di Ril­e­va­men­to Ambientale».In cam­bio i pri­vati si assumono l’onere di ver­sare 400 mila euro, quale cos­to per il recu­pero ambi­en­tale di Pun­ta Grò, che ver­rà real­iz­za­to dal Comune con un prog­et­to ed appal­to propri.Ovviamente il tut­to sarà poi vaglia­to dal­la Provin­cia, dal­la Regione e dal­la Soprint­en­den­za ai Beni Arche­o­logi­ci per le rispet­tive competenze.Da notare che l’assessore Bianchi ha pre­cisato che l’intervento prevede il recu­pero fun­zionale degli edi­fi­ci esisten­ti nel­la parte set­ten­tri­onale del promon­to­rio. La nuo­va des­ti­nazione, sede del «museo del­la pesca», sarà affi­an­ca­ta e sostenu­ta dall’attività di pesca attual­mente esistente.Sono inoltre pre­visti degli inter­ven­ti di ripristi­no delle vasche in ter­ra bat­tuta per ospitare peschiere ed un osser­va­to­rio del­la fau­na lacus­tre, per fini didat­ti­ci, ed inter­ven­ti di manuten­zione dei per­cor­si delle vasche e del canale di acces­so a lago, uti­liz­za­to dalle barche dei pescatori.Infine è pre­vis­to il rifaci­men­to del pon­ti­cel­lo di attra­ver­sa­men­to, oggi semicrollato.L’area verde ver­rà intera­mente riqual­i­fi­ca­ta con specie arboree tipiche dell’ecosistema del bas­so lago. Per la comu­nità di Sirmione si trat­ta di un grande «acquis­to» per la qual­ità ambientale.

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