Il bilancio dei test sullle acque di «Goletta Verde» mostrano luci e ombre

Purezza a due velocitàper le spiagge del Garda

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Golet­ta Verde ha chiu­so la cam­pagna di mon­i­tor­ag­gio delle acque del , ese­gui­to in 24 local­ità, che non mancherà di sus­citare polemiche. Per­ché, sebbene il 67% dei cam­pi­oni anal­iz­za­ti rien­tri nei para­metri di legge, la spon­da bres­ciana ha denun­ci­a­to a Desen­zano, Salò e Maner­ba alcune situ­azioni pre­oc­cu­pan­ti, a causa del «grave supera­men­to delle soglie con­sen­tite in quat­tro cam­pi­oni: i col­ifor­mi fecali super­a­no di 7,5 volte i val­ori mas­si­mi tollerati a Salò (Rive Gran­di), di 6,5 a Maner­ba (por­to Tor­co­lo), dove per­al­tro già vige il divi­eto di bal­neazione dec­re­ta­to dall’Asl».Ma gli esper­ti di Legam­bi­ente han­no riscon­tra­to una «con­dizione ancor più pre­oc­cu­pante a Desen­zano, dove risul­tano ampia­mente fuori dai lim­i­ti i val­ori dei tre para­metri inda­gati: Spi­ag­gia d’Oro, por­to di Riv­oltel­la e Zat­tera». Anche queste local­ità, lo ricor­diamo, sono state vietate dall’ultimo bol­let­ti­no dell’Asl. In entrambe le anal­isi sono emer­si con­sis­ten­ti trac­ce di col­ifor­mi fecali. Analo­ga sorte è toc­ca­ta a Limone, alla foce del S. Gio­van­ni, e in un trat­to del fiume Mincio.PER IL RESTO del­la cos­ta bres­ciana, Golet­ta Verde non ha riscon­tra­to esuberi di para­metri. Dunque acque bal­ne­abili a Tremo­sine, Tig­nale, Toscolano Mader­no, Gar­done Riv­iera, S. Felice, Moni­ga, Padenghe, Desen­zano (Desen­zani­no), Sirmione. Buono infine il quadro sul­la spon­da vene­ta e trentina.Riepilogando, il record di purez­za res­ta al trenti­no. Sem­pre sec­on­do la cam­pagna annuale del Cig­no Azzur­ro è risul­ta­to fuori legge, sul­la spon­da vene­ta il 57% dei cam­pi­oni, su quel­la lom­bar­da l’inquinamento, pur essendo meno dif­fu­so, si pre­sen­ta più grave. «Il risul­ta­to nel suo com­p­lesso — com­men­ta il diret­tore di Legam­bi­ente Lom­bar­dia, Bar­bara Megget­to — è più che sod­dis­facente, restano però dei pun­ti crit­i­ci nei pres­si di cor­si d’acqua e scol­ma­tori con trac­ce con­sis­ten­ti di col­ifor­mi fecali e strep­to­coc­chi. Vor­rem­mo che si inter­venisse a monte di queste situ­azioni; bisognerebbe com­piere un ulte­ri­ore sfor­zo per indi­vid­uare le cause e risolver­le. Le nos­tre anal­isi non vogliono sos­ti­tuire i bol­let­ti­ni Arpa e Asl».NELLAMBITO DELLA GENERALE dimin­uzione dei casi d’inquinamento di orig­ine micro­bi­o­log­i­ca fecale riscon­tra­ta lun­go tut­to il baci­no dai tec­ni­ci di Legam­bi­ente, spic­ca il risul­ta­to ottenu­to quest’anno dal­la spon­da bres­ciana che con il 71% delle bandiere ver­di si impone sta­vol­ta nel con­fron­to con quel­la vene­ta, dove risul­tano entro i lim­i­ti di legge solo il 43% dei prelievi.

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