Ricorre il 68esimo anniversario del record di Francesco Agello. I piloti del «Rav» protagonisti sul Benaco e nel mondo

Quegli eroi hanno fatto storia

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Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Desen­zano nei prossi­mi giorni cele­br­erà un record pas­sato ormai alla sto­ria: il 23 otto­bre 1934 il pilota dell’Aviazione mil­itare ital­iana, Francesco Agel­lo sulle acque del lago sta­bilì il pri­ma­to mon­di­ale di veloc­ità a bor­do di un idro­volante Mac­chi-Cas­tol­di Mc 72, nel cor­so del­la Cop­pa Schnei­der. Rag­giunse i 709,209 km/h. Agel­lo, che già detene­va il record prece­dente di 682,403 km/h, superò se stes­so e, per mer­i­ti aero­nau­ti­ci, venne pro­mosso cap­i­tano otte­nen­do la medaglia d’oro. Morì sul cam­po di Bres­so, durante una eserci­tazione nel 1942. Agel­lo, con una venti­na di altri piloti, face­va parte del miti­co repar­to di che tan­ta fama diede a Desen­zano, che ha ded­i­ca­to un mon­u­men­to a questo pic­co­lo grup­po di stra­or­di­nari piloti e al loro coman­dante, colon­nel­lo Mario Bernasconi, ardi­men­toso uffi­ciale pilota che potrem­mo definire il «padre» del Rav (Repar­to alta veloc­ità), con il fior fiore dell’Aeronautica di allo­ra. Il repar­to venne isti­tu­ito nel 1928 e Desen­zano, per una serie di carat­ter­is­tiche geogra­fiche e tec­niche, venne scelta dai ver­ti­ci dell’Aeronautica mil­itare che affi­darono al colon­nel­lo Bernasconi questi super-piloti affinchè li affi­nasse e li preparasse al mas­si­mo per il rag­giung­i­men­to di pres­ti­giosi tra­guar­di. La Cop­pa Schnei­der era uno di questi, e l’Italia entrò in liz­za nel 1926 a Nor­folk, negli Usa, e vinse gra­zie all’ardimento del mag­giore Mario Bernar­di. La cos­ti­tuzione del Rav all’ di Desen­zano, poi, raf­forzò, negli anni imme­di­ata­mente suc­ces­sivi la pre­sen­za nel­la com­pe­tizione dell’aviazione ital­iana e l’impresa di Agel­lo fu la dimostrazione dell’alto liv­el­lo di preparazione che uomi­ni e mac­chine rag­giun­sero in quel peri­o­do d’oro. Bernasconi inven­tò anche la «vira­ta Desen­zano», una par­ti­co­lare figu­ra che l’idrovolante dove­va assumere. Una manovra eccezionale e ris­chiosa che per­me­t­te­va all’idrovolante di guadagnare atti­mi preziosi nell’ambito del con­teg­gio dei tem­pi. Purtrop­po, ques­ta speri­co­la­ta manovra causò anche numerose vit­time. Bernasconi las­ciò il repar­to pochi giorni dopo il record di Agel­lo e questo miti­co grup­po, improvvisa­mente, venne sci­olto nel 1936.

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