Si chiama «Gardaronde» la nuova iniziativa turistica pensata dal rivano Enrico Rossaro e sostenuta dalla «Comunità»

Quattro giorni a piedi in quota tutt’intorno al Garda

05/07/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Alto Lago

L’idea è spun­ta­ta ad Enri­co Rossaro e dal­la sono arrivati al volo i mezzi logis­ti­ci ed orga­niz­za­tivi per tradurla in realtà. «Gar­daronde» è una pro­pos­ta di tur­is­mo eco­logi­co, alter­na­ti­vo, di nic­chia in cer­to sen­so: sco­prire il lago dal monte, lun­go sen­tieri in quo­ta che offrono panora­mi eccezion­ali noti per ora solo ai bik­ers. Sul finire del prossi­mo agos­to (la fol­la se n’è già anda­ta, le scuole stan­no per ripren­dere) una quar­an­ti­na di ragazzi, in genere , delle tre sponde del Gar­da si trovano ad Arco. Parten­za la mat­ti­na del 28: un grup­po scarpina per due giorni (con un per­not­ta­men­to) fra mas­ic­cio del­la Roc­chet­ta, pas­so Nota e par­co del­l’Al­to Gar­da fino a Mus­lone dove appro­da, in alle spalle di Toscolano, ad un rifu­gio. Lì ver­ran­no rag­giun­ti, la sera del 29, dal sec­on­do grup­po che sale sul­l’Altissi­mo da Bren­ton­i­co (per­not­ta­men­to in quo­ta), ridis­cende a boc­ca Navene, risale alla stazione del­la funi­via del , cala su Mal­ce­sine e, col bat­tel­lo, tra­ver­sa fino a Mader­no per l’ap­pun­ta­men­to pre­vis­to nel tar­do pomerig­gio. Dopo la cena e la lun­ga notte di chi­ac­chiere, can­ti ed alle­gra com­pag­nia, si riparte la mat­ti­na del 30, a per­cor­si inver­ti­ti, per ritrovar­si di nuo­vo ad Arco, per l’ar­rived­er­ci con­clu­si­vo la sera del 31. Se l’es­per­i­men­to dovesse fun­zionare (le pre­messe ci sono tutte, in ter­mi­ni di sicurez­za e di qual­ità del­l’of­fer­ta) l’an­no prossi­mo la comu­nità del Gar­da ha inten­zione di esten­dere l’of­fer­ta oltre il grup­po di gio­vani, cavia priv­i­le­gia­ta del­l’es­per­i­men­to pilota, a tut­ti quei tur­isti inter­es­sati ad un’es­pe­rien­za sicu­ra­mente affasci­nante, tut­to som­ma­to tran­quil­la, capace di far risco­prire un ter­ri­to­rio splen­di­do da una prospet­ti­va inusuale.