Il garbuglio delle statistiche

QUANDO I CONTI NON TORNANO

Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Numeri, cifre, sta­tis­tiche. A decine per inquadrare, solo con i dati e sen­za com­men­ti, il movi­men­to tur­is­ti­co del­la provin­cia di Verona. Un librone di una novan­ti­na di pagine per vivisezionare e incro­cia­re le pre­sen­ze straniere e ital­iane sul­la Riv­iera degli Olivi. Lo stu­dio si riferisce al 2002, ma con tav­ole com­par­a­tive che risal­go­no indi­etro nel tem­po fino al 1995. Una marea di dati che fotografano i flus­si tur­is­ti­ci e si prestano ad anal­isi. Tut­to per­fet­to se non fos­se per alcune involon­tarie sviste. Somme sbal­late che, se non cam­biano nell’insieme l’impianto sta­tis­ti­co (difet­ti ed ecces­si alla fine si com­pen­sano), fan­no decisa­mente sor­rid­ere. Pren­di­amo ad esem­pio il Comune di Peschiera, forte di 48 alberghi, otto vil­lag­gi tur­is­ti­ci e 14 res­i­dence, per un totale di 11.122 posti let­to: ter­zo paese come numero di posti let­to alla spalle di Lazise (21.961) e (15.272). Ebbene, nel cen­tro aril­i­cense, sec­on­do i dati elab­o­rati dagli uffi­ci tur­is­ti­ci del­la Provin­cia, risul­ta che nel 2002 han­no allog­gia­to negli eser­cizi extral­berghieri 783 dane­si per una pre­sen­za di 85.943 gior­nate. Vor­rebbe dire che ogni danese è rimas­to in ferie sul Gar­da la bellez­za di 110 giorni. Davvero stra­no. Soprat­tut­to quan­do in gen­erale la media sog­giorno è di due-tre giorni. Non solo quin­di una vacan­za lun­ga, ma anche onerosa, con­siderati i prezzi che gira­no sul Benà­co. Sem­pre la tabel­la di Peschiera si seg­nala per l’anomalia con­cer­nente i dati sui france­si: 1.636 arrivi negli eser­cizi extral­berghieri e 3.477 negli alberghi. In prat­i­ca, 5.113 arrivi che, nel­la sche­da gen­erale, si riducono però a 513 (evi­dente l’errore di trascrizione). Lo stra­no di tut­ti questi numeri è che alla fine, i con­ti, nel­la sche­da gen­erale delle pre­sen­ze e degli arrivi, tor­nano: iden­ti­ci a quel­li finali delle tabelle dei servizi alberghieri ed extral­berghieri. Già, per­ché dall’analisi gen­erale degli arrivi i dane­si crescono a 7.414, i france­si calano a 513 e via dis­cor­ren­do. Tut­to a pos­to, se non per le sin­gole per­centu­ali, decisa­mente sbal­late, con i francesci che rispet­to al 2001 crol­lano a ‑91,4 per cen­to negli arrivi e ‑50,2 nelle pre­sen­ze. Errori di questo genere si riscon­tra­no anche nelle tav­ole dei Comu­ni di Bar­dolino, Gar­da, Lazise e Mal­ce­sine. Ma poi, sem­pre per magia, si annul­lano fino a col­li­mare nel­la cifra finale. Ma l’ufficio tur­is­ti­co del­la Provin­cia una rispos­ta ce l’ha: «In effet­ti gli errori esistono», ammette. «Si trat­ta però di sbagli dovu­ti alla pura trascrizione di numeri da una casel­la all’altra, all’interno di tabelle speci­fiche e non gen­er­ali, che invece deter­mi­nano i dati sui quali si anal­iz­za nel com­p­lesso i flus­si tur­is­ti­ci. Del resto, qualche eper­centuale sbal­la­ta con tut­ti questi numeri può cap­itare». E poi dicono che la matem­at­i­ca non è un’opinione.