Il consiglio comunale ha votato all'unanimità la variazione di bilancio che consente lo stanziamento a carico di Riva. La prima richiesta all'Enel, per motivi ambientali, risale al 1989

Quasi un milione per interrare l’elettrodotto

11/04/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Sulle vari­azioni al bilan­cio pro­poste dal­l’asses­sore Lot­ti il con­siglio comu­nale rivano, alla sua penul­ti­ma (sal­vo impre­visti) riu­nione pri­ma del prossi­mo turno elet­torale, ha con­suma­to ieri sera un’u­na­nim­ità ful­minea: mez­z’o­ra in tut­to e poi tut­ti a casa, feli­ci e con­tenti. Poten­za del­l’ar­go­men­to in dis­cus­sione più che ammain­a­bandiera in vista del­la cam­pagna elet­torale: si trat­ta­va di approvare lo stanzi­a­men­to di 950.000 euro per l’in­ter­ra­men­to del­l’elet­trodot­to da san Gia­co­mo al Cretaccio.La car­rel­la­ta di inter­ven­ti è scivola­ta via all’in­seg­na dell’ «era ora». Cor­re­va l’89, di campi elet­tro­mag­neti­ci non s’era anco­ra com­in­ci­a­to a pre­oc­cu­par­si, sul­lo scran­no più alto del con­siglio c’era Enzo Bas­set­ti: quan­do l’Enel man­i­festò il prog­et­to di rifare ex novo la cen­trale del Ponale, parve da cogliere l’oc­ca­sione per chiedere l’in­ter­ra­men­to del­l’elet­trodot­to che con­voglia l’en­er­gia elet­tri­ca ad alta ten­sione dal­la cen­trale fino alla stazione di dis­tribuzione del Cre­tac­cio, cui si rifor­nisce l’Ags (ma allo­ra era anco­ra Amsea) per ridis­tribuir­la alle uten­ze rivane e tor­bolane. Nei 14 anni trascor­si da allo­ra, s’è pas­sati dal­l’iniziale «non se ne par­la nem­meno» all’ac­cettazione sen­za oneri da parte del­l’Enel. La svol­ta però s’è reg­is­tra­ta quan­do la provin­cia ha deciso la costruzione del­la vari­ante alla 45 bis, dis­eg­nan­do un nuo­vo trac­cia­to che scor­ren­do qua­si par­al­le­lo alla fila di tral­ic­ci, da san Gia­co­mo fino all’innesto di via san­t’An­drea sul­la Riva-Arco, offri­va un’oc­ca­sione irripetibile per l’in­ter­ra­men­to. Nonos­tante tut­to lo scot­to res­ta altissi­mo: 2,5 mil­ioni, di cui mam­ma provin­cia copre il 45%. Il resto va spar­ti­to fra Riva che pen­sa­va di cavarsela con 650.000 ed ha dovu­to aumentare di 300 mila lo stanzi­a­men­to, ed Arco che ci mette il resto. I tem­pi sono quel­li del­la costruzione del­la vari­ante, di cui la provin­cia sta ormai asseg­nan­do i lavori. Il pres­i­dente Bena­mati, pri­ma di man­dare tut­ti a casa, ha annun­ci­a­to che pri­ma del­la prossi­ma riu­nione di con­siglio, che i capi­grup­po han­no fis­sato per giovedì 17, si riu­ni­ran­no due com­mis­sioni, quel­la urban­is­ti­ca e quel­la delle soci­età parte­ci­pate. Per l’ul­ti­mo atto del­la leg­is­latu­ra si prevede infat­ti di aumentare il cap­i­tale sociale di Apm dei 5,2 mil­ioni del con­trib­u­to statale in maniera che pos­sa avviare il ban­do per l’in­ter­ra­to Pilati, e di votare per la sec­on­da e defin­i­ti­va vol­ta la vari­ante al prg rel­a­ti­va al palazzet­to del­lo sport in zona ex Rig­ot­ti. Anche se res­ta qualche per­p­lessità sul­l’u­bi­cazione, gli impeg­ni con Arco van­no comunque rispet­tati.