Castel Goffredo, realizzato dai ragazzi 'Samambaia' ospiterà anche altri gruppi

Quasi terminata la Casa degli scout

24/10/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Castel Goffredo

Nel­la cit­tà delle calze sta sor­gen­do un edi­fi­cio ardi­to e orig­i­nale che si dif­feren­zia net­ta­mente da tut­ti gli altri: è la costruzione che si sta ulti­man­do all’in­ter­no del­l’area Samam­ba­ia, il prog­et­to avvi­a­to poco più di due anni fa. In un appez­za­men­to di area verde comu­nale di qua­si 10mila metri quadri (mq), si innalza infat­ti una sin­go­lare strut­tura, che occu­pa una super­fi­cie di 600 mq, des­ti­na­ta a ospitare i 150 scout castel­lani e altri gruppi.Le mura, ormai ter­mi­nate, sono cos­ti­tu­ite da sas­si e lat­er­izi, le tra­va­ture sono tutte in leg­no e il tet­to ondu­la­to e a for­ma radi­ale sarà rivesti­to da mate­ri­ali nat­u­rali. L’ar­chitet­to che l’ha gra­tuita­mente prog­et­ta­ta, Cesare Pal­trinieri, mem­bro del grup­po scout di Cas­tel Gof­fre­do, descrive ques­ta costruzione come un esem­pio di “architet­tura in natu­ra”. E spie­ga che essa risponde ai 3 fon­da­men­ti educa­tivi del­l’es­pe­rien­za scout: gio­co, natu­ra e servizio. Per questo non ci sono stanze con porte e sof­fit­ti, ma spazi aper­ti, che guardano sul par­co ester­no, sul pra­to e gli alberi da frut­ta. Ci sono la rupe, luo­go cen­trale del sim­bolis­mo ideato di Baden Pow­ell, 2 postazioni per il fuo­co, un anfiteatro per i momen­ti d’an­i­mazione, una tor­ret­ta per vedere il pae­sag­gio dal­l’al­to, il mag­a­zz­i­no, i servizi e la cucina.Tutta ques­ta costruzione è sta­ta real­iz­za­ta sen­za gru, pon­teg­gi e filo a piom­bo, tan­t’è che non si tro­va una parete a squadro. Sosten­gono ques­ta casu­al­ità appar­ente due for­ti ragioni: una prog­et­tuale e una prat­i­ca. La pri­ma, che assi­cu­ra la solid­ità del­l’ed­i­fi­cio, si avvale dei cal­coli del­l’ingeg­n­er Felice Bertoli; la sec­on­da deri­va dal fat­to che si trat­ta di un lavoro com­pi­u­to da ragazzi e adul­ti che di pro­fes­sione non fan­no i mura­tori. Ogni scout ha tira­to su un pezzet­to di muro nelle set­ti­mane estive ded­i­cate a Samam­ba­ia, e anche i volon­tari che si sono impeg­nati e che anco­ra si impeg­nano saba­to e domeni­ca, fan­no ciò che pos­sono. La costruzione, che non vuole essere solo la “casa degli scout” ma un luo­go aper­to a tut­ti col­oro che desider­a­no fare espe­rien­ze di dial­o­go e d’in­con­tro, benefi­cerà di due don­azioni che con­sen­ti­ran­no in tem­pi bre­vi di portare a com­pi­men­to l’edificio.

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